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Il metodo scientifico
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scienzaPer un sito che vuole avere la pretesa di essere scientifico è necessario chiarire cosa si intende per metodo scientifico.
Un metodo scientifico si propone:

la ricerca di nessi causali con l'elaborazione razionale e logica dei dati a disposizione.

Quattro sono i termini fondamentali della definizione.
Nessi causali – Le cause. Abbiamo visto come molto spesso la ricerca si limiti a trovare correlazioni e per questo non sia ancora scienza. Inoltre abbiamo visto esempi di correlazioni molto buffe che non portano a nessun nesso di causalità. Chi non cerca le cause, ma sbrigativamente adotta la prima spiegazione che gli viene in mente, non è scientifico. Ho detto spesso che nella ricerca delle cause, lo scienziato è simile all'investigatore che deve scoprire il colpevole di un crimine. Pertanto il dubbio accompagna sempre ogni ipotesi: una delle cause prime di non-scientificità è il trascurare l'analisi di una o più possibili spiegazioni.
Razionale – Forse il termine più facile: elaborazione razionale significa "con la ragione".
Logica – Ciò che è razionale può essere illogico se porta a contraddizioni. Nel metodo scientifico non devono esserci contraddizioni. Fondamentale a riguardo il semplice strumento del Ma se…
Dati – I dati molto spesso sono numerici, frutto di esperimenti e di misure, ma altre volte non lo sono. Se per esempio voglio classificare i Vertebrati non userò dati numerici, ma altre considerazioni raccolte da osservazioni. Infatti nessuno dubita che Linneo fu un grande scienziato. La presenza e l'elaborazione dei dati è ciò che distingue la scienza da ipotesi semplicemente filosofiche.

I limiti del metodo scientifico

Devono necessariamente discendere dalla definizione.
Ignoranza – Quando manca la causalità si deve ammettere la sua ignoranza. Perorare con veemenza ipotesi che sono solo tali è una violenza al metodo scientifico. In molti campi la scienza è ancora lontana da un livello accettabile di conoscenza e spesso si ha la tendenza a coprire questi buchi con l'inaccettabile metodo di far diventare la migliore ipotesi come la certezza consolidata.
Incoerenza – Quando è presente una contraddizione, il castello di deduzioni, per quanto affascinante, cade in un istante. Cercare in tutti i modi di tenerlo in piedi è un gesto di narcisismo scientifico.
Incompletezza – Se mancano i dati non ci si può muovere nell'ambito della scienza. È singolare notare come i problemi di ignoranza e incoerenza siano spesso trascurati dagli stessi scienziati che hanno invece ben presente il concetto di incompletezza. Nessuno scienziato (tranne Gödel!) tende a usare il metodo scientifico per esplorare l'esistenza di Dio. Si deve però notare che il metodo scientifico può comunque essere usato per trovare soluzioni in campi non scientifici. Per esempio non posso definire scientificamente cos'è la felicità, ma posso usare il metodo scientifico per definire una condotta di vita che abbia maggiori probabilità di avvicinarmi a essa: osservo la popolazione, vedo come nascono i problemi e ottengo delle regole che minimizzano la probabilità di avere dei problemi. Chi invece non ha una mentalità scientifica non è in grado di effettuare questa analisi e, per esempio, si nota spesso che continua a perseverare negli stessi errori oppure non si accorge che rimuovendo alcuni fattori dalla sua vita questa migliorerebbe sensibilmente. In altri termini, la mentalità scientifica ci consente di imparare ad analizzare meglio le situazioni perché ci abitua a elaborare correttamente i dati che ci arrivano dal mondo esterno.
La negazione della scienza - Nonostante a chi applichi il metodo scientifico in modo corretto siano chiari i limiti della scienza, molti "non scientifici" continuano a negarne la portata adducendo gravi danni che la scienza porterebbe all'umanità (poco tempo fa ho ricevuto una mail che titolava I talebani della scienza). È comunque singolare che gli attacchi maggiori derivino da chi non ha avuto una formazione scientifica, ma umanistica. Premesso che non è positivo far derivare un giudizio dalla propria formazione perché per definizione è già "di parte", vi racconto un aneddoto che ritengo molto significativo.
Sono fermamente convinto che lo studio del latino nel liceo scientifico sia superato dai tempi e che altre materie sarebbero preferibili. Anni fa in uno dei primi compiti in classe in seconda liceo con il nuovo professore (grande persona) presi un voto mediocre; lui mi chiese come mai avevo voti altissimi nelle altre materie ed ero appena sufficiente in latino. Gli risposi appunto che ritenevo il latino superato. Lui mi disse: "Forse hai ragione, ma per affermarlo devi prima essere bravo in latino!". Aveva ragione e qualche mese dopo con un bel nove gli riproposi l'argomento e ne parlammo a lungo. Quel colloquio non mutò la mia valutazione sul latino, ma mi fece capire l'importanza di alcune materie umanistiche. Così oggi ritengo le lettere fondamentali per esprimere nel miglior modo possibile il proprio io, pensieri e sentimenti, mentre relego in fondo alla mia classifica per esempio la filosofia.
Così chi tende a sminuire la portata del metodo scientifico dovrebbe per prima cosa conoscerne la natura, essere in grado di applicarlo correttamente ecc. Richiama tanto la storiella della volpe e l'uva, il denigrare la scienza semplicemente perché in matematica o in fisica si è sempre stati solo sufficienti. Un piccolo test. Molti ritengono che la scienza sia opinabile perché molte volte fornisce solo risposte approssimate. Chiedetevi la differenza fra approssimato e approssimativo, la risposta in fondo alla prossima pagina, nella quale analizzeremo le due principali categorie di oppositori del metodo scientifico.  Vai alla seconda parte.