Evasione fiscale
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L'evasione fiscale in Italia
Non è possibile quantificare con esattezza l'entità dell'evasione fiscale nel nostro Paese; la fonte più attendibile è probabilmente l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat); rifacendosi ai dati forniti quest'ultimo, l'imponibile evaso annualmente in Italia rappresenta circa il 18% del PIL (il prodotto interno lordo); possiamo quantificare questa percentuale in circa 270 miliardi di euro (con un danno complessivo per imposte evase di circa 120 miliardi); se si considera che una delle ultime (pesanti) manovre finanziarie varate dal governo era di circa 50 miliardi di euro, si comprende l'importanza che assume il fenomeno evasione fiscale nel nostro Paese.Dagli studi effettuati dall'Istat è possibile osservare che i settori più a rischio evasione sono quelli del turismo (evasione stimata 50% circa) e dell'agricoltura (30%); di un certo peso anche la percentuale di evasione nel settore dei servizi (21% circa).
Negli ultimi anni c'è stato un trend positivo relativamente alla percentuale di recupero delle cifre evase; nel 2011, per esempio, l'Agenzia delle Entrate ha dichiarato di aver recuperato circa 11 miliardi di imposte evase; una cifra sicuramente importante, ma ben poca cosa rispetto alle stimate dimensioni del fenomeno.
Secondo i dati che venivano riportati nel Rapporto Annuale 2010 redatto a cura dello Sportello del Contribuente, il fisco era riuscito a incassare soltanto una minima parte (10% circa) delle somme evase che sono state accertate dagli ispettori deputati ai controlli fiscali. Tra l'altro, con il 10%, il nostro Paese risulta essere il fanalino di coda dei Paesi europei in quanto a percentuali di recupero delle imposte evase. Ben altre percentuali sono quelle relative ad altre nazioni; l'Inghilterra e la Francia, per esempio, risultano essere ben più efficienti per quanto riguarda la riscossione delle imposte accertate (rispettivamente 91 e 87%).
Evasione fiscale e redditometro – Allo scopo di arginare l'evasione fiscale,
il fisco, a partire da febbraio 2012, si avvale di uno strumento denominato
redditometro. Scopo del redditometro è quello di verificare la coerenza fra
il reddito dichiarato dal contribuente e la capacità di spesa. Il redditometro prende in considerazione 7 categorie di spesa: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazione e contributi previdenziali, istruzione, attività sportive e ricreative e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti.
Le intenzioni dell'Agenzia delle Entrate sono sostanzialmente due: orientare i contribuenti alla compliance e avere a disposizione strumenti più efficaci nell'analisi del rischio di evasione.
Se il contribuente, in presenza di incoerenze, non modifica il proprio comportamento fiscale, rischia di essere selezionato per ulteriori controlli.
Evasione fiscale e studi di settore – Gli studi di settore sono uno strumento di tipo statistico che l'amministrazione finanziaria usa per la rilevazione di diversi parametri relativi a imprese, liberi professionisti e lavoratori autonomi. Gli studi di settore, di fatto, rappresentano, per tali categorie, quello che il redditometro rappresenta per le altre tipologie di contribuenti.
Questo particolare strumento è stato introdotto nel 1993 e, con il passare del tempo, è diventato sempre più elaborato e sofisticato. Allo scopo di consentire ai contribuenti e ai loro consulenti fiscali di gestire la notevole e complessa mole di dati che vengono richiesti per la compilazione degli studi di settore, l'amministrazione finanziaria mette ogni anno a disposizione un'applicazione software gratuita denominata Gerico.
Quando il modello fornito dall'amministrazione finanziaria è stato debitamente compilato, Gerico fornisce l'esito del calcolo; in particolare vengono forniti i risultati relativi a cluster di riferimento, coerenza economica, normalità economica e congruità. Quando i valori dichiarati si discostano da quelli risultanti dallo studio di settore, il contribuente ha la facoltà (anche se non l'obbligo) di adeguarsi allo scopo di evitare l'accertamento fiscale.
Chi fosse interessato ad approfondire l'argomento studi di settore può consultare la pagina a essi dedicata nel sito dell'Agenzia delle Entrate.
Gli evasori
Esistono sostanzialmente tre tipi di evasori.Evasori amorali - Sono coloro che consapevolmente evadono le tasse; alcuni sono i furbastri della società, altri si difendono dietro l'alibi che "se pagassero tutte le tasse fallirebbero". Tipico strumento per l'evasore amorale è la trattazione degli affari in nero. Spesso sono evasori totali, altre volte evadono quel tanto che basta per pagare cifre ridicole a fronte della loro attività.
Fiancheggiatori - Per essere tale, l'evasore totale ha contatti con almeno 100, 200 o più clienti: pensiamo al parrucchiere o al medico che non rilasciano MAI ricevuta oppure all'imprenditore edile che fa TUTTO in nero (mi scusino le categorie interessate, sono solo esempi, ci sono tantissimi parrucchieri, medici ecc. onestissimi). Come si fa a definire "onesto" chi per proprio tornaconto personale accetta che l'altro non faccia la ricevuta? È solo un fiancheggiatore!
Evasori di Stato - Poiché la politica fiscale non è che una convenzione sociale (si potrebbe discutere per ore su tantissimi punti), capita spesso che il cittadino cerchi di eludere le tasse, sceglie cioè, in modo giuridicamente lecito, il percorso che gli fa pagare meno tasse. Compito del politico è fare leggi sempre più chiare che non permettano casi di eclatante elusione, ma appare a tutti lampante come sia un'inaccettabile forma di elusione avere aliquote ridicole per redditi molto elevati. La beffa per il contribuente a redditi medi o bassi è poi rappresentata dal fatto che l'Erario possa contestare forme di presunta elusione e possa pretendere sui redditi originatisi da essi la normale tassazione: per esempio, nel caso di un artigiano contesta una spesa a metà strada fra il privato e la sfera lavorativa. Se la confrontiamo con la ridicola aliquota del 43% che paga una persona che ha un reddito di un milione di euro, si comprende come l'Erario spari agli uccellini e si lasci sfuggire i cinghiali.
Questa situazione è poi alla base della diffidenza che il singolo ha nei confronti dello Stato in materia di tasse.
Quindi i plutomani possono essere visti come evasori di Stato, giustificati per legge a non pagare le tasse.
Si consideri un plutomane che guadagna 2 milioni di euro. In Italia, se la
tassazione oltre l'LSP (500.000 euro) passasse dal 43% ad almeno il 60%,
pagherebbe 255.000 euro in più di tasse. Di fatto, ognuno dei 999 cittadini
che fanno a lui riferimento gli abbuona attualmente 255 euro. Un pizzo di
circa 20 euro al mese.In Italia ognuno di noi ha adottato un plutomane.
La politica plutocratica in materia di evasione
I condizionamenti della plutocrazia dipingono classicamente l'evasore come l'idraulico che lavora in nero o come il medico che non rilascia la ricevuta. Se va bene, un modesto idraulico fa circa 30.000 euro l'anno di lavoro in nero e un medico, anche se affermato, può non rilasciare ricevute per, diciamo, 100.000 euro circa. Gli studi di settore però "obbligano" ormai il contribuente a dichiarare un certo reddito in funzione di molti parametri della sua attività; addirittura capita che alcuni contribuenti debbano gonfiare i loro redditi per risultare "congrui e coerenti" e non risultare sospetti agli occhi del fisco: preferiscono pagare più tasse di quanto realmente dovuto pur di evitare fastidiosi controlli.Supponiamo che, nonostante gli studi di settore, il nostro idraulico riesca a evadere 15.000 euro di imponibile e che il nostro medico arrivi a 50.000 euro.
Attualmente le aliquote sono cinque: fino a 15.000 euro 23%, 15-28.000 euro 27%, 28-55.000 37%, 55-75.000 41%, oltre i 75.000 43%. Questi dati sono alla base dell'attuale plutocrazia.
Infatti consideriamo un plutomane con 1.000.000 di euro l'anno; versa circa 400.000 euro e se ne tiene 600.000. Se l'aliquota oltre il limite sociale di profitto fosse il 60% dovrebbe versare 85.000 euro in più, molti di più di quelli evasi dall'idraulico o dal medico. Domanda: chi è il maggiore evasore?
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