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Il giocatore di scacchi
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La nostra moderna visione degli scacchi definisce implicitamente le caratteristiche più importanti di uno scacchista. Si deve prioritariamente osservare che

l'importanza dei vari fattori di prestazione dipende dalla forza del giocatore.

Questo è purtroppo un concetto che la vecchia didattica scacchistica non prendeva in considerazione.
Come esempio banale si può citare quello del principiante che ha studiato perfettamente tutta la materia sui finali di Re e pedone, conosce alla perfezione (cioè a memoria!) il suo repertorio di aperture, ma poi non vede il matto in una mossa che il suo avversario minaccia.
Pertanto per ogni fattore, daremo un'indicazione anche della sua importanza in relazione alla forza di gioco (tralasciamo i giocatori professionisti per i quali tutto è importante!). Ricordiamo che i giocatori principianti/esordienti li classifichiamo sotto ai 1.500 punti Elo, i giocatori medi (amatori ed esperti) fra i 1500 e i 2.100 punti Elo e i giocatori avanzati sopra i 2.100 punti Elo.
 
 
Tattica
Principiante/esordiente
Giocatore medio
Giocatore avanzato
 
Può essere definita come la capacità di trovare e calcolare combinazioni. È importante a tutti i livelli, probabilmente la caratteristica più generale e fondamentale. Infatti una delle caratteristiche più evidenti del principiante è la carenza tattica. In uno dei primi tornei cui partecipai, vidi un maestro sconfiggere un principiante con una delle aperture più dubbie in assoluto: 1. f3 ... 2. Rf2. Il maestro limitò i danni in apertura e poi approfittò degli incredibili svarioni tattici del principiante.
Al principiante che non fosse convinto di quanto detto, consiglio di provare (cliccare sul link) a giocare contro Junior Chess con scarse conoscenze di aperture, strategicamente molto scarso, senza una conoscenza reale dei finali, ma forte tatticamente.
 
Strategia
Principiante/esordiente
Giocatore medio
Giocatore avanzato
 
Può essere definita come la comprensione della posizione con la capacità di elaborare piani significativi per lo svolgimento della partita. Contrariamente alla visione classica, la strategia per il principiante è sicuramente meno importante della tattica. Se il giocatore non ambisce a livelli medi (ricordiamo che un giocatore con la forza di 1.600 punti Elo batte facilmente qualsiasi giocatore da caffè...), la comprensione strategica dei soliti concetti (pedone debole, colonna aperta, blocco ecc.) è talmente vaga e teorica che difficilmente riuscirà a metterla in pratica senza una salda competenza tattica. Osservate questa posizione, frutto di una mia partita "rubata" in prima nazionale (1992).
 
Il giocatore di scacchi

B

La superiorità strategica del Bianco è indubbia, si può dire che abbia partita vinta. Notiamo la "bellissima" posizione dell'Alfiere in h8, chiuso dal suo Re in g7; che dire della Torre in g8 e dei pezzi sull'ultima traversa, il Cf8 e l'Ac8? Anzi, l'ultima mossa del Nero è stata proprio Ad7-c8 (probabilmente il mio avversario pensava che spostassi poi l'Alfiere in b7 attaccando la Torre in h1)!
Il Bianco può vincere in vari modi (per esempio 1. Cd4), ma invece si suicida con 1. h5?? cui segue 1... Aa6! e il Bianco perde la Donna.
Dare 3 stelle alla strategia non significa non considerarla, ma utilizzare un approccio top-down: essere in grado di comprendere gli elementi strategici quando sono chiarissimi nella posizione, utilizzando esempi in cui la scelta strategica è veramente unica. Per arrivare alle finezze strategiche tipiche del Grande Maestro c'è tempo...
 
Aperture
Principiante/esordiente
Giocatore medio
Giocatore avanzato
 
Molti giocatori studiano le aperture in modo meccanico, altri cercano di giocare quelle che presentano trappole e modi "per vincere facile", altri infine le odiano e cercano aperture strane per evitare la teoria. Tutti questi comportamenti sono errati.
Al principiante si può consigliare di non studiare nulla se non le caratteristiche generali dell'apertura; dopo un periodo di training "libero" potrà capire quali schemi gli siano più congeniali e potrà approfondirli; per il giocatore medio si potrebbe dire che la cosa più importante non sono le aperture in sé, ma l'imparare a capire come si studiano, indirizzandosi verso ciò che serve veramente.
 
Finali 
Principiante/esordiente
Giocatore medio
Giocatore avanzato
 
L'importanza dei finali per il principiante è minima. Ciò farà inorridire tutti i classici che sostengono che i finali sono fondamentali per comprendere gli scacchi, ma basta riflettere: a cosa serve sapere come dare matto con Cavallo e Alfiere se lascio in presa la Donna nel centro partita?
Per quanto riguarda il giocatore medio, è abbastanza inutile perdersi in finali complicatissimi che anche Grandi Maestri non hanno saputo giocare.

Spirito autocritico

Sicuramente la psicologia gioca un ruolo importante nella prestazione di uno scacchista. Per arrivare a buoni livelli è tuttavia possibile mascherare difetti psicologici con un buon risultato nei fattori sopraesposti. L'unico tratto psicologico fondamentale è la capacità di imparare dai propri errori, cioè di non ripeterli. Perché ciò avvenga è fondamentale avere un buon spirito di autocritica.
Lo scacchista che ritiene sempre di aver partita vinta, che ritiene la sua posizione sempre superiore, che esalta i fattori in cui è bravo e minimizza quelli in cui non lo è, che non abbandona mai "perché non ci sta a perdere", molto difficilmente arriverà al livello avanzato.