Leggi e diffondi La democrazia del benessere 
La politica
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Il Well-being è una strategia di vita individuale che deve comunque necessariamente confrontarsi con la politica. Infatti, poiché per vivere al meglio è necessario adattarsi al mondo, in ogni epoca e in ogni società non si può prescindere dalla realtà che ci circonda.
Per arrivare a qualcosa di concreto è innanzitutto necessario fissare un modello di società.

La società

Per il Well-being tale modello è quello delle società occidentali, sicuramente (con tutti i difetti che possono avere) quelle dove il benessere della popolazione e i diritti umani sono al massimo livello: questa è una constatazione pratica e non vuole avere nessuno spessore ideologico.
Pertanto requisiti di applicabilità del Well-being sono:
In La felicità è possibile sono dettagliate alcune conseguenze irrinunciabili di questi due punti come i sentimenti sociali di giustizia, solidarietà, ecologismo ecc.).
Per molti ciò non sarà sufficiente, ma fa parte della flessibilità del Well-being: fissare un grande recinto in cui lasciar scorrere idee diverse per arrivare ogni volta alla soluzione migliore per i singoli.
In particolare la visione politica del Well-being non è quella dell'arrabbiato sociale, che spesso contesta persino il fatto che in Italia, in Europa e in molti altri Paesi ci sia un regime democratico (magari semplicemente perché tutto non va come lui vorrebbe; cioè scambia la democrazia con il risultato che produce); non è nemmeno quella di chi pretenderebbe un impegno maggiore per arrivare a concludere in modo definitivo su questo o su quello. In politica è veramente presuntuoso pensare di avere ragione su tutto (anzi, per il Well-being una vera mentalità democratica è pensare che nelle idee dell'avversario ci sia almeno qualcosa di giusto).
Fatte queste premesse è poi necessario calarsi nella realtà del Paese che si vuole gestire.

Il Well-being non è né di destra né di sinistra, è per il progresso dell'uomo.

La vecchia divisione fra destra e sinistra è superata perché ormai in entrambi gli schieramenti c'è qualcosa di vecchio. Pensiamo all'Italia e ai governi di centro destra e di centro sinistra che si sono succeduti. I primi sono sempre stati schiavi di una visione cattolica della società, i secondi di quella comunista, non nel senso che erano cattolici o comunisti, ma che per poter governare subivano il ricatto di queste ideologie (che peraltro ci hanno insegnato qualcosa).

Né di destra né di sinistra

l'avversario è il diavolo?Il Well-being non è né di destra né di sinistra, è per la democrazia del benessere.
Per capirlo partiamo dalla crisi economica, iniziata negli USA nel 2008 sotto un'amministrazione decisamente di destra che non ha saputo tenere a freno l'apparenza di tanti americani che volevano realizzare i loro "sogni", indebitandosi oltre le loro possibilità. Arriviamo poi in Europa, dove nel 2010 tre Paesi (Spagna, Grecia e Portogallo) stanno subendo più di altri gli effetti della crisi. I tre Paesi europei sono retti da amministrazioni di sinistra che non sono riuscite a controllare la disoccupazione (19% in Spagna) o garantire aspetti tipici dell'ideologia di sinistra come le pensioni (Grecia).
Si potrebbe pensare che la colpa degli insuccessi non sia da attribuire all'ideologia quanto all'incapacità dei politici. Ciò può sembrare sensato, ma in molti altri Paesi occidentali una caratteristica delle democrazie è la cosiddetta alternanza, cioè la ciclicità con cui destra e sinistra si succedono al potere: difficile credere che il politico che qualche anno prima era abilissimo sia diventato un incapace.
Se in campagna elettorale sembrano distantissime, nei Paesi occidentali destra e sinistra, una volta al governo, sono molto meno distanti di quanto si pensi, modulate dalla realtà.
Nella società il substrato su cui il motore agisce non può essere trascurato. In altri termini,

(1) ogni ideologia sarà fallimentare se i cittadini non sono abbastanza evoluti da poterla seguire.

La (1) ci spiega perché destra e sinistra non sanno far volare le democrazie occidentali: a differenza della democrazia del benessere che ha come compito principale l'educazione a limitare l'avidità sociale, di fatto sono schiave del loro passato e dei loro grandi abbagli.
Destra: santificazione della ricchezza - La ricchezza è vista come motore trainante della società, mentre in realtà può diventare ciò che la fa inceppare (sulle motivazioni si veda l'articolo sulla democrazia del benessere).
Sinistra: santificazione dei deboli - Un grave errore razionale che impedisce di vedere le colpe dei deboli che limitano i progressi sociali. Come esempio (uno dei tanti), si consideri la lotta al precariato: giustissima, ma come assolvere un lavoratore che è precario da dieci anni? Possibile che non abbia mai cercato un altro lavoro? E, se non lo ha trovato, possibile che non comprenda che forse dovrebbe mitigare le sue ambizioni?

I progressisti

Se la distinzione destra/sinistra è superata, come valutare le varie ideologie politiche?
Personalmente valuto quanto una persona sia distante dal teorema centrale della democrazia del benessere (non c'è democrazia senza una limitazione al profitto individuale). Così sono distante da comunisti (che vogliono colpire la ricchezza e il capitale individuale) e plutomani (che vogliono una società che favorisca la crescita dei profitti individuali oltre ogni limite).
Nel centro-sinistra molte sono le persone moderne (per ironia della sorte il più illustre che mi viene in mente è Umberto Veronesi che ha 86 anni, ma ricordo molti esponenti radicali o del partito democratico), ma non lo sono di certo l'ambientalista ancora convinto che la morte dell'ambiente sia tutta colpa delle multinazionali o il "vecchio" di sinistra convinto che tutti si possano integrare, che non esistano popoli o religioni incompatibili o che chi delinque lo fa per colpa della società ecc. A volte un aggettivo fa la modernità di una persona: un vecchio sinistrorso pensa che si debbano aiutare tutti i deboli, un progressista tutti i deboli buoni.
Nel centro-destra possono essere progressisti tutti coloro che non vedono l'economia e lo sviluppo economico come dei cui immolare la società, ma, permanendo la loro importanza, ritengano più prioritario il benessere e la qualità della vita del cittadino, qualità della vita che ha nella ricchezza una condizione facilitante, ma non necessaria.
Sia a destra che a sinistra esistono persone moderne e persone che vogliono continuare a mantenere lo statu quo (espressione più corretta della più comune status quo, N.d.R.) sociale di 20-30 anni fa; non hanno nessuna intenzione di scoprire nuovi e più moderni valori. Non a caso, la nostra carta dei valori troverà sì dei consensi a destra o a sinistra, ma difficilmente un classico elettore di destra/sinistra approverà tutte le regole d'oro.

L'identikit del politico

politica italianaQual è l'identikit del politico secondo il Well-being?
Deve possedere tre qualità fondamentali.
1) La capacità – Si intende l'abilità e la concretezza di rendere attuali le intenzioni politiche legate al suo pensiero. Si deve considerare la qualità principale perché un politico poco capace è sicuramente dannoso alla società, tanto che vale la regola che

(2) un buon politico di destra (sinistra) è migliore di un cattivo politico di sinistra (destra).

La storia insegna che un dittatore capace può essere più performante per la "sua" società (ed essere da lei amato) di un politico assolutamente incapace.
Oltre all'ideologia, sono importanti altri fattori come i valori morali e l'equilibrio della persona.
2) La moralità - Se io e Tizio stiamo dalla stessa parte, ma non lo stimo come uomo, dovrei essere fortemente tentato di desiderare che non si candidi (e di non votarlo se si candida) perché probabilmente sarei io stesso a pensare che sia meglio Caio (che io stimo) dell'altro schieramento. Le nostre scelte sono basate anche sui valori che abbiamo; pertanto un politico che abbia valori discutibili come persona potrebbe fare scelte discutibili (per esempio un politico troppo incline al fascino femminile potrebbe essere addirittura ricattato su questioni pubbliche per sue scelte private, ricordiamo i pettegolezzi su J. F. Kennedy). Su questo punto il Well-being può essere di grande aiuto perché definisce esattamente l'importanza della legalità (qualità fondamentale per assicurare un livello di democrazia sufficiente, livello che nessun dittatore, per quanto amato dal suo popolo, riuscirà mai a garantire; la legalità è la garanzia che il politico operi per i cittadini e non per sé), dell''onestà (contrariamente a quanto si pensa, l'onestà è qualità distinta dalla legalità; è la qualità del politico che non inganna, pur rimanendo nella legalità, non fa promesse che non potrà mantenere, non è insomma un furbastro) e dell'equilibrio (una persona non equilibrata, violenta, insofferente al pensiero altrui come un arrabbiato sociale ecc. non sarà mai un buon politico).
3) La didattica – Questa qualità è tipica della concezione della politica del Well-being e indica la capacità del politico di educare i suoi cittadini facendoli progredire. Con le prime due qualità, un politico è un politico "normale", con la terza è un grande politico che sa assumere anche posizioni impopolari per far progredire la società, migliorando i cittadini. La didattica è quella qualità che rende superata la suddivisione dell'elettorato fra destra e sinistra, conservatori e progressisti, ma propone quella fra un profilo alto del cittadino e uno basso. Il politico che vuole elevare il cittadino media progresso e conservazione con grande intuito del momento storico, evitando utopia nei progetti, ma usando il coraggio delle innovazioni utili. Sottolineo per l'ennesima volta che, senza una classe politica che voglia migliorare i cittadini, difficilmente si può ottenere un'accelerazione nel progresso sociale. Quindi inutile parlare dei "grandi temi" quando poi il materiale umano che serve per attuarli è scadente.
Il giochino del politico - Mi piace riassumere questi tre punti nel giochino del politico. Per capire se stimate o meno un politico (il consiglio è di non votare mai chi non si stima, anche se avesse idee coincidenti con le vostre) chiedetevi se vi piacerebbe invitarlo a cena e se pensate che la serata possa essere veramente piacevole, a prescindere dalle eventuali differenze politiche.
 
E il cittadino? È già tutto spiegato nella pagina dell'impegno sociale.

I NOSTRI COMMENTI


LA MAIL


Run(ner) for president

... Un'intervista immaginaria ...

SarkozyPerché non organizza liste civiche "Well-being"?   
Perché non sono un romantico ammalato di utopia. Oggi in Italia non più del 5% della popolazione ha idee moderne; quando sono in Francia e parlo con la gente mi accorgo, con tutti i difetti che possono avere i francesi, che loro sono avanti di almeno 20 anni rispetto a noi e che almeno un quarto della popolazione può essere definito moderno (secondo i miei criteri). Curiosamente trovo dei francesi che quando sanno che sono italiano mi dicono "Ah, io adoro l'Italia e gli italiani. Qui mi trovo male perché tutti hanno idee troppo strane...".
 
Quali sono i principali difetti degli italiani? 
Al centro-nord di non essere né carne né pesce; di aver preso a prestito dagli americani alcuni pseudovalori (come la ricchezza, il successo, la carriera) senza capirne i risvolti negativi. La qualità della vita viene messa in secondo o terzo piano. Al sud la mentalità meridionale, un insieme di cinque dogmi che ancora oggi costituiscono un faro per la maggioranza delle persone del meridione.
 
Perché non entra quindi in politica per cambiare le cose?
Io non sono un politico, non sono un arrabbiato sociale e, come ho detto, non sono un romantico utopista. Penso che oggi in Italia una persona possa essere felice (io lo sono, come tanti altri), quindi la politica non è tutto. Il mio compito è soprattutto di far crescere moralmente ed esistenzialmente il singolo. In diversi partiti e movimenti ci sono politici che io apprezzo perché penso non siano in contrasto con un modo moderno di vedere la società. Il mio compito è di fare in modo che cresca il consenso attorno a loro, facendo crescere il livello morale e sociale del singolo. Oggi nella popolazione non più del 10% li sosterrebbe (a destra o a sinistra), magari fra 10 anni sarà il 20-30%. Inoltre ci sono aspetti della mia persona che sono incompatibili con l'idea che l'italiano medio si è fatto della politica.


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