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Fare una corretta informazione non è facile nemmeno per i professionisti.
Sul Corriere della Sera del 21 aprile 2005 è uscito un pezzo dal titolo Sorpresa Usa, un po' di pancia allunga la vita a firma Alessandra Farkas. Viene riportata una ricerca USA che dimostrerebbe che avere qualche chilo in più favorirebbe la longevità.
Williamson e Flegal, del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Cdc), e Graubard e Gail, del National Cancer Institute, hanno preso in esame le morti di 55.000 soggetti avvenute nell'anno 2000, dai 25 anni in su. Avrebbero scoperto che l'aumento del rischio di morte riguarda soltanto gli "obesi estremi": cioè solo l'8% dell'intera popolazione americana. La sorpresa è che le persone normopeso avrebbero un rischio maggiore dei sovrappeso.
Secondo il New York Times lo studio sarebbe condotto da scienziati indipendenti nel modo più rigoroso possibile. Vediamo come i geniali ricercatori hanno diviso le categorie.
Come spiega la professoressa Flegal, le categorie "sono create secondo un body mass index (BMI, o IMC all'italiana, n.d.r.) che mette in rapporto il peso corporeo con l'altezza, senza prendere in considerazione il sesso della persona. Chi è alto 1 metro e 76 centimetri e pesa meno di 55 chili è considerato sottopeso, se raggiunge una media di 55-74 chili è normale e se ingrassa fino a pesare tra i 75 e gli 89 chili viene catalogato come sovrappeso. Quando lo stesso individuo arriva a 90-103 chili è obeso, per diventare gravemente obeso quando l'ago della bilancia oltrepassa i 104 chili".
Riporto ora dal Corriere:

Se «obesità» ed «estrema obesità» provocano circa 112 mila morti all'anno (su un totale di 2 milioni di decessi registrati negli Usa ogni 12 mesi), l'essere sovrappeso ne previene circa 86 mila. Il che riduce il numero di morti nelle tre categorie a soli 26 mila, contro i 34 mila morti «in eccesso» causati dalla magrezza estrema.

Già questi dati non sono chiari e la giornalista che li ha riportati ha sicuramente fatto confusione. Infatti anche la grafica continua a citare "morti a causa di problemi di peso". Si doveva riportare il dato delle 5 classi e mostrare che la classe sovrappeso era quella che ne aveva meno. Invece, se rileggete la frase in rosso, vi rendete conto che 86.000+26.000 fa 112.000, ma allora che significa la frase "il che riduce il numero di morti nelle tre categorie" (quali sono?)? Sembrerebbe che 26.000 sia il totale di sottopeso+normali+sovrappeso, ma poi si dice che i sottopeso causano 34.000 decessi.
Ricapitoliamo:
  • la giornalista cita dei numeri senza capirne il significato reale;
  • non c'è nessun confronto fra il numero di morti nella classe normopeso e in quella sovrappeso.
obesitàBasta leggere l'articolo originale per capire cosa i ricercatori volessero dire e riportare i dati nella loro correttezza: rispetto ai normopeso gli obesi hanno 111.909 morti in più, i sovrappeso 86.094 in meno e i sottopeso 33.746 in più. I dati sono relativi alla popolazione dei normopeso, non sono assoluti come il testo e la grafica vorrebbero far credere! Incredibile: diffusione di una notizia completamente incoerente su un giornale nazionale.
L'altro dato incredibile è che sono state riportati commenti di alcuni ricercatori (evidentemente medici con poco spirito critico) "contrari" alla ricerca che biascicavano solo qualche obiezione, direi, puerile. Ben altre sono state le obiezioni che negli USA la ricerca ha sollevato; infatti gli studi che contraddicono la ricerca in questione sono tantissimi. L'obiezione più comune (e allineata con il nostro sito) è che nella classe normale erano compresi anche individui che devono definirsi sovrappeso (quelli con indice fra 22 e 25), quindi la classe normopeso si beccherebbe anche le morti di molti sovrappeso. Non solo: come riportato da diversi siti americani, alcuni ricercatori della CDC si sono opposti alla pubblicazione della ricerca perché il metodo era molto dubbio e ciò avrebbe aperto un'inchiesta interna alla stessa CDC.
Vediamo i due punti principali per cui tale ricerca è un esempio di errore interpretativo e scopriamo i due trucchi (in realtà solo i principali) usati per arrivare a una conclusione completamente errata. Parlo di trucchi perché è evidente l'intento di "arrivare a una conclusione scioccante".
Il metodo – 55.000 soggetti è un numero significativo e la morte è un dato certo. Il primo trucco però è usare il peso alla morte! Infatti, se chi muore d'infarto ha lo stesso peso di quando stava bene, chi muore di cancro o di altre patologie croniche presumibilmente avrà avuto un periodo debilitante in cui ha perso molti chili. Dalla classe dei sovrappeso è finito in quella dei normopeso!
Il campione – Usare l'IMC è un errore stratosferico, perché non è vero che il BMI (o IMC all'italiana) permette di prescindere dal sesso della persona.
Tutti sanno che una donna alta 170 cm pesa in media meno di un uomo alto 170 cm. La differenza è di due unità circa nell'IMC. Cioè se l'uomo di 170 cm pesa per esempio 70 kg (IMC=24,2) una donna alta uguale, per essere giudicata della stessa magrezza, deve pesare 64,2 kg (IMC=22,2).
Dov'è il trucco??? Banale. Un individuo maschile alto 176 cm e pesante 55 kg non è magro, è malato!!! Ha un IMC di 17,7 quando un soggetto sano dovrebbe avere un IMC superiore a 19. Quindi la fascia di normalità deve partire da 59 kg. Praticamente si prendono come sani tutti gli uomini malati fra 55 e 59 kg.  
L'impressione è che stia per scoppiare una guerra come sul vino: per assolvere il sovrappeso si gioca sul chilo in più o su quello in meno, confidando che ognuno sia poi portato a credere che il SUO sia il peso giusto.
Il danno – Personalmente ritengo che la pubblicazione di articoli come quello comparso sul Corriere siano devastanti perché forniscono alibi a stili di vita sbagliati con costi sociali altissimi. I due trucchi che ho elencato non sono da premio Nobel della medicina, ma da persona che riflette un attimo su ciò che scrive. Quindi regola numero uno di un Giornalista dovrebbe essere

se non si vuole o non si sa riflettere sul pezzo che si scrive, se non ci si sa formare un'opinione personale, è meglio non scrivere il pezzo.

Per chi vuole leggere la ricerca così come è stata pubblicata. Scoprirete notevoli differenze con quello che i media hanno diffuso...


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