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Pubblicità ingannevole
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La pubblicità ingannevole è sicuramente un indice dello scarso livello civile di uno Stato. Si potrebbe chiamare semplicemente Pubblicità Regresso.
Negli Stati più evoluti (e l'Italia è fra questi) esistono organi di controllo che vigilano sul fatto che l'ignaro consumatore possa essere danneggiato dalla pubblicità ingannevole. I più pessimisti potrebbero pensare che tali organi di controllo lavorino male o siano inefficaci, ma si sbagliano.
L'Autorità garante della concorrenza e del mercato funziona egregiamente nella maggioranza dei casi.
Purtroppo dove non funziona bene (come vedremo, non per colpa sua) è proprio nel campo dell'alimentazione, della salute e del benessere. Infatti solo una percentuale minima di tali pubblicità sono ingannevoli, limitandosi a una generica seminformazione. Cioè si dicono (poche) cose esatte, ma sfumate, in modo però che il consumatore sia indotto a pensare mirabilie. Prendiamo per esempio la pubblicità di prodotti:
  • genuini
  • fatti come li faceva la nonna
  • dietetici
  • light
  • scientificamente testati.
Ognuno di questi aggettivi in una buona parte dei casi è usato in maniera scorretta.
Non può definirsi genuino ciò che contiene in quantità significative ingredienti chimici di sintesi.
Spesso la nonna non aveva a disposizione né usava nemmeno la metà degli ingredienti con cui è stato preparato il prodotto.
Il termine dietetico è usato con il significato fuorviante di "salutare".
Molti prodotti light, non lo sono affatto, ma la dizione è usata per indicare una versione più leggera, ma comunque ipercalorica, di un prodotto con un alto contributo di calorie.
È scientificamente testato? Si gioca sulla confusione fra ricerca e scienza. Peccato che non si dica che un terzo delle ricerche viene smentito da altre! In parole povere, non è raro che una ricerca X ridimensioni una ricerca Y ma io, riferendomi sempre alla ricerca X, posso dire "è scientificamente testato".
Come si vede, non è facile stabilire il grado di dolo di questi messaggi e due bravi avvocati potrebbero combattere per ore, sostenendo ognuno le proprie ragioni. In sostanza molte pubblicità del benessere sono "legali" anche se potenzialmente molto dubbie. Che fare?
ingannevoleIl sito del garante – Se vi collegate a questa pagina, trovate le indicazioni per segnalare pubblicità secondo voi ingannevoli. Perché farlo, se, come abbiamo visto, il 90% è legale?
  • Perché il 10% non lo è.
  • Perché comunque il produttore viene avvertito delle segnalazioni e nasce un "caso" che, se ripetuto in grandi numeri, porta poi il produttore a modificare il messaggio. Insomma siamo in democrazia assoluta: Roberto Albanesi, direttore di un sito visitato, esperto di alimentazione ecc. conta (giustamente) meno di due consumatori. Per cui datevi da fare e segnalate tutto ciò che non vi va giù.
Perché comunque il produttore viene avvertito delle segnalazioni e nasce un "caso" che, se ripetuto in grandi numeri, porta poi il produttore a modificare il messaggio. Insomma siamo in democrazia assoluta: Roberto Albanesi, direttore di un sito visitato, esperto di alimentazione ecc. conta (giustamente) meno di due consumatori. Per cui datevi da fare e segnalate tutto ciò che non vi va giù.
La segnalazione – Se leggete la pagina, vi accorgerete che è molto facile. Basta inviare in carta semplice la segnalazione a:

Autorità garante della concorrenza e del mercato
Piazza G. Verdi, 6/A - 00198 ROMA

L'importante è che la segnalazione sia compilata in termini abbastanza precisi, ma basta spendere un quarto d'ora per capire veramente tutto. In fondo all'articolo un facsimile di segnalazione.
È importante però

ragionare dal punto di vista legale, non da quello morale.

Se un prodotto è ricco di schifezze e la pubblicità lo definisce buonissimo, non è ingannevole, perché il gusto prescinde dalla salubrità. Se invece la stessa pubblicità lo definisce genuino e contiene conservanti allora è ingannevole perché genuino (ved. Dizionario Treccani) significa "non alterato, naturale". Così la pubblicità di un corn flakes che promette un dimagrimento è ingannevole perché non esiste nessuna ricerca scientifica che dice che mangiando corn flakes si dimagrisce!
Molto spesso il confine non è netto, ma conviene tentare se legalmente l'azione è sostenibile.

Facsimile per la segnalazione

Luogo, data
 
Oggetto: pubblicità della ditta PINCOPALLINO
 
Io sottoscritto Mario Rossi in qualità di singolo consumatore segnalo la presenza di elementi di ingannevolezza presenti nella pubblicità della ditta PINCOPALLINO.
La pubblicità è andata in onda il gg/mm/aaaa sulla rete nazionale XYZ alle ore hh.mm.
La pubblicità definiva "naturale e genuino" un prodotto in cui sono presenti ingredienti ottenuti chimicamente e che in natura non esistono.
Richiedo l'intervento dell'Autorità contro la pubblicità in questione e la sua sospensione provvisoria.
 
                                                                   Firma

 
 
Il numero verde - A partire da lunedì 12 novembre 2007, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha attivato uno speciale numero verde gratuito (800166661) per i consumatori che volessero segnalare presunti casi di pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevole e occulta. Il numero verde è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 14.  

IL COMMENTO

ZeroScience
Zerodiet è una società molto attiva che pubblicizza un rivoluzionario metodo per dimagrire. Di questi metodi strabilianti ce ne sono centinaia, ma, scusate lo scetticismo, nessuno ha la mia approvazione. Perché parlare di Zerodiet? Perché sono mitici, bravissimi nel confezionare un sito Internet che porta all'acquisto chiunque non abbia voglia di fare fatica, mettersi a dieta e fare un po' di sport.
 
Zerodiet
 
Studiamo il loro messaggio e cerchiamo di capire perché è geniale. Fra l'altro, un'interessante applicazione delle personalità del Well-being.
Lo slogan – Perdere peso senza dieta. Poiché i due terzi della popolazione sono spacciati è ovvio che con uno slogan che prometta di non far fatica si cattura l'attenzione di una gran parte della popolazione; al più si perde quella fetta (ottimisticamente del 30%) che ha spirito critico. Sono coloro che, consciamente o inconsciamente, hanno applicato il Ma se…
Ma se funzionasse veramente, vista la sua semplicità, perché tutti i governi non lo propongono gratis alla popolazione con grandi benefici per le casse degli Stati che spendono ogni anno milioni di euro per la lotta e le conseguenze del soprappeso?
Gli irrazionali non fanno purtroppo questo semplice ragionamento.
La semplicità – Non solo non si fa fatica, praticamente non si fa nulla. Per gli svogliati e i semplicistici è il massimo.
La sicurezza – Ovviamente ci si affretta a dire che non ha controindicazioni o effetti collaterali; si vogliono rassicurare i fobici.
La versatilità – I deboli e i sopravviventi potrebbero però sentirsi più sicuri a utilizzare più metodi; ecco allora che si precisa che "si può utilizzare da sola o in concomitanza ad altri prodotti o regimi alimentari atti a ridurre il peso corporeo". Ma se funzionasse che bisogno ci sarebbe di altri metodi?
I dati – Per gli insoddisfatti e gli insufficienti ecco che arrivano i dati numerici per spazzar via ogni timore di non arrivare al risultato: da 3,6 a 5,3 kg al mese. L'uso dei decimali rafforza l'alone di scientificità del dato.
La "scienza" – Per i contemplativi vengono forniti nella home page riscontri "scientifici". Zerodiet sarebbe:
  • consigliato dall'Istituto Superore d'Igiene Alimentare;
  • un dispositivo medico del Ministero dell'Agricoltura americano (notate che si obbietta indirettamente al nostro Ma se…);
  • segnalato da Salus (medicina in rete).
Tutto molto bello, ma privo di spessore. Se si cerca in Google "Istituto Superiore di Igiene Alimentare" non si trova nessuna informazione su tale ente (ovviamente comprenderete che ognuno può creare in pochi minuti un Istituto Megagalattico di Nutrizione Avanzata).
Un dispositivo approvato dalla FDA (Food and Drug Administration, l'ente statunitense che ha lo scopo di garantire la sicurezza di tutti i farmaci, dispositivi medici, vaccini e prodotti biologici) vuol semplicemente dire che non ha effetti nocivi sulla popolazione, non vuol dire che funziona. Moltissimi integratori inutili sono approvati dall'FDA.
Salus è un sito che ha trovato un bel nome, ma pubblicarci qualcosa non è come vincere il premio Nobel per la medicina, tant'è che l'articolo che parla di Zerodiet è firmato… "a cura di Zerodiet"!
Per essere un'operazione di marketing con i fiocchi sarebbe consigliabile spargere i forum di mail che testimoniano la bontà del metodo, basta firmarle Sergio, Stefano, Maria, Assunta ecc.


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