Mesotelioma
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Il mesotelioma è un tumore che la maggior parte degli autori considera raro, ma non tutti concordano con tale considerazione.
La forma più nota e diffusa di mesotelioma è il mesotelioma pleurico, neoplasia che origina dalle cellule mesoteliali della pleura (si definisce pleura quella membrana seriosa che ricopre totalmente il polmone – pleura viscerale – e la cavità del torace – pleura parietale). Le altre forme di mesotelioma (mesotelioma peritoneale, mesotelioma pericardico, mesotelioma della sierosa che riveste il testicolo) sono decisamente meno frequenti. Il mesotelioma pleurico rappresenta circa l'80% di tutti i mesoteliomi e sara quindi questo tipo di neoplasia l'oggetto di questo articolo.
La comparsa di un mesotelioma pleurico è fortemente correlata all'esposizione all'amianto (sostanza nota anche come asbesto); il mesotelioma pleurico è una neoplasia di estrema gravità dalla prognosi infausta; il periodo di sopravvivenza dal momento della diagnosi non è particolarmente lungo (1-2 anni).
Una delle caratteristiche più "interessanti" del mesotelioma pleurico è la lunghezza del periodo di latenza fra l'esposizione all'amianto e la sua comparsa, periodo che mediamente va dai 15 ai 45 anni (per quanto siano stati osservati periodi latenza anche molto più lunghi).
Che la comparsa di un mesotelioma pleurico sia strettamente legata a una pregressa esposizione all'amianto è cosa nota e universalmente accettata, ma ciononostante non esistono metodologie di screening universalmente codificate e approvate, perlomeno in coloro in cui detta esposizione è nota. Sono stati effettuati diversi studi per individuare l'esistenza di marcatori di esposizione; il marcatore su cui si è incentrata maggiormente la ricerca è la mesotelina, una glicoproteina la cui presenza sierica è risultata essere più elevata in coloro che hanno subito l'esposizione all'amianto e che in seguito sono stati colpiti da mesotelioma. L'aumento sierico dei livelli di mesotelina non è però di per sé sufficiente a diagnosticare con certezza la presenza della patologia in questione.
Le cause del mesotelioma pleurico
Come detto, il mesotelioma pleurico è una delle neoplasie in cui è stata
dimostrata inequivocabilmente una strettissima correlazione con
l'esposizione alle fibre di asbesto (esposizione che tra l'altro è legata
anche a diverse altre patologie più o meno gravi come l'asbestosi, il
carcinoma polmonare ecc. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo
Amianto al paragrafo
Le patologie da esposizione all'amianto). Le fibre di amianto sono fibre sottilissime che penetrano nell'organismo umano attraverso il meccanismo della respirazione; le fibre di asbesto possono raggiungere quindi gli alveoli polmonari e anche la pleura e possono esercitare in queste sedi le loro azioni fibrogena e cancerogena. Il fatto che la latenza tra esposizione e comparsa della patologia sia, come già ricordato in precedenza, decisamente elevata fa sì che il numero dei mesoteliomi che vengono registrati sia in continuo aumento (la legge che proibisce i vari utilizzi dell'amianto risale al 1992). Si ritiene che in Italia, in base a stime abbastanza accurate, i casi di mesotelioma pleurico avranno il loro picco nell'anno 2015 per poi iniziare a decrescere lentamente.
In alcune regioni del nostro Paese l'incidenza del mesotelioma è decisamente più elevata che in altre, fra queste regioni vi sono Liguria, Lombardia, Piemonte e Puglia, regioni dove la lavorazione dell'amianto era maggiore che in altre zone.
L'ampia letteratura medica esistente sul mesotelioma pleurico, una patologia che rientra nella cerchia delle cosiddette "malattie professionali", mostra che vi sono diversi casi di mesotelioma anche nei soggetti non esposti direttamente all'amianto. Per soggetti non esposti direttamente all'amianto si intendono coloro che non erano classificati come lavoratori in aziende che trattavano detto materiale e cioè i residenti in zone con cave di amianto, i residenti in luoghi con industrie che lo lavoravano e anche i familiari di coloro che lavoravano nel settore (per questi motivi il mesotelioma pleurico viene anche detto tumore di vicinanza o tumore familiare); le diagnosi di mesotelioma in diversi familiari dei lavoratori impiegati nel settore dell'amianto ha fatto supporre che anche concentrazioni non particolarmente elevate di fibre di asbesto (per esempio quelle presenti sugli abiti dei familiari dei lavoratori del settore) possono essere alquanto pericolose. È per questo motivo che a tutt'oggi non è possibile definire con certezza un livello minimo di esposizione che possa essere considerato "sicuro".
Il virus SV 40 – La stragrande maggioranza dei mesoteliomi riconosce nell'esposizione alle fibre di amianto la causa scatenante la patologia; è però pur vero che soltanto una piccola percentuale degli esposti sviluppa il mesotelioma (circa il 5%); ciò ha fatto ritenere che possano esistere altre concause. Una di queste potrebbe essere un virus, lo SV40 (Simian virus 40), un virus descritto per la prima volta nel 1960 in una coltura di cellule di macaco che vennero utilizzate per ottenere il vaccino anti-poliomielite. Diversi studi hanno mostrato che l'iniezione intrapleurica di Simian virus 40 induce il mesotelioma maligno nel 100% delle cavie da laboratorio indipendentemente dal fatto che esse siano state esposte o no alle fibre di amianto. Alcune sequenze virali sono state rilevate in campioni di mesotelioma umano. Alcuni ipotizzano che i due fattori (esposizione alle fibre di asbesto e virus) agiscano in modo congiunto e che le fibre di amianto favoriscano l'azione cancerogena dello SV40. Non esistono però a tutt'oggi evidenze scientifiche sull'eventuale ruolo patogenetico di detto virus.
Sintomi e diagnosi di mesotelioma pleurico
La sintomatologia del mesotelioma pleurico è alquanto aspecifica; molti dei
sintomi infatti sono comuni a diverse altre patologie; tra l'altro, visto il
lungo periodo di latenza fra esposizione alle fibre di asbesto e la comparsa
dei sintomi, non è sempre immediato ricondurli alla pregressa esposizione.
I sintomi che si riscontrano con più frequenza nel mesotelioma pleurico sono la dispnea, il dolore toracico e la tosse persistente, solitamente stizzosa. Più rari sono il calo ponderale e la febbre. Tra l'altro, alcuni soggetti, pur in presenza della malattia, non manifestano alcun tipo di sintomo e la patologia viene scoperta casualmente durante controlli radiologici effettuati per altri motivi.
I sintomi respiratori sono generalmente causati dal versamento pleurico – si ha cioè un eccessivo accumulo di liquido nello spazio che intercorre fra i cosiddetti foglietti pleurici - oppure dall'ispessimento di questi ultimi.
La diagnosi di mesotelioma viene spesso effettuata quando il mesotelioma si trova già nelle sue fasi più avanzate perché, come detto a inizio paragrafo, i sintomi sono spesso blandi e molto poco specifici.
Stadiazione - La stadiazione del mesotelioma più utilizzata a livello internazionale è quella dell'IMIG (International Mesothelioma Interest Group) che riassumiamo brevemente in modo molto schematico:
Stadio I - Mesotelioma confinato alla pleura parietale o a quella parietale con parte della pleura viscerale da un solo lato, senza coinvolgimento dei linfonodi.
Stadio II - Mesotelioma confinato alla pleura parietale e viscerale da un solo lato, ma in modo più esteso rispetto alla stadiazione I. Anche in questo stadio non vi è coinvolgimento linfonodale.
Stadio III - In questo stadio il mesotelioma interessa estesamente pleura parietale e viscerale (e può coinvolgere anche altre strutture come il pericardio o tessuti della parete toracica); si ha inoltre un coinvolgimento linfonodale.
Stadio IV – In questo stadio si ha l'interessamento della pleura controlaterale oppure la presenza di liquido pleurico contenente cellule tumorali oppure il coinvolgimento di strutture ossee (coste o colonna vertebrale) o di altri organi al di fuori della gabbia toracica.
Per la diagnosi di mesotelioma l'esecuzione di esami radiologici non dà la certezza diagnostica che può essere raggiunta soltanto attraverso la biopsia. La biopsia può evidenziare uno dei tre istotipi di mesotelioma attualmente codificati: mesotelioma epitelioide, mesotelioma sarcomatoide e mesotelioma misto (o bifasico).
Trattamento del mesotelioma
Si distinguono sostanzialmente due tipologie di trattamento per il mesotelioma, quella tradizionale e quella che si avvale di nuovi approcci terapeutici. La seconda tipologia è ancora in fase di studio viene applicata soltanto in ristretti studi clinici.Il trattamento tradizionale si avvale di chirurgia, radioterapia e chemioterapia, talvolta in combinazione.
In ambito chirurgico, nei casi in cui il chirurgo ritiene che vi siano le condizioni per un intervento, si possono tentare due tipi di approccio: la pleurectomia/decorticazione (rimozione della massa neoplasica e della pleura interessata) e la pneumonectomia extra-pleurica, un intervento decisamente più esteso e complesso che comporta anche l'asportazione del polmone. Il rischio di recidive rimane sempre elevato in entrambi gli approcci.
La radioterapia ha soprattutto il ruolo di integrazione di altri approcci; risulta a volte utile nel controllo della sintomatologia.
L'approccio chemioterapico può essere utile in associazione o meno a quello radioterapico sia prima dell'intervento chirurgico (si tenta la riduzione della massa tumorale per facilitare il lavoro del chirurgo) sia dopo come consolidamento dei risultati ottenuti.
Resta comunque il fatto che, a oggi, il mesotelioma pleurico è una neoplasia che comporta notevoli difficoltà nel trattamento e in cui la prognosi è sfortunatamente infausta.
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