Il paziente anziano
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Alcuni soggetti sviluppano con l'età difficoltà a masticare e prediligono cibi morbidi, sia perché anche i denti invecchiano sia perché è stata trascurata l'igiene orale, vale a dire non è stata effettuata una detartrasi nel momento in cui era necessario.
Negli animali anziani la costipazione è un altro problema frequente a causa della vita sedentaria e della riduzione dell'attività gastrointestinale; per ovviare a questo disturbo è fondamentale un po' di esercizio fisico e modificare opportunamente la dieta.
Con il progredire dell'età diminuisce la capacità di resistere alle malattie a causa dell'invecchiamento del sistema immunitario; è pertanto necessario continuare i richiami vaccinali ed effettuare un esame del sangue periodico, mirato a evidenziare precocemente eventuali disturbi legati appunto all'età.
Il sovrappeso è un altro grande nemico, in quanto
appesantisce l'apparato scheletrico molto spesso sofferente a causa di
un'artrosi in progressiva evoluzione (sono colpiti prevalentemente gli arti
posteriori). Anche cuore e polmoni risentono di un peso corporeo inadeguato soprattutto quando con il passare degli anni hanno difficoltà a svolgere al meglio le loro funzioni e manifestano questa incapacità con un sintomo molto caratteristico rappresentato dalla tosse, trascurata spesso agli esordi, ma che protratta nel tempo dovrebbe suscitare qualche preoccupazione.
Una grave patologia tipica dell'età avanzata è rappresentata dalle neoplasie, cioè tumori che possono insorgere in qualsiasi punto dell'organismo, ma che sono sempre caratterizzati dallo sviluppo di tessuto neoformato, cioè di qualcosa che si accresce dove prima non c'era nulla, oppure dall'ingrossamento di organi interni, per lo più milza e fegato ed esterni, in particolare mammelle nella femmina e testicoli nel maschio. Grazie all'attenzione del proprietario e alla visita periodica del veterinario è possibile avere una diagnosi precoce e quindi una prognosi migliore. A causa della grande diffusione dei tumori mammari nelle cagne e nelle gatte (in queste ultime di particolare malignità), studi hanno permesso di giungere alla conclusione che la sterilizzazione effettuata in età precoce (vale a dire prima del primo calore) ne riduce notevolmente l'incidenza.
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