Pointer inglese
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Sulle origini del pointer inglese vi sono, manco a dirlo, ipotesi e discussioni infinite. Una delle ipotesi ritenute più credibili fa risalire l'origine del pointer a circa due secoli fa, grazie all'incrocio tra diverse razze (pointer italiano, foxhound, bloodhound, greyhound, newfoundland, setter e bulldog); alcuni cinofili seguono l'ipotesi dell'origine spagnola, secondo tali autori il bracco spagnolo sarebbe il vero progenitore del pointer; arrivato in Inghilterra nei primi anni del 1700 grazie ai soldati inglesi di ritorno dalla guerra di successione spagnola, il bracco spagnolo, cane dal buon fiuto, ma alquanto lento e pesante, sarebbe stato migliorato dagli abilissimi addestratori inglesi. Il miglioramento è stato tale che molti cinofili ritengono che il prototipo iniziale non fosse il bracco spagnolo, ma quello portoghese, una cane da ferma molto più agile, plastico e vivace.
Il noto cinologo Sir William Arkwright affermava che la razza provenisse dal bracco da punta italiano, importato in Inghilterra dai canili della corte di Francia che reperiva i suoi cani in Italia, ma molta della documentazione su cui si basava Arkwright per le sue affermazioni viene ritenuta non totalmente attendibile.
Quali che siano le sue origini, c'è da dire che tutti sono concordi nel considerare il pointer come uno dei migliori cani da caccia, noto per il suo ottimo fiuto e la velocità con la quale riesce a seguire le tracce della preda.
Il carattere del pointer inglese
Il pointer
inglese può affezionarsi
moltissimo al padrone e alla sua famiglia, a patto però di vivere a stretto
contatto con l'umano; purtroppo la mole ha sempre rappresentato per
proprietari poco amanti dei cani un facile alibi alla coabitazione e la vita
in recinto esalta spesso la riservatezza della razza che "si lascia" andare
solo dopo un po' di tempo di vera vita in comune. Se viene abituato fin da
subito a socializzare si potranno quindi evitare problemi legati alla sua innata
timidezza. Il pointer inglese è buono ed estremamente paziente con i bambini per i quali può
rappresentare un ottimo compagno di giochi. Non essendo un cane aggressivo,
riesce a convivere pacificamente anche con altri animali domestici. Tanto è
energico quando svolge l'attività venatoria, tanto è calmo quando si trova
nell'ambiente domestico; è infatti un cane dotato di una notevole capacità di adattamento alle diverse situazioni. Non
è consigliabile, viste le sue caratteristiche, costringere il pointer a una vita
d'appartamento come semplice cane da compagnia. La sua casa ideale è quella
fornita di un ampio giardino; inoltre gli si dovranno consentire lunghe e quotidiane
passeggiate e corse; tenendo conto che ha un raggio d'azione molto grande (a
volte centinaia di metri, se è allenato) è opportuno non liberarlo in zone
ad alta intensità di traffico, se non appositamente addestrato. Costringere un pointer a una vita non attiva lo renderebbe
molto triste e malinconico. Da considerare che, come molte razze a pelo
raso, non ama particolarmente i climi freddi.Per approfondimenti di carattere generale si consulti il nostro articolo Il cane: una responsabilità e un impegno.
Caratteristiche del pointer inglese
Il pointer inglese è un braccoide di media taglia, agile, elastico e potente, ma allo stesso tempo ha un portamento aggraziato ed elegante che molti non esitano a definire addirittura "aristocratico". È dotato di un olfatto finissimo e di caratteristiche venatorie eccezionali che si rivelano molto precocemente, tant'è che alcuni cuccioli, già dopo poche settimane, mostrano il tipico atteggiamento da "punta".Lo standard prevede un'altezza al garrese variabile nei maschi da 63 a 69 cm e nelle femmine da 61 a 66 cm. Il tronco sta nel quadrato, il muso è quadrato, il tartufo, di colore nero, è leggermente rialzato rispetto al muso. Lo stop è decisamente marcato. Il collo è lungo, leggero e arcuato. Le orecchie, la cui forma tende al triangolare, sono piatte, sottili, morbide e pendenti. La dentatura è completa e ha la chiusura a forbice. Ha occhi grandi e rotondi di colore ocra scuro. Gli arti, in perfetto appiombo, sono ben sviluppati e muscolosi. La coda è grande alla radice e tende ad affusolarsi man mano che ci si avvicina alla punta, decisamente fine. La pelle è tesa, ben aderente in tutto il corpo. Il pelo è raso, liscio, molto fine e lucente. Lo standard del pointer inglese ammette diversi colori (bianco, nero, nero-focato, fulvo, rosso, marrone, marrone bruciato, limone, in tutte le loro gradazioni. I colori possono essere sia uniti o presentare anche del bianco).
Il mantello del pointer, date le sue caratteristiche, non è particolarmente difficile da tenere pulito e ordinato. È consigliabile controllargli le zampe dopo che ha svolto attività fisica oppure dopo che è tornato da una battuta di caccia. Importante anche il controllo delle orecchie al fine di rimuovere eventuali spine o aghi infiltratisi nel padiglione auricolare che potrebbero provocare fastidi o, ancor peggio, brutte infezioni.
Tra i difetti che ricorrono maggiormente nei pointer inglesi ricordiamo il prognatismo, enognatismo, colori e misure fuori standard, occhio chiaro, assi cranio-facciali paralleli, tartufo depigmentato, coda troppo grossa, pelo non lucente, monorchidismo, criptorchidismo, scarsa muscolatura.
Il pointer inglese presenta una certa inclinazione alla displasia e a problemi tiroidei e di nanismo. Può anche soffrire di problemi cutanei.
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