Donne di corsa
Menopausa
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La menopausa è un evento fisiologico che da un punto di vista tecnico indica l'ultima mestruazione avuta da una donna. Per estensione, con il termine menopausa si è soliti indicare anche il periodo di vita della donna successivo all'ultima mestruazione. Un termine utilizzato spesso, anche se un po' impropriamente, come sinonimo di menopausa, è climaterio, dal greco klimakter (scalino, passaggio) che fa riferimento al periodo di transizione, leggermente più lungo, dal momento in cui termina la fertilità a quello irreversibile di sterilità.
Nella donna in menopausa l'attività ovarica è terminata; le ovaie cioè non producono più follicoli ed ormoni estrogeni, il principale dei quali è il 17 beta estradiolo.
Il deficit ormonale che ne consegue determina l'incapacità riproduttiva e una serie di conseguenze e trasformazioni che non riguardano solo la sfera sessuale e ginecologica, ma anche altri apparati (primo fra tutti quello scheletrico). Gli effetti della menopausa sono però estremamente variabili e dipendono anche dall'ambiente sociale, dal livello culturale della donna e dal suo stato generale di salute.
Generalmente l'età media in cui si ha il riscontro della menopausa oscilla fra i 50 e i 52 anni (menopausa spontanea). Si parla di menopausa precoce quando i soggetti interessati hanno un'età inferiore ai 40 anni; si parla di menopausa prematura se tali soggetti hanno un'età compresa fra i 40 e i 45 anni; si parla di menopausa tardiva quando l'età della donna è superiore ai 52 anni.
In alcuni casi la menopausa è provocata da interventi chirurgici o da chemioterapia; in questi casi si parla di menopausa artificiale.
Vi sono però fattori che possono anticipare l'arrivo della menopausa; fra questi si ricordano il menarca precoce (comparsa del primo ciclo, generalmente tra gli 11 e i 16 anni), il fumo di sigaretta, il regime alimentare, un indice di massa corporea inferiore a quello ritenuto normale, l'abuso di sostanze alcoliche e la bassa statura. Secondo alcuni studi anche il mancinismo è un fattore che può portare a un anticipo del periodo della menopausa (le donne mancine entrano in menopausa in media cinque anni prima).

I sintomi della menopausa

menopausaLa sintomatologia della menopausa è alquanto variegata. Solitamente si tende a suddividere le manifestazioni dei sintomi in manifestazioni immediate, manifestazioni differite e manifestazioni tardive.
Manifestazioni immediate della menopausa - Fra le manifestazioni immediate vi sono vari disturbi del quadro ormonale, disturbi di tipo psicologico, vampate di calore, depressione e disturbi del sonno.
Fra i disturbi del quadro ormonale i più frequenti sono la polimenorrea (l'intervallo tra i cicli mestruali è inferiore ai 25 giorni), l'oligomenorrea (l'intervallo fra due mestruazioni successive supera i 36 giorni), l'ipermenorrea (perdita ematica maggiore di 80 ml) e ipomenorrea (perdita ematica inferiore ai 20 ml).
Fra i disturbi di tipo psicologico i più frequenti sono l'ansia, l'irritabilità e il nervosismo e nei casi più gravi la depressione.
Le vampate di calore sono uno dei fenomeni più caratteristici del periodo della menopausa; il soggetto avverte notevoli sbalzi della temperatura, si verifica ipersudorazione, si avvertono vampate di calore e si verifica un notevole arrossamento del viso, del collo e della nuca. Normalmente questi episodi hanno una durata limitata (difficilmente si va oltre i 5-6 minuti), poi la temperatura scende e si può avvertire una certa sensazione di freddo. La temperatura esterna ha una certa influenza sugli episodi di vampate che in caso di temperature alte tendono ad aumentare di numero.
Le vampate di calore possono durare per molto tempo (anche cinque anni dalla data dell'ultima mestruazione); mediamente cessano dopo uno o due anni.
I disturbi del sonno sono frequenti nell'immediato periodo post-menopausa; si possono avere difficoltà ad addormentarsi, sonno agitato o, nel peggiore dei casi, insonnia.
Manifestazioni differite della menopausa – Fra le manifestazioni differite della menopausa si riscontrano problemi a livello cutaneo, diminuzione del desiderio sessuale e sindrome urologica.
Fra i problemi a livello cutaneo i più evidenti sono l'assottigliamento di epidermide e derma, disidratazione e perdita di elasticità cutanea con comparsa di rughe e prurito.
Nella stragrande maggioranza dei casi i mutamenti ormonali che si verificano con la menopausa portano a un calo della libido. Altri problemi relativi alla sfera sessuale sono la dispareunia e l'anorgasmia.  
Fra i problemi di tipo urologico vi sono cistiti, uretriti, tenesmo, disuria, pollachiuria e, ma più raramente, nicturia.
Manifestazioni tardive della menopausa – Diverse sono le manifestazioni tardive della menopausa (problemi muscolari, diminuzione dell'energia fisica ecc), ma il problema maggiore è costituito dall'aumento della fragilità scheletrica, un quadro che pone le basi dell'osteoporosi, una seria patologia che può creare diversi problemi a coloro che ne soffrono.
Sono proprio le manifestazioni tardive della menopausa che giustificano la cosiddetta terapia sostitutiva.

La diagnosi di menopausa

Affinché la diagnosi di menopausa sia certa si deve attendere un anno dall'ultima mestruazione, ma trascorsa metà di questo periodo le probabilità che la donna sia in menopausa sono decisamente elevate; tuttavia, in soggetti di età inferiore ai 50 anni è necessario eseguire accertamenti per verificare un'eventuale gravidanza.
Diagnosi differenziale - Esistono alcune patologie la cui sintomatologia è molto simile a quella che viene riscontrata nelle donne in menopausa; fra queste ricordiamo:

La terapia sostitutiva nella menopausa

La terapia sostitutiva, oltre a  contrastare i piccoli disturbi e innalzare notevolmente la qualità della vita, permette di limitare l'aumento della probabilità di contrarre malattie cardiovascolari e di alcune patologie (tumore al colon, osteoporosi). La ragione è da ricercarsi nell'effetto protettivo degli  estrogeni femminili naturalmente prodotti in età fertile rispetto a tali patologie. Per esempio facilitano l'assorbimento del calcio da parte delle ossa: in menopausa tale effetto protettivo cessa e, come accennato in precedenza, l'apparato scheletrico diventa più fragile e può insorgere l'osteoporosi. Inoltre è provata la capacità degli ormoni femminili di abbassare l'indice di rischio cardiovascolare, aumentando la quantità di colesterolo ad alta densità (HDL) e abbassando quello a bassa densità (LDL).
La terapia sostitutiva mira a integrare il deficit di ormoni estrogeni, non più sintetizzati dal corpo femminile: possono essere assunti assieme a progestinici per contrastare gli effetti indesiderati sull'endometrio indotti da una terapia basata esclusivamente su estrogeni. La somministrazione dei due tipi di ormoni può essere concomitante o sequenziale, in trattamenti ciclici (con 7 giorni di interruzione per ogni mese) o continui (senza interruzione). Le vie di somministrazione possono essere quella orale, con pillole simili a quella anticoncezionale, cutanea, con dispositivi inseriti sotto la cute, e transdermica (cerotti, particolarmente indicati nei soggetti ipertesi per il basso impatto a livello epatico). La terapia sostitutiva non può essere somministrata a donne con malattie cardiovascolari, tromboflebiti, tumori sensibili agli estrogeni. Chi non presenta controindicazioni può assumere la terapia sostitutiva senza limiti di tempo, pur monitorando la salute con controlli periodici per valutare i rischi e i benefici associati alla terapia.


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