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Il pedone isolato
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Il pedone isolato (isolano) è tipico di alcune aperture (come la Difesa Tarrasch, la Siciliana Alapin 2. c3 d5, il Gambetto di Donna accettato ecc.), ma può originarsi in ogni fase del gioco. Classicamente si tendeva a dare un'importanza molto grande a questo aspetto della posizione, mentre oggi si preferisce farlo rientrare in una valutazione più globale.
Occorre rilevare che in una visione moderna degli scacchi il pedone isolato non è un tumore inguaribile; a dire il vero appaiono anche ottimistiche le speranze di chi vede nel pedone isolato una grande forza per ottenere l'attacco e l'iniziativa.
Molto spesso le analisi di partite basate sul tema del pedone isolato sono molto superficiali e in genere non è difficile scoprire che la parte che ha perso poteva giocare decisamente meglio e non era certo spacciata già alla decima mossa! Spesso cioè esistono difese migliori di quelle usate in partita cosicché si comprende come la reale debolezza/forza di questi pedoni è la pressione psicologica che provocano nel difensore più che la loro oggettiva fragilità.
La debolezza o la forza del pedone isolato dipendono da come vengono sfruttati gli squilibri che esso genera, da come cioè vengono gestite le caratteristiche generali del gioco in presenza del pedone isolato:

il pedone isolato è tanto più debole (forte) quanto meno (più) la parte che lo possiede ha l'iniziativa.

La parte che lotta contro il pedone isolato deve:
  1. impedire al pedone di avanzare, magari cambiandosi con un proprio pedone o attaccando con profitto un pezzo.
  2. Occupare la casa davanti al pedone.
  3. Semplificare per arrivare al finale, smorzando l'iniziativa del possessore del pedone.
  4. Attaccare e distruggere il pedone.
Il possessore del pedone, oltre a contrastare i punti sopraccitati, deve sfruttare le case che il pedone controlla. Per capire la difficoltà della lotta contro il pedone isolato, partiamo da questa posizione (Kan-Bondarevsky, Tbilisi 1937).

Il pedone isolato

N

Il pedone isolato del Nero è ben bloccato e rappresenta sicuramente una debolezza (ma può servire anche come avamposto dei Cavalli; per questo, in genere, se spariscono i pezzi leggeri, l'isolato aumenta la sua debolezza); notiamo che, a causa del blocco, non può essere spinto per essere cambiato con un pedone avversario (uno dei metodi classici per eliminare la debolezza). Classicamente il Bianco starebbe meglio, ma con una visione più moderna della posizione la valutazione è più vicina a un pareggio del gioco, il vantaggio del Bianco deve quindi definirsi leggero. Umanamente parlando, il Bianco ha il vantaggio che ha un chiaro obbiettivo di attacco (il pedone isolato) e questo può sicuramente facilitare l'elaborazione di piani operativi. Noteremo infatti dai commenti che il conduttore di pezzi neri commette imprecisioni soprattutto perché "legato" dalla difesa al pedone.
13... Cg4?!
Se proprio si vuole spostare il Cavallo (si doveva considerare 13... Tfe8), era forse meglio lo spostamento in e4 sfruttando il pedone. L'idea del Nero è di liberare il Cavallo in d7 che con il Cavallo in f6 non si poteva muovere per la minaccia di Axf6 con doppiatura e isolamento dei pedoni neri. Fra l'altro con 13... Ce4 si attacca anche l'Alfiere (14. Ah4 g5 15. Ag3 Cf6).
14. Ah4 Ad8 (per spostare poi il Cavallo in b6) 15. Ag3 Af6 16. Cf3 (mettendo in luce l'inutilità di Cg4 che ora non può andare in e5) Cb6 16. h3 Ch6 17. Cf4 (ecco l'attacco a d5) Tfd8.

Il pedone isolato

B

Ora i pezzi Neri sono tutti legati. Il Bianco poteva continuare cambiando obbiettivo e attaccando i pezzi neri, per esempio con 19. Ch5 Ae7 20. Ac7 Td7 21. Ab6! dopodiché la struttura pedonale del Nero sarebbe diventata pessima. Invece Kan preferì attaccare ancora il pedone:.
19. Td3 Td7 20 Tad1 Tad8

Il pedone isolato

B

Ora il Bianco poteva trasferire il suo Alfiere nella casa d4, con la manovra 21. Ch5 Ae7 22. Ae5. Invece Kan gioca la più lenta 21. Ah2 ?!. I commentatori dell'epoca affibbiarono un punto esclamativo a questa mossa che però non è la migliore. Se ora il Nero giocasse la tutto sommato ovvia (è chiaro che aver tolto l'Alfiere da g3 indica la volontà di spingere in g4) 21... Cf5 rientrerebbe in partita. Invece Bondarevsky giocò la modesta 21... g6? Bondarevsky voleva evitare lo spostamento in h5 del Cavallo bianco con conseguente attacco all'Alfiere (come si nota la pressione ha portato per la seconda volta all'errore il conduttore dei pezzi neri).
22. g4! Ag7 23. Ag3 f6 24. Cd4!

Il pedone isolato

N

Lo scopo è evidente, portare un Cavallo in e6. In questo modo si minaccia la Torre in d8 (togliendo un difensore da d5) e, in subordine, il cambio di un pezzo leggero (l'Ag7).
24... Cf7 25. Cde6 Ce5 26 Cd8 Cd3+ 27. Cd3 Td8

Il pedone isolato

B

28. Cc5! E il pedone b7 cade. Si noti come la difesa del pedone isolato abbia provocato la caduta di un altro pedone combinando l'attacco diretto al pedone con attacchi ai pezzi che lo difendevano e sfruttando le disarmonie della loro posizione dovute alla forzatura della difesa.
Teoricamente il Nero poteva giocare mosse migliori, ma praticamente è sempre difficile doversi difendere a causa di una debolezza cronica.