L'educazione dei figli
Copyright by THEA 2005-2009
Per il Well-being l'educazione dei figli non può prescindere da alcune regole fondamentali che per comodità riassumo nelle prossime righe.
- Se fai un figlio, fallo solo per amore
- Un genitore non possiede la vita dei figli
- Un genitore violento è un genitore fallito
- Lo scopo dell'educazione è insegnare a vivere.
- amore, ma non solo
- vecchiaia psicologica
- mancanza di tempo.
- mancanza del distacco
Per esempio la donna che coltiva l'idea di avere un figlio, ma che lo concepisce anche perché così forse salva l'unione con il suo uomo, non è comprensibile, è solo un'irresponsabile.
La
vecchiaia psicologica è sicuramente una delle cause di fallimento meno
conosciute. Riflettiamo un attimo: molti pensano che non ha senso che una
persona abbia un figlio a 60 e passa anni; di solito si adducono cause di
salute (ma esistono degli ottantenni che stanno benissimo e la vita media si
allunga) o cause economiche (ma in genere un anziano può essersi sistemato
molto bene economicamente). In realtà l'unico motivo valido all'avversione
al "genitore anziano" è che esiste una sostanziale differenza di vedute fra
genitore e figlio e il genitore rischia di diventare il nonno o la nonna
anziché il padre o la madre del piccolo. Il Well-being insegna che per molti
soggetti la
vecchiaia inizia già al termine dell'adolescenza e quindi non c'è da
stupirsi se persone di 40 anni sono dei falliti come genitori: come si può
dialogare con un figlio se non si conoscono e si apprezzano i suoi gusti?
Vedremo che tali gusti possono essere vissuti insieme, ma se non si
conoscono nemmeno le canzoni che il proprio figlio ama ascoltare,
incominciate a preoccuparvi. La mancanza di tempo dovrebbe essere abbastanza inconciliabile con l'avere figli, ma molte coppie mentono a sé stesse e, pur avendo una vita superimpegnata, ritengono che i loro figli li abbiano fatti per amore. Ormai sempre più coppie pianificano l’arrivo di un figlio, sapendo di poterlo poi parcheggiare all’asilo nido durante il giorno e alla sera presso i genitori. Altri sanno che il lavoro li occupa a tal punto da condurli distrutti a casa ogni sera; alcuni di loro arrivano a chiedere al medico di prescrivere dei tranquillanti per il figlio che alla sera non vuole saperne di addormentarsi. Il figlio diventa un pacco postale da spostare qua e là, tutt’al più una piacevole sorpresa durante i week-end. Chi crede nella famiglia condanna questi atteggiamenti, invitando i neogenitori a sacrificare un po’ della propria esistenza in nome dei figli. Io non credo che mentire a sé stessi e ai figli (perché tale è compiere un sacrificio di malavoglia) sia la soluzione migliore: i figli hanno una sensibilità particolare per capire quando non sono amati. La soluzione più semplice per questi genitori "superimpegnati" è solo una: non fare figli.
Sull'importanza del distacco rimando all'articolo corrispondente, limitandomi a fare una considerazione diretta: se pensate di avere dei diritti perenni sulla vita di vostro figlio, non lo avete concepito solo per amore.
Leggi la seconda parte.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
