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Morbillo
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Il morbillo è una malattia infettiva acuta provocata da un virus del genere Morbillovirus appartenente alla famiglia Paramyxovirus (la stessa del virus della parotite, del virus respiratorio sinciziale ecc.); è una patologia caratterizzata da un indice di contagiosità estremamente elevato, molto vicino al 100%; in effetti è molto difficile raggiungere l'età adulta senza averla contratta; prima che venissero introdotti i vaccini anti-morbillo, quasi tutti i bambini contraevano la malattia entro il quindicesimo anno di età. Dopo che un soggetto ha contratto tale virus ne è immune per tutta la vita. Praticamente tutti i soggetti sono a rischio se non hanno mai contratto la malattia o se non sono stati vaccinati. Il virus si trasmette attraverso il contatto diretto con le secrezioni mucose o salivari del soggetto infetto oppure tramite la semplice inspirazione di gocce infette che siano state immesse nell'aria attraverso starnuti, colpi di tosse oppure parlando. Le possibilità di contagio da un soggetto all'altro iniziano 24-48 ore prima della comparsa della sintomatologia (3-5 giorni prima che compaiano le cosiddette macchie di Koplik). Il rischio di contagio può considerarsi terminato 4-5 giorni dopo la scomparsa della tipica eruzione cutanea (esantema).

Sintomi del morbillo

Trascorso il periodo di incubazione, variabile da un minimo di 7 a un massimo di 18 giorni, iniziano a comparire febbre alta (nella fase acuta la temperatura può arrivare anche ai 40 °C), tosse, rinite, congiuntivite, arrossamento della mucosa orale con presenza di macchie bianche sulle gengive all'altezza dei molari (le già citate macchie di Koplik) e, dopo tre giorni di febbre, una caratteristica eruzione cutanea che parte dal capo e dal collo e, progressivamente, si estende a tutto il resto del corpo. 
L'esantema perdura per circa 5-6 giorni per poi scomparire gradualmente. Per alcuni giorni, nella fase di convalescenza, sarà visibile una finissima desquamazione della pelle.

Diagnosi del morbillo

Generalmente la diagnosi di morbillo viene fatta attraverso l'osservazione clinica. Il sospetto di morbillo si ha in quei pazienti che presentino anamnesi positiva di esposizione al morbillo e gli altri sintomi descritti precedentemente; la certezza diagnostica si ha però soltanto previa identificazione delle macchie di Koplik. Il virus può essere individuato in modo precoce, per quanto ciò sia raramente necessario, attraverso appositi test sierologici.
La diagnosi differenziale si pone con rosolia, pseudorosolia (roseola infantum o sesta malattia), scarlattina, eruzioni cutanee provocate da farmaci, malattia da siero, mononucleosi infettiva, infezioni da adenovirus, echovirus e coxsackievirus.

Complicanze del morbillo

Le complicanze del morbillo vengono generalmente distinte in tre gruppi:
  • complicanze di tipo respiratorio
  • complicanze di tipo neurologico
  • complicanze rare di altro tipo.
Le complicanze di tipo respiratorio sono quelle più frequenti e comprendono otiti, laringiti, laringotracheiti, broncopolmoniti batteriche e polmoniti interstiziali.
Le complicanze neurologiche sono più rare, ma molto più gravi, tra queste troviamo le encefaliti e le encefalomieliti. Una complicanza rarissima, ma che può avere effetti devastanti, è la panencefalite sclerosante subacuta (PESS), una malattia degenerativa causata dalla persistenza di un virus del morbillo difettivo e che si manifesta mediamente 9 anni dopo dal morbillo. Risulta essere più frequente nei soggetti che avevano contratto il morbillo nei primi due anni di vita.
Complicanze molto più rare sono poi quelle cardiache, quelle oculari, la porpora piastrinopenica e la linfoadenopatia mesenterica. La morte è un evento raro, ma non nullo.

Terapia del morbillo

Trattandosi di un virus, non esiste uno specifico rimedio di tipo farmacologico. Gli interventi devono essere mirati alla diminuzione della sintomatologia. Si possono quindi somministrare farmaci antipiretici e antitussigeni. Il paziente dovrà riposare a letto, in ambiente riscaldato e arieggiato, non troppo illuminato nel caso di infezione della congiuntiva. La dieta sarà leggera e ricca di liquidi. Il ricorso agli antibiotici deve essere attuato solo nel caso di complicazioni di natura batterica.

Il vaccino contro il morbillo

morbilloIl vaccino anti-morbillo è combinato con quelli anti-rosolia e anti-parotite (vaccino trivalente MPR). Tale vaccino è costituito dai tre ceppi virali vivi e attenuati (un ceppo virale attenuato non è capace di provocare la patologia, ma è in grado di stimolare la produzione anticorpale).
Il vaccino è consigliato ai bambini che hanno superato i dodici mesi di età (il consiglio è esteso anche ai bambini di età compresa tra i 6 e i 12 mesi nel caso sia in corso un'epidemia di morbillo), agli adolescenti o ai giovani adulti che non sono immuni dal virus, ai soggetti non immuni che siano entrati in contatto con soggetti affetti da morbillo (la vaccinazione, se effettuata entro 72 ore dall'evento, può prevenire lo sviluppo della patologia).
La vaccinazione non è indicata nei soggetti che presentino allergia a precedenti dosi di detti vaccini oppure a qualcuno dei loro componenti, nelle donne gravide o in quelle che stanno cercando di diventarlo (è consigliabile evitare la gravidanza per almeno trenta giorni se ci si è sottoposte a vaccino anti-morbillo o anti-rosolia), nei soggetti che presentino gravi alterazioni del sistema immunitario e in quelli che hanno ricevuto da poco tempo sostanze contenenti immunoglobuline, nei soggetti che stanno assumendo alte dosi di farmaci steroidei e in quelli che sono affetti da patologie acute. La vaccinazione anti-morbillo prevede due dosi, la prima viene somministrata nel periodo compreso tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda dose viene iniettata 5 o 6 anni dopo la prima somministrazione, generalmente in modo contemporaneo alla dose di richiamo dei vaccini anti-difterite, anti-tetano e anti-pertosse. L'efficacia del vaccino effettuato con due dosi sfiora il 100%. Gli effetti collaterali del vaccino, ove presenti, sono generalmente abbastanza lievi (dolore e gonfiore nel punto dell'iniezione, febbre moderata, ingrossamento linfonodale, gonfiore articolare e modesta eruzione cutanea). Se la sintomatologia si protrae oltre le 48 ore, è consigliabile consultare il pediatra o il medico curante per escludere che essa sia relativa a un'altra patologia e non a una reazione al vaccino. Il vaccino non causa né encefalite né meningite. Nel 2002, uno studio pubblicato sulla rivista americana Pediatrics ha escluso l'associazione tra la somministrazione del vaccino trivalente MPR e l'insorgenza di encefalite post-vaccino o di autismo.


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