Ritenzione idrica
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1) Ritenzione secondaria - Si tratta di ritenzione idrica secondaria a patologie spesso gravi, fra cui sono da citare:
- insufficienza renale
- insufficienza cardiaca
- patologie alla vescica o al fegato
- ipertensione
- linfedema
2) Ritenzione iatrogena - L'abuso di farmaci, derivante dalla cattiva abitudine di risolvere ogni piccolo problema con un farmaco, può portare a ritenzione idrica. Le classi di farmaci responsabili sono sostanzialmente quattro: antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva (menopausa) e contraccettivi. Si deve notare che la ritenzione è provocata dall'uso prolungato e massiccio, ma non è mai responsabile di notevoli alterazioni idriche in un soggetto perfettamente sano. Per esempio la pillola è spesso sotto accusa, a torto, visto che la ritenzione idrica causata dalla pillola va da 0 a 1 kg di peso, del tutto ininfluente nell'economia del benessere generale.
3) Ritenzione alimentare - Il sodio è uno dei principali imputati quando si parla di ritenzione idrica, ma quello che non tutti sanno è che il sodio causa ritenzione idrica solo se certi nostri meccanismi funzionano male. Ciò significa che non è l'unico e sicuro responsabile.
Se si pensa di essere fra quelle persone che ritengono acqua perché il meccanismo del sodio non funziona in modo ottimale, è bene evitare i cibi salati e moderare il consumo di sale, senza diventare maniaci e cadere vittima di pubblicità ingannevoli come quelle dell'acqua minerale senza sodio: sono granelli di sabbia in un deserto.
4) Ritenzione circolatoria - È quella che dovrebbe
chiamarsi primaria. La ritenzione idrica è caratterizzata dalla tumefazione dei tessuti molli, a causa dell'accumulo di liquidi negli spazi interstiziali fra una cellula e l'altra. L'origine della ritenzione è la stasi della circolazione dovuta al venire meno del corretto funzionamento del sistema venoso e di quello linfatico. A causa della mancanza di tonicità delle pareti venose, le valvole a nido di rondine che sono deputate a gestire il ritorno venoso non funzionano più bene e il sangue in parte ristagna nelle vene, provocando un flusso di liquido dalle vene (degli arti inferiori e in particolare nelle caviglie) agli spazi interstiziali delle cellule.
Un alibi? - Nelle donne molto spesso si ritiene che la ritenzione idrica provochi la cellulite nelle zone caratterizzate dalla presenza di tessuto adiposo. In realtà troppo spesso la ritenzione idrica viene usata come alibi di un aumento di peso (soprattutto con l'età) o di una cellulite che non si riesce a tenere sotto controllo. La donna cioè attribuisce il proprio sovrappeso e la cellulite non a uno stile di vita errato, ma a un'inevitabile ritenzione idrica. A parte il fatto che un aumento ponderale di cinque-sei chilogrammi non può essere attribuito alla ritenzione idrica (tranne casi patologici gravi che nulla hanno a che fare con la quotidianità), esiste un buon indicatore di ritenzione idrica: l'esame del peso specifico delle urine; in presenza di ritenzione i valori sono innalzati.
L'esperimento - Inoltre le bilance impedenziometriche che misurano la percentuale di liquido corporeo ormai svelano impietosamente che l'alibi non regge. Anche in presenza di soggetti con arti o viso gonfi ed edematosi, si scopre incredibilmente che la loro percentuale di acqua è bassa! Cosa significa ciò? Che la ritenzione di acqua non è assoluta, ma è localizzata e che è comunque modesta (1-2 litri su una donna di 50 kg sono il 2-4%). Il gonfiore è dovuto anche e soprattutto al tessuto adiposo in eccesso. Infatti poiché il muscolo contiene circa il 75% di acqua contro il 50% del tessuto adiposo, matematicamente è ovvio che la percentuale di acqua in chi è in netto sovrappeso è molto bassa.
Valori normali sono:
- Donna: 50-55%
- Uomo: 60-65%
Sorprendentemente:
una maggior percentuale di acqua significa più salute!
Il problema è averla al posto giusto! Non è quindi un problema di quantità, ma di dislocazione.Le cure
I diuretici - Molto spesso un medico poco attento alla sua professionalità potrebbe essere indotto a consigliare i diuretici a una donna non particolarmente predisposta a uno stile di vita sano. Non è questa la sede per evidenziare i danni dei diuretici assunti a sproposito e per lunghi periodi; facciamo solo notare che la prescrizione dei diuretici è simile alla prescrizione di cortisonici a un enfisematoso con la seguente motivazione: "Non vuole smettere di fumare le sue 40 sigarette al giorno? Non si preoccupi, le prescrivo un cortisonico così può continuare a coltivare il suo vizio il più a lungo possibile finché fra due o tre anni non passerà a miglior vita".Le false cure - Esistono molte false soluzioni al problema che lo riducono a una sola dimensione. Per falsa cura s'intende quella che propone una correzione unica al proprio stile di vita nella convinzione che ciò possa bastare. Esiste la falsa cura alimentare (che propone l'eliminazione di un numero più o meno elevato di cibi), la falsa cura sportiva (che propone un allenamento molto intenso e continuo), la falsa cura salutista (che propone l'eliminazione di un solo fattore, per esempio il sodio, il fumo ecc.). In realtà sono soluzioni semplicistiche: per avere un netto miglioramento occorre veramente una vita sana e una vita sana è l'INSIEME di diverse situazioni.
La vita sana - Stranamente non soffrono di ritenzione idrica quelle donne che:
- praticano regolarmente sport;
- seguono costantemente un'alimentazione sana e ipocalorica;
- non bevono
- non fumano
La soluzione c'è: perché non provare?
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