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Apertura: un esempio
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Per definire un metodo di studio, fissiamo l'attenzione su un'apertura: la difesa Moderna. In genere il giocatore che la sceglie vuole evitare le linee battute, avere una posizione dinamica, anche se spesso contratta, a volte difficile.
Secondo alcuni (Khalifman) la difesa Moderna, a dispetto del nome, perderà lentamente di popolarità, distrutta dal rapido diffondersi dell'informazione che oggi porta velocemente anche a giocatori di media forza le novità in tema di aperture. Secondo i detrattori della Moderna, basta trovare anche una sola linea in cui il Nero è in netto svantaggio e la difesa sarà ben presto dimenticata. Sta di fatto che tali varianti veramente critiche attualmente non sono ancora definite esattamente e fortissimi giocatori continuano a rispondere 1... g6.
Inoltre vale il cosiddetto teorema della Moderna: mentre per aperture poco dinamiche in una posizione che favorisce il Bianco è relativamente semplice trovare la continuazione migliore, in posizioni confuse anche se leggermente favorevoli al Bianco, è facile sbagliare e assistere a continui capovolgimenti di fronte, alla fine dei quali vince sempre il giocatore che ha una migliore visione del gioco. In altri termini un lieve svantaggio è più facilmente recuperabile in un'apertura dinamica e tattica rispetto a una molto "scontata".
Come giudizio riassuntivo, la Moderna è quindi un'apertura giocabile anche se non può essere certo definita fra le migliori (non a caso, anche forti giocatori che aprono con 1... g6 poi rientrano in altre aperture come l'Est Indiana).
Della difesa Moderna studieremo le linee che nascono da una tipica apertura di Donna, nella quale viene spinto il pedone c del Bianco (1. d4 g6 2. c4 Ag7 3. Cc3 d6 4. e4).

Le aperture

B

Questa è la posizione di partenza della variante Averbach della difesa Moderna. Supponiamo di aver letto le migliori monografie sul mercato e di esserci fatti un'idea della difficoltà cui andiamo incontro. Ci accorgiamo che alla quarta mossa il Nero ha diverse possibilità:
A) rientrare nell'Est Indiana con 4... Cf6. è la soluzione più sicura e più forte, ma espone il Nero a uno studio di una miriade di linee.
B) Giocare 4... Cc6, la variante Averbach classica.
C) Giocare 4... Cd7.
D) Giocare 4... e5.
Supponiamo, nel vero spirito della Moderna, di escludere la scelta A. Si deve decidere fra le altre tre linee, scegliendo gli strumenti giusti.
Un esempio di giudizio partigiano lo abbiamo riguardo alla linea classica, la B. Alcune monografie sulla Moderna (come quella di Soltis) la propongono addirittura come l'unica possibilità; altre (come quella di Spielmann-McDonald) la propongono come la migliore fra B, C e D. Peccato che dopo aver letto decine di pagine, aver esaminato centinaia di varianti si scopre che sì, ci sono delle difficoltà. Il grave non è tanto che il Nero ha nelle varianti più forti un leggero svantaggio, quanto che esiste una variante di patta forzata. Ciò è particolarmente demotivante perché se si gioca con un avversario inferiore che conosce i nostri gusti si è "obbligati" a pattare. La variante critica è questa: 
1. d4 g6 2. c4 Ag7 3. e4 d6 4. Cc3 Cc6 5. d5 Cd4 6. Ae3 c5 7. Cge2 Db6 8. Cd4 cd4 9. Ca4 Da5+ 10. b4 Db4+ 11. Ad2 Da3 12. Ac1 Db4+.
La monografia di Hillarp Persson suggerisce di rientrare nell'Est Indiana o di giocare la variante D, 4... e5. Cosa fare? A questo punto è opportuno affidarsi a un ottimo database.
Se il database è sufficientemente veloce, ha un numero elevato di partite e se queste sono significative (per esempio si possono filtrare le doppie e si tengono solo quelle dove entrambi i giocatori superano i 2300 punti Elo) si può avere subito un colpo d'occhio della situazione, senza dover scoprire dopo ore di letture gli inconvenienti legati ai sopradescritti problemi delle monografie.
Attualmente (2010) il database migliore per uno studio efficiente e veloce delle aperture è senz'altro ChessBase dal quale è possibile estrarre facilmente il database delle partite in cui entrambi i giocatori hanno Elo superiore a 2300. Poi da questo database si può estrarre un libro di aperture che sostanzialmente non è che l'insieme delle statistiche delle varie mosse.
Il libro di aperture può poi essere studiato con un forte programma, per esempio Deep Rybka.
Nell'immagine sottostante vediamo l'interfaccia di Rybka per la posizione di Averbach.
A destra troviamo la suddivisione delle risposte del Nero, dalla più comune 4... Cf6 (23.740 volte) che fa rientrare nella difesa Est-Indiana (con decine di migliaia di partite che compaiono magicamente se scegliamo di continuare con 4. Cf6, di solito giocata prima di d6) alla strana 4. Ca6 giocata in sole 6 partite.

Le aperture
Notiamo che le partite associate alle tre varianti hanno queste percentuali (si riferiscono ai punti del Bianco):
B 4... Cc6   60,9%
C 4... Cd7   58,6%
D 4... e5     56,1%
Per la variante B il giudizio è di leggero vantaggio per il Bianco, per C o D di leggero vantaggio o di parità. In realtà si scopre presto che il giudizio di parità vale per rientri nell'Est Indiana per cui con la Moderna classica ci si deve rassegnare a un leggero vantaggio per il Bianco, cosa non grave visto il "teorema della Moderna".
Sarebbe ovviamente semplicistico scegliere in base alla percentuale di successo perché si dovrebbe anche tener conto della forza dei giocatori. Ovvio che se una variante è scelta da giocatori più forti otterrà uno score migliore, ma non è detto che sia la più forte in assoluto!
Usiamo Rybka per decidere fra C e D, avendo come riferimento le due monografie sulla Moderna, quella di Speelman-McDonald che praticamente non tratta 4... e5 e sostiene 4... Cd7 e quella di Hillarp Persson che non tratta 4... Cd7 e sostiene 4... e5. Entrambe le monografie sono piuttosto oggettive, evitando semplicistici toni trionfalistici a favore del Nero.

Analisi di 4... Cd7

Le aperture

B

Scorrendo Rybka, si arriva facilmente a questa posizione (le prime mosse che arrivano alla posizione di Averbach possono essere invertite) molto giocata:
1. e4 g6 2. d4 Ag7 3. c4 d6 4. Cc3 Cd7 5. Cf3 e5 6. Ae2 Ce7 7. 0-0 0-0 8. Ae3 h6


Le aperture

B

Ora si scopre che la monografia di Speelman giudica la posizione come difficile per il Nero (a meno di miglioramenti; viene citata la partita Cebalo-Minic, Zagabria 1969) se il Bianco gioca bene la Donna (Cebalo la giocò in c2). Non a caso Rybka ci dice che 9. Dd2 ha un 45,3% (ricordiamo che si riferisce al Bianco) e 9. Dc2 ha un 83,3% di vittorie; ma le partite con 9. Dc2 sono solo 3. Rybka (a profondità 16, quindi a un livello profondo) dà un netto vantaggio del Bianco, quasi un pedone per 9. de5!? (che nel database ha due sole partite con una vittoria e un pareggio per il Bianco) e vantaggi piuttosto netti per mosse di Donna. La situazione non è confortante.

Analisi di 4... e5

Le aperture

B

Qui l'analisi è più complessa perché il Bianco ha ben 5 possibilità, tutte abbastanza giocate:
  • 5. de5
  • 5. Cf3
  • 5. Cge2
  • 5. d5
  • 5. Ae3.
Per le ultime due sia Rybka, la monografia di Hillarp Persson e Fritz sono concordi nel giudizio: il Nero non ha problemi. Questo è già più incoraggiante rispetto alla variante 4... Cd7 perché il Bianco (se non è un forte giocatore) può facilmente sbagliare ed entrare in una partita pari.
5. de5 – Rybka ci dice che la stragrande maggioranza delle partite arriva al cambio delle Donne e alla posizione seguente:

Le aperture

B

Ora, secondo Rybka e la monografia, la variante critica è 7. f4. 7... Ae6 ha lo score migliore ed è anche quella suggerita da Hillarp Persson. Dopo 8. Cf3 se seguiamo Rybka arriviamo alla variante teorica 8... Cd7 9. Ae2. Le mosse del Bianco sono logiche, mentre ora le alternative del Nero (9... h6 e 9... Ce7) portano ai deludenti score del 34,4 e 31,2%. Citando la Agrest-Morozevich (Calvia 2004) Hillarp Persson propone 8... Cc6 e dopo la più forte 9. fe5 (9. Ae3 è ribattuta dalla semplice 9... Cf6) propone il miglioramento 9... h6. Non esistono partite con questa mossa che ha tutta l'aria di far parte dell'arsenale di Morozevich e degli altri forti giocatori che giocano la variante. Verifichiamola con Rybka e scopriamo che la linea suggerita da Hillarp Persson regge: 10. Af4 g5 11. 0-0-0 Rc8 12. Ag3 g4. Peccato che il Bianco possa giocare molte altre linee, fra cui 10. Ae3 (rende inutile la spinta g5) Ce5 11. Ad4 con chiaro vantaggio del Bianco (Rybka; la Torre in a8 non è il massimo).

Le aperture

B

Notiamo come nel nostro lavoro abbiamo mischiato le informazioni provenienti da Rybka e dalla monografia per arrivare a una variante critica. Ripetiamo il metodo anche per le altre due mosse interessanti.
5. Cf3 – Si noti che Speelman nella sua monografia accenna a 4... e5, ma la scarta dopo poche righe analizzando solo la variante 5... ed4 dopo 5. Cf3 o 5. Cge2. Hillarp Persson sceglie invece 5... Cc6 che, fra l'altro, ha uno score migliore di 5... ed4. Rybka ci dice che esistono due varianti critiche dopo 5... Cc6.
a) 6. d5 Cce7 7. Ae2 h6!?

Le aperture

B

La mossa 7... h6 è analizzata in dettaglio da Hillarp Persson, ma dopo 8. 0-0 f5 (Gleizerov-Pedzich, Cappelle la Grande, 1995) il Nero non supera l'esame di Rybka che gioca 9. ef5 Cf5 10. g4!N Cfe7 11. Cd2 con l'idea di portare il Cavallo in e4 e posizione preferibile per il Bianco. Inoltre Rybka oltre all'arrocco suggerisce altre linee come per esempio la semplice 8. h3..
b) 6. Ag5 f6 7. Ae3 Ch6

Le aperture

B

Dopo 8. de5 de5 9. Dd8 Rd8 10. 0-0-0 Ad7 11. h3 Rc8 12. c5 Cf7 il Nero ha un ottimo score (la monografia cita la storica Karpov-Seirawan, Roquebrune, 1992, vinta dal Nero), ma sembra che ciò sia dovuto all'effetto sorpresa. Infatti Rybka smonta l'analisi di Hillarp Persson: 13. Ac4 Ccd8 14. Td3 Ae6 15. Cd2 Ac4! 16. Cc4 Ce6 17. Thd1 Td8 proponendo il miglioramento 18. Cd5! (anziché 18. b4 Td3! 19. Td3 c6 20. Cd6+ Cd6 21. Td6 Cf8 22. a4 Rc7 con posizione equilibrata)  c6 19. Cdb6+! ab6 20. Cb6+ Rb8 21. Ca8 Td3 22. Td3 Ra8 23. Td7 con netto vantaggio del Bianco.
5. Cge2 – Non è la più giocata fra le più note perché in effetti non è psicologicamente immediato porre il Cavallo davanti all'Alfiere e viene più spontaneo giocare 5. Cf3. Lo sviluppo in e2 deve quindi ritenersi tipico di chi ha già una certa conoscenza della variante (dalla parte del Bianco). Si scopre che esistono due varianti critiche.
a) 5. Cge2 Cc6 6. Ae3 Ch6 7. f3 f5

Le aperture

B

Ora dopo 8. Dd2! sembra che siano giocabili sia 8... f4 sia 8... Cf7 con leggero vantaggio del Bianco. Con 8... fe4 nel database esistono solo partite di forti giocatori degli anni '90 con 9. Ce4, dopodiché il gioco è equilibrato. Hillarp Persson e Rybka però ci avvertono che la mossa 8... fe4 è cattiva a causa della variante 9. d5! ef3 10. dc6 fe2? 11. Ag5 ef1=D+ 12. Tf1 Dg5 13. Dg5 bc6 14. Ce4 con vantaggio per il Bianco.
La seconda variante critica secondo Hillarp Persson (lo score è un impressionante 79%) è:
b) 5. Cge2 Cc6 6. d5 Cce7 7. h4! h6!
Secondo la monografia il Nero dovrebbe giocare 7... f5. Però dopo 8. h5! Ch6! 9. hg6 hg6 10. ef5 gf5 11. Cg3 Cf7 12. Ch5 Tg8 la linea suggerita da Hillarp Persson è confusa, ma il Bianco ha sicuramente le migliori chance. Rybka propende invece per 7... h6! Infatti dopo 8. h5 g5 (ora il Cavallo in g3 non ha buone case) 9. Cg3 f5 10. ef5 Cf5 11. Cf5 Af5 12. Ad3 Ce7 il Nero pareggia il gioco come nella Krol-Holberg (Aarhus 1987).
 
La nostra analisi della variante Averbach della Moderna è terminata. Non pretende di essere esaustiva, ma sicuramente dimostra le difficoltà di 4... e5 che appare giocabile, ma va incontro a molte linee in cui il Nero esce piuttosto male. Un esempio di come una linea secondaria sia inferiore ad aperture principali, scartate perché troppo teorizzate. Non a caso, in molte linee la scelta migliore è rappresentata dallo sviluppo del cavallo in f6 con rientro nell'Est-Indiana.

Crearsi il proprio database

Una volta scelto il tipo di apertura, è vivamente consigliabile utilizzare mezzi informatici. Per esempio utilizzando Fritz o Rybka si può introdurre una variante di apertura come una qualunque partita (che ovviamente non è terminata, ma possiede tutti i commenti che desideriamo annotare), nominare la partita con il nome dell'apertura, raccogliere tutte le aperture in un database delle aperture e poi usare le funzioni del programma per rivederle, studiarle ecc. Ecco come appare una variante del controgambetto Albin e la posizione finale.
 
(9) D08-D09-Albin [D09]
06.08.2004
1.d4 d5 2.c4 e5 3.dxe5 d4 Il Bianco apre il fianchetto. Il Nero cerca l'attacco con Ah3, h7-h5-h4, Ag2, hg3 e Dh3+ 4.Cf3 Il Bianco preme su d4 e b7 4...Cc6 [4...c5?! 5.e3!] 5.g3 Ae6 [5...Af5 6.a3; 5...Ag4 6.Ag2 Dd7 7.0–0 0–0–0 8.Db3 Cge7 (8...Ah3 9.e6 Axe6 (9...Dxe6 10.Cg5 !!!) 10.Ce5 Dd6 (10...Cxe5 11.Dxb7#) 11.Cxc6 bxc6 12.Da4) 9.Td1 Df5 (9...Cg6 10.Cxd4 !!) 10.Cxd4 (10.Ca3 Il Cavallo va in c2) 10...Txd4 11.Txd4 Cxd4 12.Dxb7+ Rd8 13.Cc3 Cxe2+ 14.Cxe2 Axe2 15.Ae3] 6.Cbd2 Dd7 7.Ag2 0–0–0 8.0–0 h5 9.Da4 Debole a7.
Il repertorio delle aperture
L'impiego di mezzi informatici è molto utile perché i commenti possono essere colorati e impaginati facilmente. Tuttavia è consigliabile stampare le partite su schede e studiare su carta, anziché a video. Infatti su carta è possibile aggiungere ulteriori commenti (come sottolineature particolari, porzioni di testo in evidenza ecc.), cosa che, insieme alla sequenza di un raccoglitore cartaceo, consente una migliore memorizzazione che non con il solo lavoro a video.
L'uso del programma deve essere integrato anche con un database scacchistico (come Chessbase) per selezionare le partite da studiare. Come detto, è consigliabile inserire nel repertorio solo partite in cui almeno uno dei due giocatori sia di forza pari o superiore ai 2300 punti Elo. Fra l'altro, Chessbase possiede la funzione Training (Allenamento) con cui è possibile rigiocare la partita memorizzata nel database delle aperture come se si fosse di fronte a un insegnante che ci prova la variante.
Una volta definita l'apertura, possiamo recuperare dal database le partite che corrispondono alle nostre scelte, magari scegliendo quelle dove i giocatori "dalla nostra parte" sono comunque giocatori forti, diciamo sopra i 2300 punti Elo.
Le partite possono essere poi studiate con particolare attenzione ai piani del mediogioco e ai finali che ne derivano.