Lo studio (i commenti)
Copyright by THEA 2005-2006
Un consiglio
Se sei un visitatore occasionale del sito, ti è piaciuto, magari ti sei registrato, lo hai messo fra i preferiti ecc., vorrei passarti in poche parole il concetto più importante, visto che molti navigano in Rete con troppa fretta e spesso distrattamente.
Qual è il concetto praticamente più importante del sito?
Che nella vita si può essere felici? Che si può avere un fisico resistente e magro?
No. Che per avere il meglio dalla vita si deve studiare.
Non tanto e non solo fra i banchi di scuola, ma soprattutto dopo, sui percorsi che hai scelto.
C'è gente che naviga in Rete per trovare facili risposte, ma le risposte che chiede alla vita sono in realtà milioni, se non studia e se non capisce. Si trova sempre al punto di partenza, anche se dopo una risposta le sembra di aver capito tutto, certezza che sfuma alla terribile domanda successiva.
Troppe mail cominciano con "sono anni che frequento il tuo sito, vorrei chiederti…"; segue una domanda a cui chi ha letto un po' di pagine del sito o alcuni dei miei libri riuscirebbe a rispondere in due nanosecondi. Se avesse studiato anni fa, quando ha iniziato la frequentazione del sito, avrebbe avuto la risposta da tempo, invece di … vivere a caso fino a oggi. Quindi: o siete terribilmente fortunati e avete già tutto ciò che la vita può offrirvi o, se non studiate, avete grandi probabilità di diventare spacciati, cioè incapaci di migliorare veramente la vostra vita.
Un esempio - Solo lo studio dà la padronanza della materia, olia certi automatismi.
Così
farsi dire le cose predispone solo a sbagliare al prossimo passo che si sarà costretti a fare da soli.
Ecco una mail tipica:Ho iniziato da un paio di mesi a correre dopo numerosi mesi di inattività sportiva. Vorrei qualche suggerimento sull'allenamento da svolgere e sull'alimentazione per affrontare qualche gara.
Ho scritto due manuali di circa 500 e 360 pagine su corsa e alimentazione. Li ho riassunti nelle 160 pagine del Metodo Albanesi in cui si spiegano le basi dell'alimentazione e della corsa, dal punto di vista pratico. Ma come è possibile condensarli in qualche suggerimento? Non so se segui la sezione di psicologia, ma nella popolazione troppe poche persone hanno attitudine allo studio. Così chiedono informazioni troppo generali. Avuto qualche consiglio, poi crollano miseramente sui dettagli applicativi. L'unico consiglio che mi sento di darti è di leggere le pagine del sito (se non vuoi acquistare i miei libri) e di studiarle, capendo cosa vuol dire correre e alimentarsi bene. Solo così eviterai grossolani errori.
Quando si deve chiedere - Chi ha capito lo spirito della risposta alla mail ha compreso che è giusto chiedere solo se:
- si hanno almeno le basi per capire la risposta (a questo serve lo studio)
- ci si è rotti la testa su un punto oscuro, non capendolo.
Per approfondire: lo studio.
Albanesi,
mi dimostri che la Terra non è piatta!Mi sono imbattuto nel sito *** (Non viene citato in quanto non merita pubblicità - N.d.D.)
Qui si parla e si espongono in modo che sembra veramente perfetto delle verità (?) che dimostrano l'infondatezza della pericolosità del fumo passivo. Trovo difficile contestare queste affermazioni viste le argomentazioni documentate che danno. Il grande (?) Veronesi non si degna di rispondere, o non sa rispondere o non può perché sa di non potere? Io entro nel dubbio. Lei cosa può dirmi?
Grazie anticipatamente e complimenti per il lavoro eccezionale di questo sito. Doriano
Sono veramente preoccupato per come tu possa aver perso tempo ad analizzare le tesi di un sito che espone idee scientificamente RISIBILI (per usare il temine più delicato che mi viene in mente). Se tu trovi affascinanti certi discorsi è preoccupante perché riuscirei facilmente a dimostrarti che l'uomo non è mai andato sulla Luna oppure che... tu non esisti! Manchi cioè di spirito critico (ti consiglio di studiare bene il meccanismo logico del Ma se...).
Il sito in questione usa i soliti trucchi di chi non ha studiato e pretende, alzando la voce, di avere ragione. Si sostiene che i danni da fumo passivo non esistono perché "l'esposizione dei soggetti al fumo passivo nell'arco di anni non può essere misurata". Già questa sarebbe una sciocchezza per il semplice fatto che è possibile isolare (come è stato fatto) un insieme di bambini che vivono in casa (fino all'età scolare) di genitori che fumano e un altro di bambini che vivono con genitori che non fumano e vedere i danni sul primo insieme rispetto a quelli sul secondo. Ma veniamo ai trucchi:
1) Si usa un linguaggio pseudoscientifico per acquisire autorevolezza.
2) Fatto questo, si inonda di documenti il lettore. Nessuno francamente riesce a leggerli tutti, arrivando alla conclusione che lo scrivente abbia una preparazione mostruosa (quando in realtà non ha fatto che riportare ricerche di altri).
3) Si "dimenticano" casualmente le ricerche inattaccabili.
4) Si "attaccano" quelle più fragili, arrivando alla conclusione "ecco io avevo ragione!".
5) Cosa più grave, di solito si attacca solo una parte del problema. Nel caso in questione si dà per scontato (e molti ci cascano) che i danni da fumo passivo siano legati al cancro polmonare. Siccome l'origine del cancro è tuttora misteriosa è evidente che è abbastanza facile dimostrare che qualunque ricerca sul fatto che la sostanza X sia cancerogena possa mostrare correlazioni piuttosto che nessi causali (vedi articolo importantissimo sulla ricerca; se non si capisce la differenza fra correlazione e nesso causale si è nei guai perché ci possono far credere qualunque cosa!). In realtà i danni da fumo passivo riguardano anche altre gravissime patologie come l'enfisema (il fumo di sigaretta è uno dei principali responsabili dell'enfisema come dimostrato dalle autopsie di non fumatori sottoposti a fumo passivo per anni: basta questa prova?), le allergie, l'asma e le patologie respiratorie ecc. È banale dimostrare che soggetti "non abituati al fumo" immersi in un locale fumoso il giorno dopo sono affetti da laringite (in altri termini, mal di gola): ma se il fumo passivo non fa male perché questo? Se poche ore di esposizione provocano una laringite, figuriamoci cosa accade in un bambino che è stato sottoposto a fumo passivo da 0 a 6 anni.
Quello che però non mi piace della tua mail è la frase:
>Il grande (?) Veronesi non si degna di rispondere, o non sa rispondere o non può perché sa di non potere?
Non ti accorgi che sei caduto nella rete della strategia dell'annegamento. Supponiamo che Tizio anneghi in vacanza: due righe sul giornale; supponiamo che Veronesi muoia nel tentativo di salvare Tizio: una colonna sul giornale. Morale: se tiro sotto uno che conta più di me, partecipo alla sua gloria.
Ed è quello che fanno questi siti poco "raccomandabili" (altro trucco: far causa a un famoso!): pretendono una risposta!
Io non sono all'altezza di Veronesi, ma ti spiego il motivo perché non ho nessuna voglia di rispondere a queste persone: per non perdere tempo. Ho scritto questa mail perché mi servirà come esempio a tutti coloro che richiederanno commenti su siti o personaggi alternativi francamente da lasciar perdere. Come il mitico Gable, "francamente me ne infischio" perché rispondere a certa gente significa metterla alla nostra altezza; Veronesi giustamente non lo fa (prima dovrebbero studiare come lui); io nemmeno. Ciò ti sembrerà immodesto, ma è la strategia corretta. Pensa se per ogni affermazione del sito una persona mi dicesse: "Albanesi, mi dia tutta la documentazione che la supporta!". Sarebbe la fine perché passerei la mia vita a fotocopiare ricerche e a spedirle per posta o via mail.
Quindi quello che devi capire è che
prima di fare una domanda, occorre avere i requisiti per poterla porre.
E
questi signori, francamente non ce li hanno, ma fai attenzione, è facileLa regola - Un grande della medicina può dire una sciocchezza, ma, se la dice, troverai sicuramente un altro grande che ribatte, non un insieme di pigmei!
Per esempio alcuni scienziati anni fa avevano affermato che il virus dell'AIDS non esisteva (Duesberg e al.), ma erano ferocemente controbattuti da altri grandi; Montagnier ha magnificato le proprietà della papaia, ma è stato ridicolizzato da molti suoi colleghi ecc. Per interessi di carriera, economici o per semplice errore scientifico (come nel caso degli studi iniziali sull'AIDS) un "grande" può sbagliare, ma altri "grandi" subito lo correggono.
In altri termini:
se NESSUN grande afferma che X è vero, X ha moltissime probabilità di essere falso!
Nessun grande scienziato afferma che il fumo non nuoce, che l'uomo non è andato sulla Luna, che la Terra è piatta ecc.La forza è niente senza il controllo
Continuano
ad arrivare mail molto complesse (soprattutto dal mondo della palestra, un
dato che evidenzia la scarsa cultura purtroppo presente in questo ambito
dello sport) i cui tratti comuni sono:- argomenti molto particolari, quasi a livello universitario (per esempio: la trasformazione del glicogeno epatico in glucosio circolante);
- una confusione (peraltro confessata) che non fa arrivare da nessuna parte;
- la richiesta di diradare la nebbia…
Le basi sono nozioni che in genere si apprendono alle scuole medie (inferiori e/o superiori); da ragazzi si snobbano, salvo poi ritrovarsi confusi da grandi quando servirebbero per capire ciò che si ama.
Supponiamo che io voglia scrivere un libro di poesie, un articolo per una rivista o più semplicemente, un mio curriculum con cui cercare lavoro. Fondamentale è conoscere l'italiano. Ebbene, provate a scoprire quanti e quali errori ci sono in questa frase:
Qual è il parametro più importante che dà la reale predisposizione alla maratona, il parametro che mi fa capire se sto sbagliando distanza?
Poi, relativamente alla matematica:
Sapreste per esempio con una calcolatrice (basi matematiche; si può fare anche a mente…) calcolare in meno di 30" il tempo al km (approssimato al secondo) di un atleta che corre la maratona in 3h13'22"?
Andate a fondo pagina* per le risposte.
Imparare, parlare e ascoltare
Ciao da Roberto.
Ho appena finito di leggere "Perché non essere felici?" e mi è capitata subito una cosa sconvolgente: ieri nel primo pomeriggio ho ricevuto l'ennesima telefonata da un Call Center di Telecom e, invece di riagganciare dopo aver detto frettolosamente che non mi interessava, ho fatto parlare la signora che era dall'altra parte dell'apparecchio perché si era posta in modo decisamente più intelligente e garbato delle tanta anonime voci che, quotidianamente o quasi, ti rompono le scatole. Per farla breve, abbiamo iniziato un piacevole dialogo e, saputo che era insoddisfatta del lavoro e che era separata con due figli, ho preso decisamente l'iniziativa: le ho fatto l'esempio del lavoratore che aspetta il venerdì come la panacea di tutti i mali (quello che ottiene la replica che di venerdì in venerdì poi si arriva all'ultimo venerdì), parlando del fatto che non riesce a trovare l'uomo della vita, le ho detto che comunque non deve rinunciare alla propria sessualità, le ho detto che comunque prima di tutto si deve essere in grado di stare bene da soli e così via: mi sono meravigliato di quanto riuscissi a essere persuasivo e rassicurante.
Apriti cielo: questa persona ha cominciato a raccontarmi un sacco di cose di sé e mi ha detto che era meravigliata di quanto fossi riuscito a farla "aprire" e di quanto fossi riuscito, in dieci minuti di conversazione, a farla guardare dentro.
STUPEFACENTE: soprattutto in virtù del fatto che le ho detto cose che comunque condivido, che ho sempre avuto dentro di me, ma che non sono mai riuscito a esporre con tanta chiarezza.
Mi rendo però conto che sono riuscito a fare tanto perché ho trovato terreno fertile: non so se sarei riuscito a esprimermi così con una persona non sintonizzata sulle mie frequenze. E infine, ti chiedo: il libro lo devo rileggere periodicamente? Io penso di sì, però volevo anche un tuo parere sul "metodo di studio". Per ora funziona: ho fatto un pochino crescere (ne sono certo) la persona con cui ho parlato (oltre ad aver messo su un altro paio di centimetri anch'io). Grazie e saluti.
Implicitamente la tua mail solleva importanti quesiti.
- Come leggere un testo dal quale ci aspettiamo qualcosa?
- Come mettere in pratica il testo?
Quindi leggere cercando di capire ciò che possediamo già e ciò invece che non è ancora nostro. Poi facciamo nostra la novità! In quest'ottica è importante rileggere un'opera finché non ci diventi automatica, perfettamente conosciuta, senza più nulla di nuovo.
Durante questo apprendimento potremo aprirci agli altri per fare esperienza. Dalle reazioni capiremo se saremo stati chiari (e quindi abbiamo veramente capito ciò che diciamo) o se siamo ancora lacunosi. Il confronto con gli altri è una specie di esame che serve moltissimo anche a noi.
Purtroppo in campo psicologico occorre scegliere anche interlocutori corretti. Nonostante una campagna di Pubblicità e progresso che passa regolarmente in televisione ci inviti ad ascoltare gli altri, bisogna riconoscere che non sempre è facile. Il dialogo a volte è a senso unico perché il nostro interlocutore non cerca un confronto (come facciamo noi), ma cerca soltanto un consolatore. Qualcuno che gli dia ragione. Non ha nessuna intenzione di mettere in discussione la propria vita, ma vuole solo trovare un alleato con cui cambiare le cattive regole del mondo. In questi casi il dialogo, più che su problemi specifici, dovrebbe vertere su temi generali, tipo appunto quello riguardante l'inerzia del soggetto a cambiare.
In altri campi, come per esempio quello alimentare, del fitness, della salute ecc. è più facile dialogare perché in genere non si tocca l'autostima dell'interlocutore, ma si fa un discorso generale.
Studiare, studiare, studiare
Una
domanda: nel sito si parla di tutto, dalla medicina, alla psicologia
all'alimentazione, come sei arrivato a parlare di tutti questi argomenti?
Come ti sei formato? Internet? Medici, ricercatori o altro? C. Premesso che il mio corso di studi (liceo scientifico prima e ingegneria poi) ha formato la mia mentalità scientifica, per le materie "non mie" (come alimentazione, sport, salute ecc.) non ho usato Internet che è strumento troppo recente (mi occupo di alcune di queste materie dal 1987). Usare Internet senza avere le basi può essere molto pericoloso (basta vedere gli svarioni che sono presenti in siti serissimi come Wikipedia); per formarsi le basi si deve studiare su testi rigorosi. In Italia praticamente con tali caratteristiche ci sono solo testi a orientamento universitario, il più delle volte complessi (testi che ho comunque usato e vale la pena provare a usare).
Durante la mia esperienza a Tecniche Nuove come curatore della collana di informatica, mi sono reso conto che negli Stati Uniti esistono testi molto speciali, le cosiddette bibbie (bibles o complete handbooks, da qui il titolo di alcuni mie libri Il manuale completo di...): sono testi dal principiante all'agonista, per chi inizia o per il professionista, scritti con linguaggio pratico, ma rigoroso. Per dirti, un libro su Excel di 1.200 pagine ti rende (se lo finisci!) un superesperto della materia. Ebbene di tali libri non ne esistono solo per l'informatica, ma per tutte le materie (per la corsa per esempio c'è Lore of running di Noakes). Io li consiglio (purtroppo sono in inglese) per farsi le basi, poi si può passare a libri universitari italiani o a Internet se uno vuole ulteriormente dettagliare l'informazione o mantenerla aggiornata.
*
Italiano - Nella frase non c'è nessun errore. A sorpresa (l'80% degli italiani lo scrive con l'apostrofo), qual è si scrive senza apostrofo perché trattasi di troncamento e non di elisione. Alcuni linguisti (Fochi) suggeriscono di accettare anche la forma con apostrofo, ma vi siete almeno posti il problema? Perché passare per ignoranti, visto che i grammatici condannano la forma apostrofata? Dà (voce del verbo dare) si scrive con l'accento per distinzione dalla preposizione (da). Fa si scrive senza accento perché non si può confondere con altre unità linguistiche (i nomi delle note non sono unità linguistiche; per coerenza chi scrive fa con l'accento dovrebbe scrivere anche rè per indicare il monarca). Per lo stesso motivo sto si scrive senza accento.
Matematica - Il tempo è 4'35"/km.
Italiano - Nella frase non c'è nessun errore. A sorpresa (l'80% degli italiani lo scrive con l'apostrofo), qual è si scrive senza apostrofo perché trattasi di troncamento e non di elisione. Alcuni linguisti (Fochi) suggeriscono di accettare anche la forma con apostrofo, ma vi siete almeno posti il problema? Perché passare per ignoranti, visto che i grammatici condannano la forma apostrofata? Dà (voce del verbo dare) si scrive con l'accento per distinzione dalla preposizione (da). Fa si scrive senza accento perché non si può confondere con altre unità linguistiche (i nomi delle note non sono unità linguistiche; per coerenza chi scrive fa con l'accento dovrebbe scrivere anche rè per indicare il monarca). Per lo stesso motivo sto si scrive senza accento.
Matematica - Il tempo è 4'35"/km.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
