L'inquinamento ambientale
Copyright by THEA 2005
Il timore di ogni innovazione tecnologica e delle sue ricadute (l'inquinamento atmosferico è per esempio una ricaduta della diffusione di auto, riscaldamenti, processi industriali ecc.) è spesso sovrastimato e si preferisce la fuga rappresentata dal principio di precauzione piuttosto che un esame oggettivo dei pro e dei contro.
Qual è la reale priorità che dobbiamo dare all'inquinamento ambientale? Recentemente il famoso oncologo Veronesi ha "banalizzato" i rischi da inquinamento, parlando di un'incidenza del solo 4% nelle forme tumorali. Contro questo dato sono insorti gli ambientalisti più radicali, sostenendo che ci sono prove inoppugnabili che l'inquinamento ambientale miete vittime a destra e a manca. Prima di commentare la posizione di Veronesi, sono opportune un paio di premesse.
Se rileggiamo l'elenco di incoerenze tipiche dell'ambientalista di comodo, non possiamo non capire che
l'inquinamento ambientale è colpa di tutti.
È facile parlare di soluzioni, ma proviamo a pensare a quelle non demagogiche (cioè che risolvano veramente qualcosa senza limitarsi a migliorare la situazione dello 0,1%!) come l'eliminazione delle auto, dei riscaldamenti, dell'uso dei condizionatori, dello spostamento delle fabbriche in luoghi extraurbani (ma poi si lamenterà chi abita in campagna!) ecc. Si è sicuramente favorevoli alla limitazione dell'auto se non la si usa massicciamente, ma poi lo si sarebbe nello spegnere il proprio riscaldamento per un paio di giorni alla settimana? Si è favorevoli alla costruzione di una discarica per ospitare i rifiuti, ma "naturalmente" non deve essere vicino a casa nostra!Un altro dato inconfutabile è che
l'inquinamento è proporzionale alla densità della popolazione.
Infatti se in Italia gli abitanti fossero un decimo probabilmente l'inquinamento ambientale riguarderebbe al massimo le due, tre città più grandi.Anche l'inquinamento è un problema di antropentropia.
Le due premesse spiegano perché la soluzione dell'inquinamento non è banale
e chi la banalizza è sicuramente in malafede o è un integralista: infatti
l'inquinamento ambientale è un contro conseguenza di molti pro.
Pretendere di costringere la popolazione a rinunciare a priori a tutti i
pro perché ci sono dei contro è abbastanza autoritario. In
sostanza si tratta di far sì che un atteggiamento fobico ("può far
male, eliminiamolo!") prevalga su un esame oggettivo della situazione.È ora però di ritornare alle affermazioni di Veronesi e alla spiegazione della loro correttezza.
Da dati ufficiali (fra l'altro sostenuti anche dagli ambientalisti) l'inquinamento provoca una diminuzione della vita media al più di un anno. Tale dato è molto realistico ed è coerente con il fatto che non esiste nessuna zona italiana con una vita media palesemente superiore a quella nazionale, zona in cui l'eventuale aumento potrebbe essere attribuito alla mancanza di inquinamento.
Dato per buono il dato di un anno, si scopre subito che il problema esiste, ma è decisamente inferiore ad altri problemi salutistici.
Fumo, alcol, sovrappeso, stili di vita sbagliati accorciano la vita media molto di più dell'inquinamento ambientale.
Questo in linea con quanto sostiene Veronesi. Il fumo per esempio incide per un fattore dieci volte maggiore sulla riduzione della vita media e tale indice sale ulteriormente per i grandi fumatori. È pertanto assurdo l'ambientalista che si preoccupa di abbassare le polveri sottili ed è fumatore; idem di quello che non si preoccupa dell'alimentazione e così non sa nemmeno che nella gran parte dei salumi sono contenuti conservanti (nitriti e nitrati) sicuramente cancerogeni. Né ha pregio la considerazione che l'inquinamento è un fatto sociale, mentre il fumo o il sovrappeso sono fatti personali perché i costi delle cure a chi ha stili di vita errati ricadono su tutta la comunità.A fronte di queste riflessioni:
- il problema dell'inquinamento ambientale è serio, ma non va sovrastimato.
- Deve essere visto in una globale politica di ottimizzazione delle risorse energetiche.
- Deve essere visto in una globale politica di limitazione dell'antropentropia.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
