Lo squat
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A cosa serve - Lo squat è un esercizio di grande efficacia per la ricerca della forza massimale degli arti inferiori. A causa della gradualità imposta nell'esercizio, che può essere fatto anche a carico naturale fino a parecchie decine di kg, consente un allenamento continuo e sempre più difficile, con un adattamento graduale allo sforzo. I muscoli maggiormente coinvolti sono gli ischio-crurali, i glutei e, in generale, i principali degli arti inferiori, ma anche, in parte, quelli del tronco.
La prova di idoneità - Prima di eseguire lo squat è necessario verificare di avere abbastanza mobilità articolare a livello delle caviglie altrimenti l'esercizio può essere veramente pericoloso. Il test è molto semplice: si esegue uno squat a carico libero, cioè senza pesi, semplicemente accovacciandosi sulle gambe. Se al momento di massima flessione i talloni si sollevano dal suolo, allora significa che la mobilità articolare non è sufficiente.
Vale la pena eseguirlo? - Per chi vuole eseguire un
allenamento di rafforzamento in un'ottica salutista oppure vuole inserire il
potenziamento per migliorare la preparazione muscolare per la corsa, non ci
sentiamo di consigliare lo squat perché i benefici possono essere di gran
lunga inferiori ai rischi. Effettuare uno squat con un'eccessiva rigidità
articolare o una forza insufficiente può causare infortuni anche molto gravi
a carico della colonna vertebrale. Per i runner che praticano corsa di
resistenza, occorre ricordare che gli atleti keniani non hanno certamente
una muscolatura sovrabbondante nelle gambe, ma le loro prestazioni sono
eccellenti. Quindi, piuttosto che ricercare un incremento della forza o del
volume muscolare, ci si può limitare a tonificare i muscoli delle gambe con
una versione più sicura dello squat lasciando quella "originale" ai body
builder o ai frequentatori assidui delle palestre. Inoltre, la prova di
idoneità allo squat non sempre viene passata dai runner, anche se esperti e
preparati, perché la mobilità articolare potrebbe essere stata compromessa
da eccessivi traumi, da interventi a carico del tendine d'Achille oppure da
una scarsa
propriocettività.Una versione più sicura - Questo suggerimento potrà far sorridere i body builder, ma spesso è sufficiente eseguire lo squat a carico libero, ovvero senza il peso del bilanciere. Si tratta della versione più semplice dei piegamenti, magari aiutandosi con le mani in avanti. Questa versione soft non è certo equivalente allo squat classico, ma ha il vantaggio di essere molto meno traumatica, di essere praticabile anche in fase successiva a un periodo di stop o da persone sedentarie che vogliono iniziare a tonificare la muscolatura, ma non hanno sicuramente la preparazione necessaria. Per le donne poi lo squat, prova tipica di forza esplosiva, risulta mediamente molto più difficile, quindi si consiglia una cautela maggiore nella scelta di questo esercizio.
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