Salmonellosi
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Nell'uomo, la salmonellosi ha un tempo di incubazione che varia fra le 12 e le 72 ore; la gravità dei sintomi è variabile. Si va da semplici problemi intestinali che si risolvono nell'arco di 24 ore a forme gravi di diarrea con disidratazione, febbre elevata, crampi, fino a giungere a un esito fatale. Le fonti di contagio sono rappresentate dall'ingestione di alimenti contaminati (soprattutto carne, uova, cibi precotti), dal contatto con portatori e dalla permanenza in ambiente ospedaliero. La via più comune d'infezione è quella orale (ingestione di cibi o liquidi contaminati), ma l'infezione si può verificare anche attraverso ferite, tagli o ulcere, per contatto di materiale contaminato negli occhi, per inalazione. Si deve inoltre tenere presente che anche i rettili possono trasmettere la salmonellosi (si calcola che il 90% dei rettili sia portatore sano di Salmonelle). Per esempio, negli Stati Uniti all'inizio degli anni Settanta vi furono circa 300.000 casi di salmonellosi causati dal contatto con le tartarughe da compagnia.
In ogni caso, per un adulto sano le possibilità di ammalarsi a seguito di un contatto con Salmonelle sono piuttosto basse, grazie alle difese immunitarie. Sono invece a rischio tutti i soggetti più deboli, come i neonati e i bambini con meno di 6 anni, le donne in gravidanza (per i rischi al feto), gli anziani e gli ammalati, chi soffre di immunodepressione. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici. A causa della grande varietà di Salmonelle esistenti non è stato ancora possibile mettere a punto un vaccino.
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