L'allenamento per le gambe
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- nel periodo di potenziamento;
- per recuperare tonicità dopo un periodo di stop;
- nella stagione invernale quando si rallentano i ritmi di allenamento a causa della brutta stagione.
Molti muscoli da allenare
Gli arti inferiori sono costituiti da molti muscoli, tuttavia,
semplificando, i principali sono i muscoli anteriori e
posteriori della coscia, il quadricipite, il tibiale anteriore, gli
ischio-crurali e i
muscoli del
polpaccio; le loro caratteristiche fisiologiche sono diverse quindi il
tipo di allenamento varia a seconda di quali fibre predominano in ognuno di
essi. Va ricordato che i muscoli delle gambe sono tra quelli più soggetti ad
accorciarsi negli atleti e quindi più sensibili a traumi. Infatti, se si
analizza in che percentuale i muscoli degli atleti si accorciano [1], in testa a questa speciale classifica
troviamo la parte del quadricipite che si
inserisce sulle due articolazioni dell'anca e del ginocchio detta retto
femorale che si accorcia nel 70% dei casi mentre al secondo posto troviamo
l'insieme dei muscoli del
polpaccio ovvero il tricipite della sura (nel 37% dei casi). Gli ischio-crurali
invece sono al quarto posto con il 22% dei casi. Quindi, come si vede, i
muscoli della gamba, oltre ad assicurare la corretta stabilizzazione delle
articolazioni e la forza necessaria per i movimenti di molte
discipline sportive, devono essere soggetti a un'attenzione particolare per
evitare infortuni anche gravi sia a carico dei muscoli che delle
articolazioni.Per aumentare la forza
Gli esercizi più importanti per gli arti inferiori sono i seguenti (si rimanda agli articoli corrispondenti per approfondimenti):- lo squat
- gli affondi
- l'utilizzo della leg extension.
Per aumentare l'elasticità e la mobilità articolare
Non sempre le prestazioni dipendono da una mancanza di forza. Risulta particolarmente importante mantenere l'elasticità con esercizi mirati (si veda l'articolo sull'elasticità). Lo stretching per allungare il tricipite della sura, pur con tutte le limitazioni intrinseche dello stretching, può essere utile se eseguito correttamente.Bibliografia
[1] Jurgen Weineck: "Anatomia sportiva, principi di anatomia funzionale dello sport", Calzetti Mariucci Editore, 2003.
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