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La notazione algebrica
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Per descrivere la posizione dei pezzi sulla scacchiera e le mosse che si eseguono è prassi usare la notazione algebrica. Come nella battaglia navale, ogni casella della scacchiera viene descritta da una coppia di simboli: una lettera che dà la posizione orizzontale e un numero che dà la posizione verticale. Osservate il diagramma che segue:
 
notazione algebrica
 
La Donna bianca inizialmente è nella casa d1, mentre i Cavalli neri sono nelle case b8 e g8. Se come prima mossa si spinge il pedone davanti alla Donna bianca, la mossa sarà d2 (casa di partenza)-d4 (casa di arrivo). In genere per comodità si indica solo la casa di arrivo. Per esempio la posizione del diagramma seguente è stata ottenuta dopo le seguenti mosse:
 
1. d4 d5
2. c4 e6
3. Cf3 Cf6
4. g3
 
prime mosse
 
e tocca ora al Nero completare la sua quarta mossa.
La cattura di un pezzo viene indicata con una x; in altri casi non la si indica, semplicemente dandola per scontata dal fatto che il pezzo che arriva sulla casa cattura quello che vi è allocato. Nel caso dei pedoni si indica comunque la casa di partenza del pedone che cattura.
Ritornando alla quarta mossa del Nero, se ora volesse catturare con il pedone in d5 il pedone bianco in c4, la cattura potrebbe essere indicata con dxc4 oppure con la semplice dc4.
Analogamente lo scacco è indicato normalmente (ma non è obbligatorio) con un + come suffisso alla mossa che dà scacco. Per indicare lo scacco matto si usa il suffisso # alla mossa vincente.
Esiste poi la possibilità di commentare le mosse introducendo un punto esclamativo (bella mossa) o un punto di domanda (mossa cattiva), eventualmente raddoppiati. Un !? indica una mossa interessante, mentre ?! una mossa dubbia.
Provate a ricostruire sulla scacchiera la seguente partita.
1.e4 e5 2.Cf3 f6 3.Ce5 fe5 4.Dh5+ g6 5.De5+ Ae7 6.Dh8 Rf8 7.Ac4 Cc6 8.Dg8# 1–0
 
partita
 
Il diagramma soprariportato identifica la posizione finale (notate che 1-0 indica la vittoria del Bianco; la vittoria del Nero è indicata con 0-1, la patta con 1/2 o con notazioni simili).

Un utile esercizio

Il principiante deve esercitarsi a identificare le case della scacchiera senza utilizzare l'indicazione delle coordinate che a volte compare su due lati della scacchiera stessa. Dovrebbe per esempio sapere se la casa g6 è camposcuro o campochiaro oppure rispondere subito se un Alfiere in b8 controlla o meno la casa g1. Una padronanza di questa visione della scacchiera evita che spesso se ne dimentichi una parte (errore tipico del principiante). Non a caso, giocatori di media forza (diciamo attorno ai 2000 punti Elo) riescono a giocare a scacchi alla cieca perché ormai possiedono una perfetta padronanza delle case della scacchiera; viceversa ci sono giocatori anche più forti che hanno ancora difficoltà a "muoversi al buio" e non a caso sono soggetti a clamorose sviste.
Mi ricordo una partita di un torneo di prima nazionale nella quale avevo una posizione pessima ed ero pronto ad abbandonare:
 
torneo a Bologna
 
Il mio avversario pensava da molti minuti (pensavo: "ma cosa pensa?"); poi a un tratto giocò l'assurda Te8+?? Dopo un attimo di sorpresa, presi la Torre in a8 e catturai la Torre bianca. Il mio avversario sobbalzò e nel silenzio della sala gridò "ma quella torre non c'era!". Chiamò l'arbitro e pretese la ricostruzione della partita (è per questo che nei tornei si deve obbligatoriamente scrivere la propria mossa), mentre la tensione era alimentata da un mio amico che raccontava a tutti con aria molto seria che ero solito a quei trucchi, "che al circolo facevo sempre così", facendo comparire pezzi che non c'erano. Dopo aver constatato che la Torre c'era sempre stata, il mio avversario abbandonò. Passato lo shock, al turno successivo, venne a scusarsi, era molto abbattuto per aver messo in dubbio la mia sportività; la sua prostrazione era eccessiva e non trovai di meglio che buttar lì un "può capitare a tutti di dimenticare una Torre". Lui commentò sconsolatamente: "forse, ma a me capita spesso, visto che confondo ancora la casa b5 con quella g4!".
Quel giorno capii l'importanza di "sentire la scacchiera" senza vederla.