Il cambio
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Sono stati scritti diversi libri sul cambio; molti di essi
oggi non hanno più senso perché la questione si può riassumere in due punti.
Infatti il cambio serve per:
a) migliorare la propria posizione (cioè il cambio è vantaggioso); tale situazione subordina il cambio a considerazioni strategiche generali, essendo ben chiaro che nessun cambio in sé può dirsi vantaggioso se la posizione peggiora!
b) Dirigere la partita verso posizioni che riteniamo più congeniali. Per esempio un cambio può portare in un finale contro un giocatore che notoriamente non ama i finali; oppure crea condizioni strategiche nelle quali, senza avere un evidente vantaggio, ci sentiamo a nostro agio, magari per la sola esperienza nel giocarle (soddisfano a questa condizione molti cambi effettuati in apertura). I principianti usano questo punto cambiando subito i Cavalli, pezzi di cui temono le scorrerie.
Il cambio è sicuramente una delle situazioni strategiche in cui il colpo d'occhio del giocatore è fondamentale.
Il punto a) spiega chiaramente che si cambia per avere un miglioramento strategico (per esempio un nostro pezzo cattivo per uno buono avversario, per aprire o chiudere il gioco, per rendere stabile un avamposto ecc.) oppure tattico (per una combinazione o un semplice guadagno materiale); quindi la domanda che dobbiamo porci dovrebbe essere la seguente: se non cambiamo esistono alternative altrettanto o addirittura più valide? Come si può capire solo i giocatori migliori (e spesso nemmeno loro!) possono rispondere sempre a questa domanda con completa cognizione di causa. La risposta è tanto più difficile quanto meno il vantaggio è evidente a breve.
Il cambio è spesso usato per controllare le case di un determinato colore; in alcuni casi si è nel caso a), cioè il controllo assicura effettivamente un vantaggio, in altri si tratta solo di un espediente psicologico che semplifica le nostre operazioni.
Nella Savon-Spassky (Baku, 1961) il Bianco giocò 13. f5?
Anche in questa posizione (Makogonov-Botvinnik, Sverdlovsk, 1943) è abbastanza facile comprendere che due cambi assicurano un forte avamposto a un Cavallo per l'incapacità del Bianco di controllare le case chiare:
Nella Fischer-Petrosian (Buenos Aires, 1971) il Bianco propose il cambio in c5 dell'Alfiere con l'obiettivo di portare un Cavallo in c5.
La partita continuò con: 16... Tfe8 17. Ae7 Te7 18. b4 Rf8 19. Cc5 (prima fase del piano) Ac8 20 f3 (una mossa non ancora necessaria, giocata per sottrarre la casa e4 al Cavallo e lasciare la casa f2 asl Re) Tea7?1 21. Te5 Ad7 22. Cd7+
Ancora un cambio non strettamente necessario (erano buone anche mosse come 22. a4 o 22. Tc1), ma Fischer usa il cambio per entrare velocemente in settima: 22... Td7 23. Tc1 Td6 24. Tc7 Cd7 25. Te2 g6 26. Rf2 h5 27. f4 h4 28. Rf3 f5 29. Re3 d4+ 30. Rd2 Cb6 31. Tee7 Cd5 32. Tf7+ Re8 33. Tb7 Cb4 34. Ac4 (1-0).
a) migliorare la propria posizione (cioè il cambio è vantaggioso); tale situazione subordina il cambio a considerazioni strategiche generali, essendo ben chiaro che nessun cambio in sé può dirsi vantaggioso se la posizione peggiora!
b) Dirigere la partita verso posizioni che riteniamo più congeniali. Per esempio un cambio può portare in un finale contro un giocatore che notoriamente non ama i finali; oppure crea condizioni strategiche nelle quali, senza avere un evidente vantaggio, ci sentiamo a nostro agio, magari per la sola esperienza nel giocarle (soddisfano a questa condizione molti cambi effettuati in apertura). I principianti usano questo punto cambiando subito i Cavalli, pezzi di cui temono le scorrerie.
Il cambio è sicuramente una delle situazioni strategiche in cui il colpo d'occhio del giocatore è fondamentale.
Il punto a) spiega chiaramente che si cambia per avere un miglioramento strategico (per esempio un nostro pezzo cattivo per uno buono avversario, per aprire o chiudere il gioco, per rendere stabile un avamposto ecc.) oppure tattico (per una combinazione o un semplice guadagno materiale); quindi la domanda che dobbiamo porci dovrebbe essere la seguente: se non cambiamo esistono alternative altrettanto o addirittura più valide? Come si può capire solo i giocatori migliori (e spesso nemmeno loro!) possono rispondere sempre a questa domanda con completa cognizione di causa. La risposta è tanto più difficile quanto meno il vantaggio è evidente a breve.
Il cambio è spesso usato per controllare le case di un determinato colore; in alcuni casi si è nel caso a), cioè il controllo assicura effettivamente un vantaggio, in altri si tratta solo di un espediente psicologico che semplifica le nostre operazioni.
Nella Savon-Spassky (Baku, 1961) il Bianco giocò 13. f5?
N
Un grave errore per un forte giocatore. Dopo 13.... Ac4! 14 dc4 l'Alfiere campochiaro del Bianco è molto cattivo e la coppia degli alfieri in questa posizione non vale nulla (per lo stesso motivo, il Nero avrebbe commesso un errore se avesse giocato 13... Af7 o 13.... Ag8).Anche in questa posizione (Makogonov-Botvinnik, Sverdlovsk, 1943) è abbastanza facile comprendere che due cambi assicurano un forte avamposto a un Cavallo per l'incapacità del Bianco di controllare le case chiare:
N
Dopo 13... Ac3 14. bc3 Af5 15. Af5 Df5 nulla può impedire al Cavallo di portarsi in e4.Nella Fischer-Petrosian (Buenos Aires, 1971) il Bianco propose il cambio in c5 dell'Alfiere con l'obiettivo di portare un Cavallo in c5.
B
Nonostante Fischer abbia poi vinto la partita e 16. Ac5 sia stata spesso accreditata di un punto esclamativo, nella posizione di partenza era sicuramente possibile giocare anche altre mosse come 16. Cc5, 16. Ad4 o la semplice 16. a3: il vantaggio del Bianco è netto e la partita non è certo vinta per 16. Ac5!. Fischer però sentiva che il cambio degli Alfieri camposcuro era più consono al suo modo di giocare e optò per questa continuazione.La partita continuò con: 16... Tfe8 17. Ae7 Te7 18. b4 Rf8 19. Cc5 (prima fase del piano) Ac8 20 f3 (una mossa non ancora necessaria, giocata per sottrarre la casa e4 al Cavallo e lasciare la casa f2 asl Re) Tea7?1 21. Te5 Ad7 22. Cd7+
Ancora un cambio non strettamente necessario (erano buone anche mosse come 22. a4 o 22. Tc1), ma Fischer usa il cambio per entrare velocemente in settima: 22... Td7 23. Tc1 Td6 24. Tc7 Cd7 25. Te2 g6 26. Rf2 h5 27. f4 h4 28. Rf3 f5 29. Re3 d4+ 30. Rd2 Cb6 31. Tee7 Cd5 32. Tf7+ Re8 33. Tb7 Cb4 34. Ac4 (1-0).
