Il rischio cardiovascolare
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La carta del rischio cardiovascolare è stata diffusa a
tutti i medici dall'Istituto Superiore di Sanità. Una lodevole iniziativa,
se non fosse che persevera nell'errore
Abbiamo
già visto come per uno
sportivo sia del tutto normale avere il colesterolo totale alto. È vero
che la popolazione veramente sportiva over 40 anni non è che il 10% al
massimo del totale, ma di questa percentuale si deve tenere conto. Si deve
anche tenere conto che esiste il colesterolo buono. Se si aggiunge che una
discreta percentuale di persone ha "naturalmente" il colesterolo buono alto,
ben si comprende come parlare di colesterolemia totale sia
inaccettabile. Fra l'altro, il
modello di calcolo del rischio è corretto (per quanto approssimato)
perché considera anche il colesterolo HDL. Se per esempio inserisco i dati
di un cinquantenne non fumatore, con pressione a 110 (come uno sportivo di
resistenza) colesterolo addirittura a 300, ma HDL a 85 e non diabetico
ottengo un rischio in fascia verde chiaro, la minima (indice di rischio nei
prossimi 10 anni inferiore al 5%)! Se provo a variare il colesterolo da 300
a 200 ottengo un abbassamento del rischio dal 2,5 all'1,4%. Praticamente la
stessa cosa. Rischio che schizza al 6,6 se imposto cinquantenne fumatore,
con pressione sistolica a 140 e colesterolo totale e HDL rispettivamente a
200 e 30.
A questo punto dovrebbe essere evidente (visto che la matematica non è un'opinione e il rischio è calcolato con il modello stesso dell'Istituto Superiore di Sanità) che non ha senso di parlare di colesterolemia totale, trascurando il colesterolo HDL nei messaggi che accompagnano la carta. Perché non parlare di indice di rischio (colesterolo totale/colesterolo HDL)? Forse perché si teme che i medici non sappiano fare una divisione?
Controcorrente - Uno studio apparso su Neurology (24-5-2005) a opera di ricercatori americani e svedesi indica chiaramente che un alto tasso di colesterolo nel sangue è indicativo di un basso rischio di demenza senile. Questo dicono le statistiche. I ricercatori si spingono più in là ipotizzando che gli individui che hanno un alto tasso di colesterolo sono organicamente più robusti di chi ce lo ha basso.
Lo studio ha coinvolto 392 soggetti maschili e femminili residenti a Goteborg in Svezia, dell'età di 70 anni. Poiché 10 manifestavano già sintomi di demenza senile, sono stati esclusi dalla ricerca, riducendo il numero dei soggetti seguiti a 382. Ben 93 di questi hanno sviluppato demenza nei 18 anni di osservazione. La ricerca ha dimostrato che avere alti tassi di colesterolo consentiva di ridurre il rischio di demenza nel quinquennio successivo. Ciò è molto importante perché dimostra che il ruolo protettivo del colesterolo nei confronti della demenza si sviluppa nel lungo periodo e che un suo abbassamento artificiale per anni può favorire la demenza senile.
Ecco alcuni dati (in rosso gli alimenti "vegetali") che smentiscono chi usa frasi del tipo "grassi saturi di origine animale":
Quindi il consiglio di Albanesi per il rischio cardiovascolare non si basa su sofisticate considerazioni mediche, ma solo su un esame da ingegnere del modello dell'Istituto Superiore di Sanità:
Finalmente!
Su Corriere Salute (il tutto può essere visto anche in forma di un
bel
video oppure nella trascrizione dell'intervista)
il dott. Pazzucconi del Centro dislipidemia dell'Ospedale Niguarda di Milano
ha presentato la situazione attuale sul colesterolo. Alla domanda precisa:
"Qual è il livello di colesterolo consigliabile?" Pazzucconi è stato di una
chiarezza impressionante confermando tutto ciò che da anni andiamo dicendo
nel sito. Solo poche righe, ma un grazie di cuore a un medico che ha il
coraggio di dire le cose come stanno.
Per rinfrescarsi la memoria (avete letto anche l'ultimo? Pazzucconi parte proprio dalle considerazioni contenute nel nostro articolo per sminuire l'importanza del valore del colesterolo):
Cholesterol
Gentile Albanesi,
il risultato del mio test (effettuato a Londra) è:
Total Cholesterol Level. 5.01 mml/l desirable <5.2
HDL 1.72 mml/l desirable >1
LDL 3.29mml/l desirable<3
La prima domanda è: come mai i valori di riferimento sono diversi da quelli italiani? E inoltre, ho letto nel suo sito che quello che conta è l’indice di rischio, e il mio sembra essere buono, ma ciò nonostante i livelli assoluti sono alti per gli standard italiani. Cosa devo fare?
Grazie per la risposta e complimenti per il website, l’ho trovato molto utile e interessante. Teresa
Le unità di misura non sono uguali in tutto il mondo (per esempio noi usiamo il km, gli inglesi il miglio). Le unità usate a Londra misurano le millimoli per litro, mentre noi usiamo i mg/dl.
Per ottenere le nostre unità devi moltiplicare per 38,67. Quindi, trascurando i decimali:
Totale -> 193 mg/dl
HDL -> 66 mg/dl
LDL ->127 mg/dl.
L'esame inglese non è però molto preciso. Infatti, contrariamente alla credenza comune, il colesterolo totale non è la somma di HDL + LDL perché esiste anche una piccola porzione (VLDL). Per cui HDL+LDL deve essere minore di TOTALE. A volte si misura il totale, si misura l'HDL e poi si fa la differenza, ma, così facendo, si trascura il VLDL. In realtà quindi il tuo LDL è leggermente inferiore a 127 mg/dl.
Sinceramente penso che tu non debba fare nulla, visto che i valori di riferimento dell'LDL sono spesso ancora quelli di una popolazione molto sedentaria in cui l'HDL era basso e non riusciva a contrastare l'LDL. In altri termini, se nella popolazione dei sedentari l'HDL è a 30, è ovvio che sia "desiderabile" che l'LDL sia sotto i 160... Oggi che l'HDL medio si è alzato a causa di uno stile di vita migliore (per chi lo segue!), dovrebbe essere rivisto all'insù anche il limite LDL, anzi non ha nemmeno senso poiché la pericolosità dell'LDL non è assoluta, ma dipende dall'HDL.
L'ANALOGIA DELLO SCOPERTO
Per capire come sia insensato parlare di limite di riferimento dell'LDL (e chi lo fa è rimasto ad almeno 10 anni fa), pensiamo all'LDL come allo scoperto in banca; l'HDL è il guadagno mensile. Per un'azienda che ricava milioni di euro al mese, avere uno scoperto di 10.000 euro è normalissimo; per un operaio che guadagna 1.000 euro al mese è una tragedia.
Per questo è più realistico considerare l'indice di rischio, che per una donna è "desiderabile" che sia inferiore a 4,5. Il tuo rischio cardiovascolare è veramente ottimo.
- di considerare il colesterolo totale come indicatore di rischio
- di parlare di grassi saturi di natura animale
- di non considerare l'obesità.
Colesterolo totale
Abbiamo
già visto come per uno
sportivo sia del tutto normale avere il colesterolo totale alto. È vero
che la popolazione veramente sportiva over 40 anni non è che il 10% al
massimo del totale, ma di questa percentuale si deve tenere conto. Si deve
anche tenere conto che esiste il colesterolo buono. Se si aggiunge che una
discreta percentuale di persone ha "naturalmente" il colesterolo buono alto,
ben si comprende come parlare di colesterolemia totale sia
inaccettabile. Fra l'altro, il
modello di calcolo del rischio è corretto (per quanto approssimato)
perché considera anche il colesterolo HDL. Se per esempio inserisco i dati
di un cinquantenne non fumatore, con pressione a 110 (come uno sportivo di
resistenza) colesterolo addirittura a 300, ma HDL a 85 e non diabetico
ottengo un rischio in fascia verde chiaro, la minima (indice di rischio nei
prossimi 10 anni inferiore al 5%)! Se provo a variare il colesterolo da 300
a 200 ottengo un abbassamento del rischio dal 2,5 all'1,4%. Praticamente la
stessa cosa. Rischio che schizza al 6,6 se imposto cinquantenne fumatore,
con pressione sistolica a 140 e colesterolo totale e HDL rispettivamente a
200 e 30.A questo punto dovrebbe essere evidente (visto che la matematica non è un'opinione e il rischio è calcolato con il modello stesso dell'Istituto Superiore di Sanità) che non ha senso di parlare di colesterolemia totale, trascurando il colesterolo HDL nei messaggi che accompagnano la carta. Perché non parlare di indice di rischio (colesterolo totale/colesterolo HDL)? Forse perché si teme che i medici non sappiano fare una divisione?
Controcorrente - Uno studio apparso su Neurology (24-5-2005) a opera di ricercatori americani e svedesi indica chiaramente che un alto tasso di colesterolo nel sangue è indicativo di un basso rischio di demenza senile. Questo dicono le statistiche. I ricercatori si spingono più in là ipotizzando che gli individui che hanno un alto tasso di colesterolo sono organicamente più robusti di chi ce lo ha basso.
Lo studio ha coinvolto 392 soggetti maschili e femminili residenti a Goteborg in Svezia, dell'età di 70 anni. Poiché 10 manifestavano già sintomi di demenza senile, sono stati esclusi dalla ricerca, riducendo il numero dei soggetti seguiti a 382. Ben 93 di questi hanno sviluppato demenza nei 18 anni di osservazione. La ricerca ha dimostrato che avere alti tassi di colesterolo consentiva di ridurre il rischio di demenza nel quinquennio successivo. Ciò è molto importante perché dimostra che il ruolo protettivo del colesterolo nei confronti della demenza si sviluppa nel lungo periodo e che un suo abbassamento artificiale per anni può favorire la demenza senile.
Giornata mondiale del cuore e ricerche dubbie
I grassi saturi, sia di natura animale, sia di natura vegetale sono acidi grassi saturi e basta. Questo insegna la chimica. È inutile demonizzare gli alimenti di origine animale (secondo uno stile "vegetariano") quando poi il cioccolato contiene le stesse sostanze. Poiché oggi i grassi vegetali sono ottenuti principalmente da olio di palma o di cocco (molto ricchi di grassi saturi) e vengono impiegati in moltissime preparazioni alimentari, è distorcente parlare di grassi saturi di origine animale. Se poi ci mettiamo che i grassi vegetali idrogenati (saturati artificialmente) sono tutti di origine vegetale…Ecco alcuni dati (in rosso gli alimenti "vegetali") che smentiscono chi usa frasi del tipo "grassi saturi di origine animale":
| Alimento | Grassi saturi in 100 g |
| Margarina 100% vegetale | 26,43 |
| Cioccolato fondente | 20,59 |
| Grana | 17,53 |
| Cracker | 14,8 |
| Olio d'oliva | 14,46 |
| Biscotti frollini | 10,8 |
| Salame Milano | 9,88 |
| Oca | 9,39 |
| Ricotta di vacca | 6,82 |
| Prosciutto cotto | 5,1 |
| Uovo (intero) | 3,17 |
| Cavallo | 2,16 |
| Latte di vacca intero | 2,11 |
| Yogurt intero | 2,07 |
| Fegato di bovino | 1,34 |
| Pollo intero crudo senza pelle | 1,3 |
| Bovino adulto (tagli anteriori) | 1,14 |
Obesità
Nella carta di rischio non si considera il sovrappeso, anche se in tutte le indicazioni che accompagnano i risultati del test presente nel sito si dice chiaramente che uno stile di vita attivo e un peso salutisticamente accettabile sono fondamentali. Può darsi che la carta semplifichi e non usi il sovrappeso perché chi è in sovrappeso di solito ha colesterolo totale e pressione sistolica alti.Il consiglio di Albanesi
Partendo dall'ultimo punto, se è lodevole la volontà di semplificare e di essere chiari, perché non usare coerentemente questa strategia fino in fondo? È banale verificare nel modello che in un non diabetico se si mantiene- un no al fumo
- una pressione sistolica massima inferiore a 130
Quindi il consiglio di Albanesi per il rischio cardiovascolare non si basa su sofisticate considerazioni mediche, ma solo su un esame da ingegnere del modello dell'Istituto Superiore di Sanità:
per avere un basso rischio cardiovascolare basta non fumare e avere una pressione sistolica inferiore a 130.
E per avere la pressione sistolica inferiore a 130 basta fare sport a media-alta intensità (sì, tranquilli, possono farlo anche i sessantenni) e non essere in sovrappeso. Banale. Quando si dirà la verità alla gente?Per un calcolo preciso del rischio cardiovascolare
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Colesterolo: abbiamo ragione noi!
Finalmente!
Su Corriere Salute (il tutto può essere visto anche in forma di un
bel
video oppure nella trascrizione dell'intervista)
il dott. Pazzucconi del Centro dislipidemia dell'Ospedale Niguarda di Milano
ha presentato la situazione attuale sul colesterolo. Alla domanda precisa:
"Qual è il livello di colesterolo consigliabile?" Pazzucconi è stato di una
chiarezza impressionante confermando tutto ciò che da anni andiamo dicendo
nel sito. Solo poche righe, ma un grazie di cuore a un medico che ha il
coraggio di dire le cose come stanno.Per rinfrescarsi la memoria (avete letto anche l'ultimo? Pazzucconi parte proprio dalle considerazioni contenute nel nostro articolo per sminuire l'importanza del valore del colesterolo):
Cholesterol
Gentile Albanesi,
il risultato del mio test (effettuato a Londra) è:
Total Cholesterol Level. 5.01 mml/l desirable <5.2
HDL 1.72 mml/l desirable >1
LDL 3.29mml/l desirable<3
La prima domanda è: come mai i valori di riferimento sono diversi da quelli italiani? E inoltre, ho letto nel suo sito che quello che conta è l’indice di rischio, e il mio sembra essere buono, ma ciò nonostante i livelli assoluti sono alti per gli standard italiani. Cosa devo fare?
Grazie per la risposta e complimenti per il website, l’ho trovato molto utile e interessante. Teresa
Le unità di misura non sono uguali in tutto il mondo (per esempio noi usiamo il km, gli inglesi il miglio). Le unità usate a Londra misurano le millimoli per litro, mentre noi usiamo i mg/dl.
Per ottenere le nostre unità devi moltiplicare per 38,67. Quindi, trascurando i decimali:
Totale -> 193 mg/dl
HDL -> 66 mg/dl
LDL ->127 mg/dl.
L'esame inglese non è però molto preciso. Infatti, contrariamente alla credenza comune, il colesterolo totale non è la somma di HDL + LDL perché esiste anche una piccola porzione (VLDL). Per cui HDL+LDL deve essere minore di TOTALE. A volte si misura il totale, si misura l'HDL e poi si fa la differenza, ma, così facendo, si trascura il VLDL. In realtà quindi il tuo LDL è leggermente inferiore a 127 mg/dl.
Sinceramente penso che tu non debba fare nulla, visto che i valori di riferimento dell'LDL sono spesso ancora quelli di una popolazione molto sedentaria in cui l'HDL era basso e non riusciva a contrastare l'LDL. In altri termini, se nella popolazione dei sedentari l'HDL è a 30, è ovvio che sia "desiderabile" che l'LDL sia sotto i 160... Oggi che l'HDL medio si è alzato a causa di uno stile di vita migliore (per chi lo segue!), dovrebbe essere rivisto all'insù anche il limite LDL, anzi non ha nemmeno senso poiché la pericolosità dell'LDL non è assoluta, ma dipende dall'HDL.
L'ANALOGIA DELLO SCOPERTO
Per capire come sia insensato parlare di limite di riferimento dell'LDL (e chi lo fa è rimasto ad almeno 10 anni fa), pensiamo all'LDL come allo scoperto in banca; l'HDL è il guadagno mensile. Per un'azienda che ricava milioni di euro al mese, avere uno scoperto di 10.000 euro è normalissimo; per un operaio che guadagna 1.000 euro al mese è una tragedia.
Per questo è più realistico considerare l'indice di rischio, che per una donna è "desiderabile" che sia inferiore a 4,5. Il tuo rischio cardiovascolare è veramente ottimo.
