La partita lampo
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Con l'avvento dei computer che hanno reso praticamente impossibile il gioco
per corrispondenza e poco sensato l'aggiornamento delle partite, molti
tornei fra professionisti hanno adottato cadenze rapide per definire ex
aequo (cioè come spareggi in caso di parità finale). Non è questa la sede
per discutere se abbia o meno senso che una partita di 5' possa assegnare un
titolo mondiale.
Vista la finalità didattica della nostra sezione Scacchi, è importante rispondere alla domanda:
Consideriamo infatti che tutti i giocatori medi sanno, nel bene o nel male, giocare lampo. La differenza fondamentale con chi ha imparato ieri le mosse degli scacchi è che a un giocatore medio bastano pochi secondi (diciamo una decina) per elaborare una mossa. La capacità di analizzare velocemente la posizione cresce quindi con la caratura dello scacchista e questa è una verità che nemmeno i detrattori più accaniti del gioco lampo possono contestare.
Non è ancora chiaro però se il gioco veloce possa far migliorare lo scacchista. Analizziamo i due casi possibili.
Quando non serve – Esistono alcune condizioni in cui il gioco lampo non produce nessun miglioramento prestativo:
Data una posizione, il forte giocatore individua "subito" almeno nel 90% dei casi le mosse più forti e scarta immediatamente le mosse deboli, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista strategico. Non a caso forti giocatori a cadenza normale sono per lo meno buoni giocatori a cadenza rapida. La differenza in punteggio Elo può essere in più o in meno di 200-300 punti, ma non di più. È pertanto del tutto illusorio che un giocatore di 1.900 punti Elo lampo ritenga di avere una comprensione scacchistica da 2.500 a cadenza normale.
Il gioco lampo può servire quindi a:
Si osservi per esempio questa posizione:

Il Nero gioca ottimisticamente 1... Ce5 guadagnando un pedone. È evidente che si tratta di una mossa inferiore, dettata da scopi puramente materialistici che dimentica l'importanza dell'iniziativa. Visto il Re non arroccato e la posizione della Donna sulla colonna c aperta, le mosse candidate dovrebbero essere 0-0, Db7, Ca5 (con attacco alla Donna) o la più sofisticata Ae4 (anche con l'idea Ad5) nel caso il Cavallo fosse inchiodato da una Torre bianca sulla colonna c. Strategicamente quindi Ce5 non può essere una mossa candidata perché lascia lo sviluppo del Nero talmente arretrato che a gioco corretto diventa difficile pareggiare la posizione. Infatti può seguire: 2. Af4! Ad6 3. Ae5 Ae5 4. Ab5+! ab5 5. Db5+ Dd7 5. Dd7 Rd7 6. Ce5+ e il Bianco ha guadagnato un pedone.
L'insegnamento che si può trarre è che il conduttore dei pezzi Neri ha la tendenza a inserire fra le mosse candidate anche mosse che guadagnano materiale in modo molto miope.
Vista la finalità didattica della nostra sezione Scacchi, è importante rispondere alla domanda:
giocare lampo serve?
Spesso il principiante gioca già a malapena con l'orologio, figuriamoci poi giocare una partita che dura al massimo 5' per giocatore. Si ha l'impressione di muovere totalmente a caso, senza capire nulla. In questa impressione sta la risposta al nostro quesito.Consideriamo infatti che tutti i giocatori medi sanno, nel bene o nel male, giocare lampo. La differenza fondamentale con chi ha imparato ieri le mosse degli scacchi è che a un giocatore medio bastano pochi secondi (diciamo una decina) per elaborare una mossa. La capacità di analizzare velocemente la posizione cresce quindi con la caratura dello scacchista e questa è una verità che nemmeno i detrattori più accaniti del gioco lampo possono contestare.
Non è ancora chiaro però se il gioco veloce possa far migliorare lo scacchista. Analizziamo i due casi possibili.
Quando non serve – Esistono alcune condizioni in cui il gioco lampo non produce nessun miglioramento prestativo:
- quando si gioca in condizioni di stanchezza evidente, con scarsa lucidità; per esempio dopo ore di gioco lampo a finalità solo agonistiche;
- quando si snatura il proprio gioco, giocando varianti dubbie o con stile esageratamente aggressivo;
- quando si gioca sul tempo (cioè speculando sistematicamente sulla ristrettezza di tempo dell'avversario).
Data una posizione, il forte giocatore individua "subito" almeno nel 90% dei casi le mosse più forti e scarta immediatamente le mosse deboli, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista strategico. Non a caso forti giocatori a cadenza normale sono per lo meno buoni giocatori a cadenza rapida. La differenza in punteggio Elo può essere in più o in meno di 200-300 punti, ma non di più. È pertanto del tutto illusorio che un giocatore di 1.900 punti Elo lampo ritenga di avere una comprensione scacchistica da 2.500 a cadenza normale.
Il gioco lampo può servire quindi a:
- mettere a punto il proprio repertorio di aperture;
- migliorare nella gestione delle mosse candidate.
Si osservi per esempio questa posizione:

Il Nero gioca ottimisticamente 1... Ce5 guadagnando un pedone. È evidente che si tratta di una mossa inferiore, dettata da scopi puramente materialistici che dimentica l'importanza dell'iniziativa. Visto il Re non arroccato e la posizione della Donna sulla colonna c aperta, le mosse candidate dovrebbero essere 0-0, Db7, Ca5 (con attacco alla Donna) o la più sofisticata Ae4 (anche con l'idea Ad5) nel caso il Cavallo fosse inchiodato da una Torre bianca sulla colonna c. Strategicamente quindi Ce5 non può essere una mossa candidata perché lascia lo sviluppo del Nero talmente arretrato che a gioco corretto diventa difficile pareggiare la posizione. Infatti può seguire: 2. Af4! Ad6 3. Ae5 Ae5 4. Ab5+! ab5 5. Db5+ Dd7 5. Dd7 Rd7 6. Ce5+ e il Bianco ha guadagnato un pedone.
L'insegnamento che si può trarre è che il conduttore dei pezzi Neri ha la tendenza a inserire fra le mosse candidate anche mosse che guadagnano materiale in modo molto miope.
