Vitamina A
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Sin dai primi anni dopo la scoperta si mise in relazione la carenza di vitamina A con alcune patologie della vista. La vitamina A si trova in natura in due forme principali: il retinolo (di origine animale; si trova nel tuorlo d'uovo e nel fegato) e i carotenoidi (di origine vegetale; si trovano nella frutta e nella verdura di colore arancione o verde scuro); entrambe le forme sono provitamine cioè precursori che vengono poi trasformati nella vitamina.
Effetti dimostrati
Molte sono le funzioni della vitamina A (da non confondere con quelle del betacarotene che si è conquistato una sua autonomia, indipendentemente dalla capacità di trasformarsi in vitamina A); la sua carenza rende la pelle rugosa, gli occhi diventano rossi e irritabili, si accentua la sensibilità alla luce e si abbassa la visione notturna; può instaurarsi un'anemia, aumentano i rischi di calcoli renali e di allergie e si deprime il sistema immunitario. La vitamina A coopera efficacemente nel trattamento di molti disturbi visivi, promuove la crescita, lo sviluppo e il funzionamento di molti tessuti e organi, contribuisce alla salute della pelle, delle mucose e dei capelli.
La vitamina A, applicata esternamente, viene utilizzata per trattare l'acne, la foruncolosi, la favosi, l'impetigine e le ulcere cutanee.
Avvertenze
Dal momento che la vitamina A è insolubile in acqua, mentre lo è facilmente
in acetone, grassi, oli ed etere, fa parte del gruppo delle vitamine
liposolubili, per le quali occorre fare attenzione alla quantità massima di
assunzione. Come è ormai noto da tempo, la vitamina A è, insieme alla
vitamina D, l'unica che può provocare danni seri (problemi al fegato,
fenomeni depressivi fino al suicidio e altri problemi nervosi, danni alle
ossa e alle articolazioni e al feto, in gravidanza) se assunta in quantità
maggiori di quelle consigliate (come ben sanno gli esploratori dell'Artico e
gli eschimesi che si astengono dal consumare fegato di orso polare o di foca
perché ricchissimi di vitamina A, 15.000 UI per grammo!). L'intossicazione
acuta di vitamina A si ha solo con dosi enormi (2 milioni di UI), mentre più
subdola è l'intossicazione cronica, sicuramente presente in soggetti che
assumono 20.000 UI al giorno per periodi che vanno da 6 a 8 anni (Geubel,
1991).La somministrazione di vitamina A deve essere fatta con estrema cautela, e solo sotto stretto controllo medico, nei casi di diabete, fibrosi cistica, disturbi intestinali, malattie renali ed epatiche, problemi al pancreas e alla tiroide.
I farmaci antiacido, la colestramina, il colestipolo, un eccesso di ferro e il cortisone diminuiscono l'assorbimento e l'utilizzo della vitamina A. Se assunta insieme con farmaci anticoagulanti può aumentare la probabilità di emorragie interne o spontanee. I contraccettivi orali aumentano la concentrazione di vitamina A. Olio minerale, neomicina, sucralfato e isoretinoina ne aumentano la tossicità. La vitamina A diminuisce l'effetto della chinidina. Alcol e fumo diminuiscono la biodisponibilità di vitamina A.
Dose efficace
La RDA della vitamina A è di 5.000 UI al giorno, anche se la dose ottimale è di 8.000 UI. Negli Stati Uniti, recenti ricerche hanno portato la dose di assunzione giornaliera a 10.000 U.I. Nei soggetti sani l'alimentazione copre facilmente la quota necessaria.
A chi serve
L'integrazione con la vitamina A non è necessaria per i soggetti sani che seguono una dieta equilibrata; l'assunzione di un multivitaminico contenente vitamina A non dovrebbe superare le dosi di 1.000-5.000 UI.
Nel caso fosse necessaria una supplementazione con questa sostanza (fumatori, diabetici, bevitori ecc.), il dosaggio e l'eventuale preferenza di altri integratori come il betacarotene devono essere valutati dal medico curante.
Particolare attenzione va posta alla somministrazione di questa vitamina a bambini e anziani.
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