Gli scacchi moderni
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Gli
scacchi sono sicuramente il gioco mentale più diffuso nel mondo. Le
regole si imparano in un'oretta e sono milioni le persone che nella loro
vita hanno giocato almeno una partita a scacchi. In questa pagina non
vogliamo analizzare la ragione del successo degli scacchi, quanto proporne
una visione moderna.La sezione Scacchi del sito vorrà cioè aiutare i nostri amici a coltivare un hobby che può veramente migliorare la qualità della vita, mantenendo il cervello arzillo e giovane. Per realizzare il nostro scopo pubblicheremo in modo più o meno continuo articoli di didattica scacchistica, cercando di integrare l'enorme bibliografia che già esiste in materia. Mi affiancherà in questo non facile compito il Maestro Internazionale Milan Mrdja (che vedete ritratto nell'immagine a destra) a cui va un sentitissimo ringraziamento.
Gli scacchi moderni
La nostra visione si basa essenzialmente su alcuni fattori che sono "esplosi" negli ultimi dieci anni:- L'eccezionale sviluppo dei computer.
- Lo sviluppo della didattica scacchistica.
- L'avvento di Internet.
I computer
Negli anni '90 molti scacchisti erano convinti che nessun computer avrebbe mai sconfitto il campione del mondo. Da informatico ero quindi in netta minoranza quando sostenevo che sarebbe successo il contrario. È quindi con una certa soddisfazione che ho visto i programmi di scacchi (come gli attuali Fritz 12 e Rybka 4) migliorare sempre più, fino a scalare i vertici scacchistici.Ancora oggi molti scacchisti snobbano l'aiuto che i computer possono dare all'umano, ritenendoli incapaci di un "gioco reale". Quasi sempre questa convinzione si basa su informazioni datate oppure sull'assurda pretesa che il software scacchistico elabori la migliore mossa in pochi secondi: è ovvio che se a Rybka 4 si danno 10" per scegliere la mossa, ancora oggi probabilmente in molte situazioni non sceglierà la migliore, ma se gli si lasciano 4-5', gioca tranquillamente a livelli mondiali e... molto umanamente. Il termine "umanamente" non è stato scelto a caso perché, sconfitti dalla realtà dei fatti, molti detrattori del computer sostengono che... è talmente bravo che il suo gioco non è replicabile dall'umano. Sono gli stessi scacchisti che ancora oggi si esaltano per studi difficilissimi che richiedono tre o quattro mosse incredibili.
In ogni caso, il successo dei computer ha rivoluzionato l'approccio alle varie fasi della partita, in particolare ha innalzato il peso della visione combinativa e diminuito quello della visione strategica (visione che resta comunque importante!). Oggi i più forti programmi consentono di analizzare le partite come se si avesse a disposizione un Grande Maestro.
Fra le "rivoluzioni" che hanno attuato i computer, si possono segnalare:
- La confutazione di aperture dubbie, ritenute in precedenza giocabili solo perché ci volevano anni e l'esperienza di tante partite per poter trovare l'antidoto.
- La confutazione del concetto di piano classico perché una posizione di scacchi è "senza memoria" (proprio come il lancio di una moneta in statistica): il computer analizza la posizione, dando alle regole scacchistiche un peso tipico della posizione e poi decide, non importa ciò che è successo prima.
- La condanna dell'ottimismo didattico.
- Una visione più attiva del gioco: difficilmente il computer perde tempo ad analizzare lunghe manovre di Cavallo, magari ripassando per la prima traversa, preferendo il principio "i Cavalli sempre avanti!".
- Una riduzione del peso della profilassi, essendo molto rare mosse del tipo Rh1 (Rh8) quando non strettamente necessarie.
- L'evidenziazione dell'umanissimo pensiero forzato (vedi Capire gli scacchi).
La didattica
I computer hanno permesso anche di migliorare la didattica, perché fino a pochi anni fa la situazione era veramente deludente. Ci si barcamenava fra due situazioni, ognuna delle quali molto limitanti.- I vecchi testi. Nimzowitsch (Il mio sistema), Romanovksy (Il centro partita) e altri erano continuamente citati come il non plus ultra della didattica. Senza sminuirli, era ovviamente riduttivo cercare di utilizzare concetti espressi oltre cinquant'anni prima per capire gli scacchi di oggi (pensiamo a qualunque disciplina che si fosse fermata a 50 anni fa). In particolare un certo dogmatismo rendeva la didattica scacchistica succube di pochi e generali concetti, che potevano trovare applicazione solo in partite ideali. Inoltre l'uso dei computer ha ridimensionato molte affermazioni del tipo "è chiaro che dopo la mossa X il Bianco ha partita vinta"; la sicurezza del commentatore è stata spesso smontata dal computer che ha trovato un buon seguito per il Nero, riducendo di molto la portata teorica dei concetti su cui si basava la posizione.
- I suggerimenti dei grandi campioni del presente (per esempio Karpov e Kasparov). Ancora oggi i più forti giocatori del mondo scrivono libri di scacchi, ma, francamente, sono opere spesso inutili. Essere un buon giocatore non significa essere un buon teorico, un po' come nel calcio dove non è detto che un grande giocatore diventi un grande allenatore. Ricordo la lettura di un'opera di Karpov. Il giocatore russo presentava una posizione e voleva discutere sull'importanza di piazzare le Torri; la pagina diceva pressappoco questo "dopo una lunga riflessione decisi che era meglio piazzare la Torre in d1 anziché in e1" e seguivano varianti che giustificavano la scelta. Nessuna regola, nessuna indicazione. Ora, se l'allora campione del mondo doveva pensare per almeno una mezz'ora sulla scacchiera sul piazzamento della Torre, analizzando varianti molto complesse, come era possibile che io, in una situazione complessa analoga (ma non uguale!), senza regole, potessi fare la scelta corretta? Forse mi conveniva buttare una moneta e poi muovere la Torre nella casa indicata dalla moneta, almeno risparmiavo mezz'ora di riflessione.
Lo sforzo dei nuovi teorici (di solito buoni maestri a livello internazionale, ma non certo i primi del mondo) è stato quello di allargare a tante altre sfumature i vecchi discorsi, facendo capire come fosse semplicistico cercare di usare sempre le stesse idee, sempre gli stessi piani. Gli scacchi sono come la vita: usare solo due o tre regole può semplificarla, ma sicuramente fa perdere molte opportunità.
La nuova didattica (scuola relativistica) è presentata nell'articolo Come migliorare negli scacchi.
Inoltre è comparso il concetto di training, di esercizio: il metodo più semplice per dare una grande esperienza a chi non vive di scacchi.
Cosa vuol dire scacchi moderni?
Considerando i risultati dei due precedenti paragrafi, soprattutto:- Eliminazione dell'ottimismo didattico
- Affermazione della scuola relativistica
- Definizione di un piano moderno
Internet
Anche l'avvento di Internet ha migliorato la comprensione globale degli scacchi perché consente a tutti di giocare facilmente a prescindere dal contatto umano (per esempio su siti come playchess.com). Giocare è importante perché consente di provare cosa si è studiato, di scoprire nuove idee, di mettere a fuoco la propria psicologia ecc.Alcuni giocatori ritengono che giocare in Rete con cadenze veloci sia inutile; in realtà questi giocatori hanno frainteso le finalità del gioco lampo. Si legga l'articolo corrispondente per capire come invece esso possa essere utile.
Lo scacchista oggi
Facendo riferimento al punteggio Elo esistono 5 categorie di scacchisti:- Principianti – Sono scacchisti il cui punteggio Elo è inferiore a 1200 punti.
- Esordienti - Da 1200 a 1500 punti Elo
- Amatori – Da 1500 a 1800 punti Elo.
- Esperti – Da 1800 a 2100 punti Elo.
- Maestri – Oltre i 2100 punti Elo.
gli scacchi non sono un "gioco d'intelligenza".
Dovrebbe essere a tutti evidente che una persona intelligentissima che ha appena appreso le regole verrà facilmente sconfitta da un giocatore con Q.I. normale. Quindi l'intelligenza è solo una condizione facilitante. Gli scacchi, come la vita,sono un gioco dove l'esperienza, lo studio, la psicologia e l'intelligenza si fondono per avere la miglior prestazione possibile.
