Vuoi sapere veramente tutto sugli esami clinici?
Otite
Copyright by THEA 2009-2011
Otite – Processo infiammatorio di tipo acuto o cronico, a carico dell'orecchio provocato da germi patogeni di tipo diverso che si possono localizzare in corrispondenza di tale organo sia in modo diretto sia in modo indiretto.

A seconda della parte dell'orecchio che viene colpita dall'infiammazione le otiti si distinguono in:
  • otiti esterne od otiti dell'orecchio esterno
  • otiti medie od otiti dell'orecchio medio
  • otiti interne od otiti dell'orecchio interno o anche labirintiti.

L'otite esterna e le sue cause

L'otite esterna è un processo infiammatorio che colpisce il condotto uditivo. L'infezione può essere localizzata e manifestarsi, per esempio, sotto forma di foruncolo, se invece l'infezione interessa l'intero condotto uditivo si parla di otite esterna diffusa.
Le cause di un'otite esterna possono essere molteplici. Essa infatti può essere di origine batterica o micotica. L'otite esterna è molto diffusa nei bambini che passano molto tempo a nuotare perché spesso l'eccessiva umidità dell'orecchio può dar luogo a irritazioni che portano alla lacerazione della cute che riveste il condotto facilitando l'attacco batterico o micotico. Ovviamente tali lacerazioni possono essere dovute ad altri motivi come per esempio un'eccessiva secchezza della cute, una pulizia dell'orecchio non effettuata con la necessaria cautela, l'inserimento di corpi estranei ecc. Un'altra causa può essere il pus provocato da un'infezione a carico dell'orecchio medio; il pus che si accumula in quest'ultimo può passare nel condotto uditivo attraverso un foro del timpano provocando l'otite esterna.

Otite esterna: sintomi

Il principale sintomo dell'otite esterna è il dolore all'orecchio che può essere anche molto intenso e può acutizzarsi al tatto. Talvolta si può avere una sensazione di orecchio "pieno" causato dal gonfiore del condotto uditivo, l'orecchio esterno può essere arrossato e/o gonfio; i linfonodi vicini all'orecchio possono essere gonfi e più sensibili del normale. In qualche occasione possono verificarsi perdite liquide o semiliquide dal condotto; tali perdite possono essere di colore trasparente oppure più opache, simili a perdite purulente. La capacità uditiva può risultare temporaneamente ridotta nel caso che i fluidi o il gonfiore presenti nel condotto non permettano il regolare passaggio delle onde sonore. La febbre è un evento alquanto raro, ma possibile.

Otite esterna: terapia

otiteL'approccio terapeutico varia a seconda della gravità del processo infettivo e del dolore che viene avvertito. Se l'infezione non è particolarmente grave sono sufficienti antibiotici in gocce e, eventualmente, corticosteroidi per ridurre l'eventuale gonfiore presente nel condotto. Generalmente i farmaci antibiotici in gocce devono essere  somministrati per un periodo che va dai 7 ai 10 giorni. È consigliabile, prima di iniziare la somministrazione delle gocce, procedere a una pulizia delicata degli eventuali prodotti di rifiuto presenti nell'orecchio.
Nei casi più gravi potrebbe essere necessaria la somministrazione di antibiotici orali; è buona norma inoltre effettuare una coltura di un campione dei fluidi prelevati dall'orecchio per poter meglio indirizzare la strategia terapeutica. Alla cura antibiotica può essere associata la somministrazione di farmaci analgesici.
Nella stragrande maggioranza dei casi il paziente avverte un miglioramento nel giro di un paio di giorni per poi rimettersi completamente nel giro di 10 giorni al massimo. È fondamentale, durante tutto il periodo della terapia, fare attenzione a non bagnarsi le orecchie.
L'otite esterna non va assolutamente trascurata dal momento che il dolore potrebbe aumentare considerevolmente e, ancora peggio, l'infezione potrebbe diffondersi.
Nei bambini piccoli, più soggetti all'otite rispetto agli adulti, è possibile tentare una forma preventiva, sempre che il pediatra lo ritenga opportuno, mettendo nell'orecchio lavato alcune gocce di farmaci appositi.
Chi frequenta spesso le piscine dovrebbe, dopo l'attività, permettere la fuoriuscita dell'acqua dalle orecchie piegando la testa e procedere successivamente a una delicata ma accurata asciugatura.

L'otite media e le sue cause

L'otite media è un processo infiammatorio che colpisce l'orecchio medio, separato dall'orecchio esterno da una sottile membrana detta membrana timpanica; esistono svariate tipologie di otite media; tra le forme acute ricordiamo la purulenta, la necrotica e la virale; tra le croniche troviamo la purulenta e la colesteatomatosa (vedasi più avanti); esistono inoltre otiti medie di tipo allergico e tubercolare.
Le otiti medie sono generalmente più gravi e dolorose rispetto a quelle esterne. Colpiscono molto spesso i bambini dal momento che le loro tube di Eustachio sono più corte e orizzontali rispetto a quelle degli adulti e, conseguentemente, sono più suscettibili di ostruzioni e il drenaggio dell'orecchio medio risulta più difficoltoso. Con gli anni le tube crescono e cambiano la loro angolazione e il soggetto è meno suscettibile di infezione all'orecchio medio.
Le otiti medie sono solitamente provocate da virus o batteri che, partendo dalla gola o dal naso, penetrano nell'orecchio medio attraverso le tube di Eustachio. Questo passaggio di virus o batteri è facilitato da uno scorretto funzionamento delle tube, infiammate, per esempio, a causa di un raffreddore, di una sinusite o di una faringite. Un altro motivo potrebbe essere un ostruzione delle tube causata da un ingrossamento delle adenoidi.
Il dolore, spesso acuto, che si avverte nel caso di otite media, è generalmente causato dal pus o da altre secrezioni prodotte dai germi penetrati all'interno dell'orecchio medio; il mancato drenaggio di queste sostanze da parte delle tube colpite da infiammazione fa sì che le secrezioni si accumulino e premano sulla membrana timpanica provocando dolenzia. Talvolta può accadere che, sotto la pressione delle secrezioni, si verifichi la rottura della membrana timpanica. A questo punto il pus fuoriesce e, con l'ausilio di un'adeguata terapia medica, si può controllare il processo infettivo. Spesso però, se non si interviene nel modo corretto, il pus e le secrezioni permangono all'interno dell'orecchio medio e il quadro clinico peggiora dando vita a un'otite sierosa (o secretiva); questo quadro tende a diventare cronico perché le secrezioni che permangono a lungo favoriscono altri episodi di tipo acuto che alla lunga causano una riduzione temporanea o permanente della qualità uditiva; spesso, a questo quadro, si associano acufeni e frequenti otorree.

Otite media: i sintomi

Il sintomo più importante nelle otite medie acute il dolore che, in certe circostanze può essere acutissimo; si ha poi una sensazione di orecchio tappato che rende i suoni più ovattati, smorzati. Molto spesso si assiste alla comparsa di episodi febbrili. I bambini, specialmente i più piccoli, possono essere estremamente irritabili ed agitati, soggetti a pianti improvvisi e a disturbi della qualità del sonno oltre che a una riduzione dell'appetito.
Nelle otiti medie sierose la comparsa di dolore è un evento raro; in genere si hanno riduzione o perdita dell'udito e formazioni secretorie. Nelle forme croniche possono esserci dolori e secrezioni purulente e maleodoranti.

Diagnosi di otite media

La diagnosi di otite media viene fatta dal medico con l'ausilio di uno strumento denominato otoscopio. L'otoscopio consente di osservare la presenza di liquido dietro la membrana timpanica che sovente appare molto arrossata. Molte volte il medico richiede altri tipi di esame: l'audiogramma per valutare l'eventuale riduzione dell'udito e il timpanogramma, un esame grazie al quale, misurando la pressione dell'aria nell'orecchio medio, si riesce a valutare se le tube di Eustachio funzionano in modo corretto.

Otite media: terapia ed eventuali complicazioni

La terapia prevista si basa su antibiotici, sulfamidici e analgesici. Solitamente la perforazione timpanica scompare nell'arco di 15 giorni e il deficit uditivo si risolve dopo la scomparsa del versamento infiammatorio a livello del timpano. Le otiti medie possono dare origine ad altre infezioni (mastoidee, endotemporali, endocraniche, venose).
È raro, e riservato ai casi più gravi, il ricorso a tecniche di tipo chirurgico quali la timpanostomia e l'adenoidectomia. La prima tecnica prevede l'applicazione di piccoli tubi drenanti nella membrana timpanica che consentano la ventilazione dell'orecchio le cui tube di Eustachio sono cronicamente ostruite dal catarro. La seconda tecnica consiste nella rimozione delle adenoidi affette da infezioni croniche che, secondo moltissimi studi, rappresentano un focolaio di infezione per l'orecchio.
Le complicazioni dell'otite media, rare in caso di tempestiva e adeguata terapia, possono essere labirintite, mastoidite acuta, paralisi del nervo facciale, meningite e perdita o riduzione dell'udito.

L'otite media colesteatomatosa

Trattiamo a parte questa tipologia di otite media in quanto rappresenta una delle forme più severe di questa patologia; oltre all'orecchio medio possono essere interessati la mastoide (sporgenza dell'osso temporale situata dietro l'orecchio) e altre aree dell'osso temporale.
L'otite cronica colesteatomatosa (OCC), nota anche semplicemente come colesteatoma, è caratterizzata dalla presenza di una massa epiteliale che ha la tendenza a crescere in modo progressivo e che può essere causa di erosioni delle strutture ossee contigue e/o di complicanze a livello extra- e intracranico.
Le cause che portano a un'otite media cronica colesteatomatosa possono essere di vario tipo; in alcuni casi è il risultato di un'otite media di tipo acuto non trattata adeguatamente oppure trattata in modo non tempestivo; in altri casi il problema può essere legato alla gravità del processo acuto oppure dalla contemporanea presenza di altre patologie o condizioni che possono favorire il quadro cronico (rinofaringiti recidivanti, deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, adenoidite, diabete ecc.).
La sintomatologia che può condurre alla diagnosi di otite media cronica colesteatomatosa sono essenzialmente due: l'otorrea purulenta e maleodorante e l'ipoacusia trasmissiva; a tali sintomi possono però associarsi acufeni, vertigini, dolore e otorragia; il sospetto di questa forma di otite inoltre deve essere sempre preso in considerazione nel caso di orecchie precedentemente sottoposte a chirurgia per otite cronica media con ripresa sintomatologica.
All'esame otoscopico è possibile rilevare la retrazione del timpano e l'accumulo di squame epidermiche, formazione polipoide con ostruzione del condotto uditivo esterno ecc.
La conferma diagnostica richiede l'esecuzione di una tomografia computerizzata ad alta risoluzione (senza mezzo di contrasto) dell'orecchio medio-interno.
L'otite media colesteatomatosa si evolve molto lentamente e in modo progressivo; in alcuni casi la patologia può guarire spontaneamente; più spesso si verifica l'erosione delle strutture ossee circostanti e degli ossicini della cassa timpanica con tutto ciò che ne consegue (mastoidite, petrosite, labirintite, paralisi del facciale, meningite, tromboflebiti ecc.).
Il trattamento di questa tipologia di otite richiede un approccio chirurgico; gli scopi principali della chirurgia sono l'eradicazione del processo flogistico e la prevenzione delle complicanze che, come abbiamo visto, possono essere decisamente serie. Sempre chirurgicamente si dovranno poi ricostruire sia il meccanismo trasmissivo sia la funzione uditiva. L'intervento chirurgico consiste nella stragrande maggioranza dei casi in una timpano plastica chiusa o aperta; la scelta fra queste due opzioni è conseguente ad alcuni fattori (sede del colesteatoma, estensione di quest'ultimo, patogenesi, presenza di complicanze, presenza di erosioni ossee ecc.). Quando è possibile è preferibile scegliere la tecnica aperta che può offrire migliori garanzie di una totale rimozione del processo patologico; inoltre questo tipo di intervento è gravato da un numero minore di recidive.

Otite media e bambini

visita otologicaCome già accennato nei paragrafi precedenti, l'otite media è una patologia che spesso colpisce i bambini, in particolar modo quelli di età inferiore ai quattro anni. Generalmente il problema è di tipo acuto; questa tipologia di otite è caratterizzata dalla presenza di fluidi, spesso purulenti, tant'è che spesso di parla di otite catarrale.
I motivi di questa maggior frequenza della patologia in questa fascia di età sono diversi; uno di essi è rappresentato dal fatto che nei bambini piccoli le trombe di Eustachio sono più corte e orizzontali rispetto a quelle della persona adulta e conseguentemente i batteri e virus possono penetrare e permanere nell'orecchio più facilmente. Oltre a essere più corte e orizzontali, le trombe di Eustachio sono anche meno rigide e più strette e, di conseguenza, le ostruzioni sono più frequenti.
Fra i fattori favorenti l'otite media inoltre vanno segnalati l'esposizione al fumo di sigaretta, la frequenza di asili o scuole materne e l'allattamento artificiale.
Il sesso maschile risulta essere quello più colpito da otite media; la frequenza della patologia è inoltre maggiore in quei bambini in cui sono presenti precedenti casi di infezioni dell'orecchio.
Le otiti si verificano inoltre con maggior frequenza nelle stagioni più fredde, quando le infezioni a carico delle vie aree superiori si verificano più comunemente.
La sintomatologia dell'otite media nei bambini piccoli può essere estremamente variegata; l'otalgia può essere più o meno accentuata ed è dovuta essenzialmente alla pressione che il fluido che si accumula nell'orecchio medio può esercitare sul timpano. Nei bambini più grandicelli il problema può essere più facilmente identificato perché essi sono in grado di comunicarlo direttamente o comunque di farlo capire con i gesti; se invece l'otite colpisce bambini molto piccoli, non sempre è agevole rendersi conto del problema perché i segnali che il bambino lancia possono essere molto generici (irritabilità, pianto più frequente, problemi nel dormire, perdita dell'appetito ecc.).
Nel caso che la pressione esercitata dal fluido presente nell'orecchio medio sia particolarmente elevata, può verificarsi la rottura del timpano; in questo caso il liquido può fuoriuscire, la pressione si riduce e il dolore tende a diminuire.
L'accumulo del liquido nell'orecchio provoca anche il blocco delle onde sonore e, conseguentemente, possono verificarsi temporanei problemi dell'udito; spesso il bambino tende a parlare a voce più alta e ad alzare il volume delle sorgenti sonore (stereo, televisione ecc.).
Altri sintomi che possono essere presenti sono febbre, nausea, vertigini, vomito. L'otite catarrale non è l'unica forma di otite media che può colpire i bambini; un'altra forma per esempio è l'otite sierosa.
A differenza dell'otite catarrale, l'otite sierosa è spesso asintomatica o quasi (alcuni bambini subiscono una temporanea riduzione della propria capacità uditiva che spesso passa inosservata).
Nel caso si sospetti la presenza di otite media è necessario sottoporre il bambino a una visita medica; l'esame dell'orecchio viene effettuato con l'aiuto di un otoscopio.
La guarigione delle otiti medie è generalmente spontanea e avviene di solito nel giro di pochi giorni; se il medico ritiene opportuno iniziare una terapia di tipo antibiotico, molto probabilmente consiglierà un ciclo di circa 7-10 giorni a seconda dell'età (cicli più lunghi nei bambini molto piccoli e più brevi in quelli di età superiore ai sei anni).
Nonostante la terapia antibiotica, in alcuni casi i fluidi accumulatisi nell'orecchio medio possono rimanervi anche per diversi mesi.  

L'otite interna

Le otiti interne sono generalmente causate da precedenti otiti medie o, più raramente, da altre malattie o intossicazioni.
Approfondimenti su questo argomento sono reperibili nel nostro articolo Labirintite.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca