Test clinici hanno dimostrato che...
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Vediamo gli errori più comuni che inficiano il messaggio.
Errori sul campione – Si sceglie un campione apparentemente buono, ma che in realtà non lo è affatto. Un esempio lampante è l'uso dei fitosteroli per la prevenzione della colesterolemia. Se devo spingere un prodotto naturale a base di fitosteroli (steroli vegetali) scelgo un campione di persone che non solo hanno la colesterolemia alta, ma che assumono alimenti molto ricchi di colesterolo. Il prodotto funziona e il colesterolo si abbassa di una frazione percentuale; da qui il consiglio: dieta senza cibi ricchi di colesterolo + prodotto e tutto è sotto controllo. Come hanno però dimostrato Drewitt e Ayesh (1999), i fitosteroli non funzionano in persone che seguono una dieta corretta. Il prodotto da utilissimo diventa inutile perché se assunto con dieta corretta è inefficace nel ridurre il colesterolo endogeno.
Errore di funzione – Si gioca sul cambiamento di funzione
del prodotto. Un esempio è la glucosamina, una sostanza capace di bloccare
l'artrosi, ma non di curarla efficacemente. Un conto è bloccare e un conto
curare!Errore quantitativo – L'esempio più eclatante è quello degli antirughe; nessun prodotto risolve il problema e si gioca sul fatto che, manipolando e reinterpretando i dati, un risultato modesto diventa un risultato definitivo.
Errore di generalizzazione – Tipico di chi generalizza a tutto l'insieme un problema o una risoluzione che interessa solo una parte (spesso esigua) dell'insieme della popolazione. Ci sono persone a cui X fa male, X fa male a tutti; Y ha risolto il problema a un gruppo di persone, Y risolve il problema a tutti. Esempi tipici sono la dieta dissociata o le intolleranze alimentari, molto meno frequenti di quanto i sostenitori vogliano farci credere.
Il trucco del placebo - Così importante da meritare un articolo a sé.
Il trucco delle percentuali relative - Anche in questo caso, l'argomenta merita un articolo a sé.
La sfida
Ricordatevi: di fronte a una ricerca ci si deve sempre porre nell'ottica di scoprire il trucco, proprio come di fronte a un gioco di un prestigiatore. Questa posizione non è frutto di scetticismo, ma è indice di spirito critico. Consiglia l'articolo su Google, clicca
