Per imparare a rimanere giovani
Rughe
Copyright by THEA 2004-2009
Le rughe sono solchi che si formano in alcune regioni del corpo, soprattutto dove la cute è continuamente sollecitata dall'azione di muscoli sottostanti. La zona per eccellenza è il viso, in cui sono presenti oltre che rughe dovute all'invecchiamento anche rughe di espressione. Le rughe si possono formare anche nel caso di dimagramenti troppo rapidi. Oltre a fattori endogeni, esistono anche fattori esogeni che le favoriscono: l'esposizione al sole e a radiazioni ultraviolette, esposizioni a climi particolarmente sfavorevoli, l'inquinamento atmosferico o alcune infezioni.

I prodotti antirughe

Ormai da decenni si stanno studiando prodotti antirughe. Ogni volta il nuovo prodotto viene lanciato sul mercato come miracoloso, ma, battage pubblicitario a parte, di sensazionale non c'è poi molto. Quattro sono gli effetti su cui gli antirughe attuali contano per risolvere il problema:
1) azione idratante. È l'azione più banale, ma anche quella più efficace. Una pelle idratata è più elastica e reagisce meglio alle sollecitazioni negative. Anche l'impressione visiva è nettamente migliorata.
2) Azione riempiente. La ruga viene riempita (analogo effetto hanno le iniezioni estetiche di collagene) nel tentativo di farla scomparire. A parte la transitorietà del fenomeno, il risultato pratico è deludente perché l'applicazione è statica, mentre la ruga è un fenomeno generato dal dinamismo del viso. In un certo senso la stessa mimica facciale si oppone al riempimento.
3) Azione stirante. Se si considera che complesse operazioni di lifting possono ringiovanire il soggetto al massimo di 10 anni, ben si comprende come l'applicazione di una crema "stirante" non possa che produrre risultati molto modesti.
Questi tre fattori sono associati in varia misura nei vari prodotti, la pubblicità di molti dei quali andrebbe inserita permanentemente fra gli OSCAR delle promesse impossibili. Da notare l'impiego di immagini a corredo dell'efficacia: il problema è che l'immagine dà il risultato provvisorio, subito dopo l'applicazione. Interessante sarebbe averla due giorni dopo l'applicazione! Il problema è che l'effetto svanisce talmente velocemente che nessuna donna che dimostra sessant'anni riesce a dimostrarne quaranta.
Vediamo un esempio: riduzione della profondità delle rughe 69%. Eccellente, pensa l'acquirente: le mie rughe si riducono del 70%. Il banale errore logico (che si comprende leggendo l'avvertenza in piccolo) è che la percentuale non si riferisce a quanto la ruga è diminuita (il 70% circa sarebbe un risultato da Nobel) quanto alla percentuale di donne in cui la ruga è diminuita, magari anche solo del 2%. Vuol dire che nel 31% dei casi non si è avuto nessun miglioramento!
Per rendere merito a una pubblicità seria (che fra l'altro viene da una casa che per altri prodotti ha usato pubblicità un po' troppo "ottimistiche") si deve citare il solo prodotto sul mercato (RevisAge50) che quantifica numericamente (senza cioè l'uso di immagini "dubbie" o di frasi o grafici a molteplice interpretazione):

Aumento dell'elasticità cutanea: 7%
Diminuzione delle rughe profonde: 8%

rugheQuesti sono i dati che si ottengono realmente con le prime tre azioni. Tradotti in anni si ottiene un ringiovanimento visivo di 3-4 anni.   
E il BOTOX? - L'uso di una forma purificata e sterile della tossina botulinica (prodotta dal 1989 contro i disordini muscolari del volto) si basa sull'azione paralizzante sui nervi che azionano la muscolatura responsabile delle rughe su una pelle non più elastica. È una variante dell'azione stirante. A parte le controindicazioni (mal di testa, nausea, raffreddore per mesi e a lungo andare la paralisi di molte espressioni facciali), il costo è elevato, visto che un'iniezione funziona per soli 4 mesi (225 euro al mese). Le donne che volessero provarlo si leggano (e capiscano a fondo!) la seconda parte dell'articolo in cui è descritto il meccanismo con cui arriviamo al giudizio visivo di età. 
4) L'ultima azione degli antirughe è rappresentata dall'intervento dall'interno: l'assunzione orale cioè di sostanze che possono rallentare l'invecchiamento (Q10, vitamina E, vitamina C ecc.). A dire il vero molte creme contengono queste sostanze (del tipo 1 g di vitamina E!) per un uso topico (cioè locale), con un grossolano errore di fondo:

se queste sostanze sono attive contro l'invecchiamento perché assumerle solo sulla pelle e non, come suggeriscono molte ricerche, anche per tutto l'organismo?

La risposta sarebbe che la crema non serve più (ma chi può fare a meno del rito quasi scaramantico dello spalmarsi la pelle sul viso per sentirla fresca e giovane?) e si passa alla compressa di integratore vitaminico. Il problema è che gli integratori estetici sono veramente blandi (in linea con i multivitaminici europei) e non possono granché nel rallentare l'invecchiamento. Meglio usare integratori generali ad hoc con formulazione americana. Per conoscere la loro reale efficacia si consultino le schede antietà.  
Le rughe sono a torto considerate l'espressione più visibile dell'invecchiamento. Probabilmente ciò è dovuto all'attenzione che il pubblico femminile ha nei confronti di questo fenomeno. L'errore è duplice. Innanzitutto perché non tutte le rughe sono da vecchiaia, essendo a tutti noto il fenomeno delle rughe da espressione. Ancora più importante nel declassare l'importanza delle rughe è l'analisi del loro ruolo nel giudizio di vecchiaia di una persona che viene formulato da un osservatore.

Rughe e invecchiamento

Sicuramente nella valutazione dell'età apparente di una persona il nostro cervello elabora anche la rugosità della pelle, ma ciò può avvenire solo da vicino, quando arriva la precisa informazione visiva. Basta questa riflessione per capire che altri sono i dettagli che la mente elabora e associa al concetto di età. Se osserviamo una persona anziana da venti-trenta metri, probabilmente daremo a essa un'età avanzata anche se non ne scorgiamo completamente i lineamenti del volto. Questo semplice test ci dice che il fattore più importante correlato con la sensazione oggettiva di vecchiaia è il portamento e il movimento della persona.

Chi appare goffo, curvo, impacciato, lento è subito percepito come vecchio.

Questa è una legge che tutti applicano, ma che pochi conoscono. Successivamente si passa in rassegna il colore dei capelli.

Chi presenta un colore bianco dei capelli è percepito come vecchio.

Poiché tutti sanno che la calvizie può essere più o meno incipiente, la presenza di una folta capigliatura non viene avvertita come condizione necessaria per la giovinezza, ma in genere come condizione sufficiente. Molto spesso la calvizie è associata alla vecchiaia solo perché i pochi capelli rimasti sono grigi. Se il colore di questi ultimi fosse molto giovanile, la calvizie sarebbe percepita come condizione di "non giovinezza", non di vecchiaia. 
Poi è la volta della forma del corpo.

Chi appare a pera (fianchi grosse nelle donne) o a mela (pancia nell'uomo) è percepito come persona per lo meno di mezza età

Questo proprio perché tutti sanno che un giovane, anche se grasso, in genere è armonico (e questa informazione resta ben memorizzata nel nostro cervello).
Da ultimi vengono i particolari ravvicinati: le rughe, il seno (ovviamente per le donne), il cedimento del viso ecc.
Da questa breve scaletta si comprende perché la preoccupazione di molte donne di nascondere le rughe sia del tutto inutile: anche se le eliminassero verrebbero comunque percepite come vecchie. Premesso che:
a) apparire giovani non è un obbligo e che
b) volerlo apparire non è un delitto,
qual è la strategia corretta quindi per apparire giovani (magari tarandosi con l'età psicologica che sentiamo?):
1) Praticare una regolare attività fisica che ci consenta di mantenerci tonici, scattanti, elastici e resistenti.
2) Seguire un'alimentazione corretta che eviti ogni inestetismo.
3) Utilizzare procedure estetiche efficaci nel ritocco dei particolari correlati con l'età. Spieghiamo il termine efficace. Se una persona si tinge i capelli, limita o elimina una calvizie o si rifà un seno cadente, il particolare ringiovanisce effettivamente di 10-20 anni. Se una persona usa una miracolosa crema antirughe (o esegue un lifting, procedura attualmente di scarsa efficacia), ben che vada il suo viso ringiovanisce di 3-4 anni, la cura non è cioè significativa.
E allora per le rughe che facciamo? Se si sono ben capiti i primi tre punti, probabilmente si è già fatto molto e si sembra più giovani della propria età cronologica. In ogni modo occorre capire che è inutile avere una pelle da ventenne e un corpo cadente. Questa comprensione indirizza verso una strategia consigliata da molti chirurghi estetici "seri":
a) protezione della pelle con un buon idratante.
b) eliminazione dei fattori esterni d'invecchiamento, primo fra tutti il sole.
c) uso di terapie interne antietà, cioè di sostanze (come gli anti-radicali liberi) che contrastano l'invecchiamento in toto dell'organismo. Per queste rimandiamo alle schede antietà.

IL COMMENTO

Specchio, specchio delle mie brame...
 
vanitàDa anni abbiamo inserito le creme antirughe nelle nostre promesse impossibili. Dalla rivista americana Consumer Reports arriva la notizia che il prodotto più efficace nel contrastare le rughe costa solo 19 dollari.
I prodotti testati andavano dai 19 ai 355 dollari e i gruppi di controllo, costituiti da una ventina di unità, erano costituiti da donne fra i 30 e i 70 anni. Secondo la rivista, "i test hanno rivelato che, in media, questi prodotti fanno poco la differenza per come appare la pelle e che non c'è correlazione tra il prezzo e l'efficacia, secondo i ricercatori dopo 12 settimane di trattamento con i prodotti più cari, alcune rughe si erano leggermente appiattite, ma anche il miglior prodotto le ha ridotte comunque meno del 10%".
Ricordo che il 10% è una percentuale ridicola, paragonabile al guadagno estetico di 2-3 anni in una donna di 50 anni. Se si pensa che molte donne spendono centinaia di euro per apparire più giovani (nel solo viso, ma il resto?), è evidente che la maggior spinta al consumo di queste creme siano l'autosuggestione (alcune donne si convincono veramente di apparire più giovani) e l'incapacità di gestire il tempo che passa, una sorta di rito magico con cui si cerca di esorcizzare l'invecchiamento.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca