Pertosse
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Se si interviene per tempo con una terapia antibiotica (eritromicina, azitromicina, claritromicina), la malattia ha un decorso breve e privo di complicanze; inoltre la fase accessionale può anche non comparire. Eventuali complicazioni polmonari

vanno trattate con antibiotici adeguati, mentre gli accessi di vomito verranno affrontati con antiemetici e un'alimentazione semisolida. Nel caso di episodi convulsivi, apnea o asfissia bisogna ricorrere all'ospedalizzazione. Tosse e broncospasmo sono affrontati con farmaci antitussigeni. Si utilizzano anche espettoranti, mucolitici, sedativi e betastimolanti, ma l'opportunità di ricorrere a questi farmaci è controversa. Il vero rimedio è la vaccinazione antipertosse (solitamente associata ad antidifterica e antitetanica). La graduale diffusione della vaccinazione (la percentuale in Italia varia da regione a regione, dal 70% al 97%) ha portato a una costante diminuzione della malattia: mentre all'inizio degli anni Novanta si contavano ancora 13.000 casi all'anno, attualmente il numero si attesta su qualche migliaio. Dovrebbero essere vaccinati i bambini di età inferiore ai sette anni, mentre oltre quell'età la vaccinazione è sconsigliata. Negli adulti e negli adolescenti i vaccini attuali provocano effetti collaterali molto frequenti. La protezione conferita dalla vaccinazione raggiunge l'85%; in ogni caso nei soggetti vaccinati la malattia si ripresenta in forma più lieve.
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