I piegamenti sulle braccia
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L'importanza dei piegamenti sulle braccia (in inglese push-ups) deriva dal fatto che sono esercizi efficaci per i pettorali, i tricipiti e molti muscoli della spalla. Con un solo gesto quindi si allenano più muscoli, quelli tra i più importanti del distretto superiore. Ovviamente sono esercizi che vanno affrontati con cautela, specialmente nel caso si abbiano dei deficit funzionali della spalla dovuti a traumi o a infortuni precedenti. Poiché la spalla è un'articolazione molto complessa e delicata, infortuni a suo carico non interessano solo gli sportivi: non è raro infatti vedere delle persone completamente sedentarie che hanno problemi seri alla spalla, al punto da avere difficoltà anche nei comuni gesti della vita quotidiana (lavarsi, pettinarsi, vestirsi). I piegamenti sono quindi una valida scelta anche in forma preventiva dei traumi, in quanto una buona muscolatura funziona da protezione per le articolazioni e i legamenti.
La versione base e la sua corretta esecuzione
La versione base dei piegamenti sulle braccia è assai conosciuta: distesi
sul pavimento con i piedi puntati a terra, sostenendosi con le braccia, si
parte dalla posizione con le ginocchia appoggiate a terra e le braccia
distese. Quindi si sollevano le ginocchia e si inizia l'esercizio piegando
le braccia e avvicinando contemporaneamente il tronco al pavimento. Si
continua con le flessioni fino al raggiungimento del numero voluto o a
esaurimento. Nonostante sia un esercizio ben conosciuto, occorre assicurarsi
di farlo correttamente evitando gli errori più comuni:- la schiena deve rimanere tesa e non si deve inarcarla per cercare di sopperire alla mancanza di forza ed eseguire comunque l'esercizio.
- Per evitare un irrigidimento del collo, si deve guardare il pavimento e non in avanti. Collo e testa devono essere allineati al tronco.
- Nella versione di base, le braccia devono essere tenute allargate un po' di più delle spalle, con i palmi delle mani ben appoggiati (non solo le dita!) con la direzione del palmo parallela al tronco.
Le varianti dei piegamenti
Esistono in letteratura almeno una quindicina di varianti alla versione classica dei push-up. Non ha tanto senso inserirne troppe, almeno in un'ottica salutistica dove l'obbiettivo non è quello di compiere prestazioni fuori dal comune, bensì quello di una generale tonificazione della muscolatura. Pertanto può essere sensato partire dalla variante classica e arrivare a un numero di flessioni giudicato buono (dai 45 in su), quindi introdurre una variante alla volta aggiungendola alla versione classica. Si tenga presente che le varianti modificate possono essere molto impegnative e quindi all'inizio sarà normale riuscire a fare solo poche flessioni anche se si è già a buon punto con lo schema classico. Ecco le varianti principali:- flessioni a passo stretto: come quella classica, con la variante che le braccia, invece di essere ben distanziate, sono tenute in linea con le spalle e le braccia sono molto vicine al tronco. Questa variante allena maggiormente i tricipiti a scapito degli altri muscoli coinvolti.
- Flessioni su gradino o altro appoggio: invece di tenere i piedi puntati sul terreno, si tengono su un gradino o su un rialzo. Si può usare come appoggio anche una swiss-ball (un attrezzo usato per il miglioramento della propriocettività e dell'equilibrio). L'aumento dell'escursione del movimento incrementa la difficoltà dell'esercizio.
- Flessioni a un braccio solo: piuttosto difficile, raddoppia di fatto il carico di lavoro a scapito dell'arto interessato. Il braccio che non si usa va tenuto dietro la schiena.
- Flessioni con battito delle mani: nella fase di volo si devono battere le mani come in un applauso. Per poterlo fare, occorre staccare le mani dal pavimento e darsi maggiore spinta per fare posto al gesto.
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