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Il fenomeno Harry Potter
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Harry PotterHarry Potter è sicuramente uno dei fenomeni letterari più interessanti dell'ultimo decennio. In questi giorni è uscito nelle librerie italiane l'ultimo libro della saga (Harry Potter e il principe mezzosangue) che continua la lunga e fortunata serie dei libri di Joanne Kathleen Rowling.
Sicuramente non è il valore letterario dei cinque libri ad averne decretato il successo. L'impianto narrativo è solido, lo stile accattivante, opere insomma decisamente consigliabili alla lettura, ma non certo capolavori da Nobel per la letteratura.
A mio avviso il successo di Harry Potter risiede principalmente in una serie di fattori che si sinergizzano a vicenda.
1) Il dualismo bene-male.
2) La costituzione di un mondo (credibile e coerente) parallelo al nostro. Se vogliamo è lo stesso ingrediente di successo del mondo di Tolkien (Il signore degli anelli) o del mondo di Disney (Topolino e soci). Questo fattore è particolarmente importante per avere successo anche fra quegli adulti che proseguono l'innamoramento iniziato da bambini perché sono diventati esperti in qualcosa. Le personalità contemplative vedono cioè come un vero e proprio patrimonio culturale il sapere tutto sul mondo di Harry Potter e sui suoi personaggi. Non a caso i siti più importanti e frequentati dedicati a Harry Potter si occupano in minima parte dell'autrice e del valore letterario dell'opera.
3) La possibilità di usare effetti speciali. Se vogliamo, il deus ex machina delle tragedie greche o il fantastico mondo dantesco usavano trucchi analoghi alle bacchette magiche, alle pozioni ecc. del mondo di Harry Potter.
4) Harry Potter è la versione moderna delle vecchie favole che erano raccontate a coloro che oggi sono i genitori dei fans di Harry Potter. Ricordiamo che il primo libro andava a rilento e solo la pubblicazione gratuita di alcuni capitoli in allegato ai famosi Smarties ne permise il successivo boom. Si deve pensare che se non ci fosse stata l'approvazione dei genitori, difficilmente l'opera sarebbe stata acquistata. E tale approvazione fu resa possibile perché sostanzialmente il genitore vedeva nelle vicende di Harry Potter una versione moderna del mondo di fate, maghi, elfi ecc. delle favole della sua infanzia.
5) La magia come fonte di conoscenza. Questo concetto, un po' new age, è fondamentale nei bambini che non hanno ancora elaborato strategie per la comprensione della realtà. Purtroppo (vedasi giudizio) lo è anche per molti adulti che non sono mai diventati grandi…
Il giudizio del Well-being – A costo di apparire completamente impopolare, il mio giudizio su Harry Potter non va oltre la sufficienza. Letterariamente è sicuramente meglio che come fonte educativa. Pertanto può essere utile per avvicinare i bambini alla lettura, però è una lettura da bollino giallo, non verde. Scusate la terminologia da film, ma vorrei spiegare perché a un film su Harry Potter appiccicherei, contro ogni previsione, un bollino giallo (lettura o visione con il supporto dei genitori) e non verde.
Dalla Guida di Supereva su Harry Potter leggo:

"…dopotutto, come affermava Antoine De Saint Exupery, anche i grandi sono stati bambini e… beh, diciamo che non tutti, crescendo, hanno perso la facoltà di distinguere un cappello da un boa che ha ingoiato un elefante…".

Purtroppo è vero, molti adulti non crescono e continuano a vivere di sogni. Questo atteggiamento predispone a diventare probabilmente spacciati.
Sento già che a queste affermazioni molti potteriani sognatori insorgeranno.  Ma si sono forse dimenticati ciò che viene insegnato al giovane Harry Potter al primo anno della scuola di Hogwarts?

Non serve a nulla rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere!

È fondamentale cioè che il bambino capisca la differenza con la realtà e che, diventato grande, non aderisca entusiasticamente a quel mondo: in fondo un adulto concreto trova il mondo di Harry Potter un po' noioso perché non riesce a emozionarsi più di tanto per situazioni o personaggi di cui ha la piena coscienza dell'irrealtà. È un po' la storia di Babbo Natale: l'adulto che continua a crederci come lo definireste?
La polemica con la Chiesa – Nel 2003 G. Kuby sostenne in una sua opera che la saga era contraria all'educazione cristiana; la tesi fu subito appoggiata dall'allora cardinale Ratzinger (papa Benedetto XVI), suscitando molto clamore all'elezione a pontefice del cardinale tedesco. La Chiesa ha cercato di metterci una pezza con la dichiarazione di monsignor Peter Fleetwood in cui molto genericamente si assolveva il maghetto come esempio di vittoria del bene sul male.
Brutto scivolone. Sicuramente Harry Potter è in netto contrasto con l'educazione cristiana dei bambini perché nei romanzi, pur ambientati al nostro tempo (Harry Potter è nato nel 1980 e il primo libro è ambientato nel 1991), non c'è nulla di cristiano, né tanto meno di cattolico, anzi la magia non può in alcun modo accordarsi con la dottrina della Chiesa.
Ancora una volta è prevalsa la "ragion di Stato" della Chiesa che, per non perdere consensi, è dovuta scendere a patti con la propria ideologia: così fanno i politici, ma i (presunti) uomini di Dio dovrebbero essere immuni da certe tentazioni.

I libri di Harry Potter

J. K. RowlingPoiché la scuola di magie e di stregoneria di Hogwarts dura sette anni, i libri della saga dovrebbero essere sette (la Rowling ha smentito l'uscita di un ottavo libro); attualmente ne sono stati pubblicati sei. La casa editrice inglese è la Bloomsbury, mentre in Italia le avventure di Harry Potter sono edite da Salani.
Harry Potter e la pietra filosofale (Harry Potter and The Philosopher's Stone, 1998)
Harry Potter e la camera dei segreti (Harry Potter and the Chamber of Secrets, 1999)
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban, 2000)
Harry Potter e il calice di fuoco (Harry Potter and the Goblet of Fire, 2001)
Harry Potter e l'ordine della fenice (Harry Potter and the Order of the Phoenix, 2003)
Harry Potter e il principe mezzosangue (Harry Potter and the Halfblood Prince, 2005).

I film su Harry Potter

È già stata realizzata la trasposizione cinematografica dei primi quattro libri di Harry Potter, mantenendo lo stesso titolo del libro corrispondente.
I primi due sono stati diretti da Chris Columbus, mentre il terzo da Alfonso Cuaron e il quarto da Mike Newell; Harry Potter è interpretato da Daniel Radcliffe.