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La legge di guarigione totale
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Se siete dotati di spirito critico, sicuramente vi sarà capitato di avere una scarsa fiducia in una terapia proposta, soprattutto quando la terapia si avvicina a qualcosa di simile alla stregoneria pura. Anche nella medicina convenzionale esistono molti ottimismi. Spesso chi propone la terapia ha un'ottima conoscenza teorica e sarebbe inutile iniziare una discussione lunga e interminabile. Alla fine di questo articolo imparerete come svelare l'inganno terapeutico e come fermarlo alla fonte, a prescindere dalle motivazioni teoriche addotte.
Per problemi come:
  • obesità
  • cellulite
  • ritenzione idrica
  • rughe
  • invecchiamento
  • ecc.
si può fare farmacologicamente (in modo convenzionale o alternativo) molto poco, si è attualmente impotenti e incapaci di una cura reale e definitiva, se il soggetto non cambia stile di vita. È come attaccare un dinosauro con una fionda. Eppure esistono moltissimi farmaci per le patologie soprariportate. Una persona intelligente di fronte a tali farmaci dovrebbe ragionare all'incirca così:

se il tal farmaco funzionasse veramente la tal patologia non esisterebbe più.

Purtroppo esiste una serie di casi intermedi in cui il farmaco "sembra fare qualcosa". Appare fondamentale stabilire il nesso causale fra terapia e miglioramento del paziente. Tale nesso è spesso inficiato da trucchi usati ad arte perché purtroppo fin dall'antichità il concetto di rimedio non ha mai trovato una definizione chiara e praticamente accettabile.
Nella sezione Capire la scienza abbiamo evidenziato i trucchi più comuni:
Effetto tempo - Vale per patologie che comunque sarebbero guarite (sempre o in una buona percentuale dei casi) anche senza fare nulla. Esempi di tali patologie sono l'influenza e i malanni di stagione, la cefalea, l'acne, i dolori mestruali ecc. Una pillola per il mal di testa è valida se il problema scompare in 5-10', quasi miracolosamente (come per alcuni tipi di cefalea con i triptani), ma se si attenua e scompare dopo 3-4 ore, chi può stabilire se quella volta il mal di testa è guarito a causa della pillola o è passato "sua sponte"?
L'effetto tempo vale anche per patologie medio-lunghe: basta far durare la cura un tempo paragonabile con la guarigione spontanea della malattia. Poiché tale tempo è spesso approssimativo (per esempio una tendinite può guarire in una settimana o in un mese con il solo riposo), ecco che se uso una cura di un mese di 10 sedute con la nuova tecnologia LAZZAROALZATIECAMMINA, sono praticamente certo di "guarire" il 90% delle tendiniti.
Effetto coincidenza - Esistono patologie che si risolvono da sé, senza un motivo, spesso miracolosamente. Sicuramente in un buon numero di casi, all'insaputa del medico e del paziente, è stata rimossa la causa scatenante. Causa magari ignota alla medicina attuale. Se il paziente prova n cure e, casualmente, la n-esima prova coincide con la rimozione fortuita della causa, ecco che la n-esima terapia sembra funzionare. Peccato che la stessa terapia non funzioni su un caso analogo perché manca la "coincidenza". Diventa perciò importante la percentuale dei casi che una terapia risolve.
Effetto placebo -  Il soggetto si sente meglio perché crede di assumere una medicina che realmente può giovare alla sua situazione.
Effetto fluttuazione - La combinazione dei te precedenti effetti in tutte quelle patologie che "sembrano migliorare".
Effetto guru - Il terapeuta agisce sullle abitudini del soggetto che in qualche modo sono coinvolte nella patologia. Anche in questo caso la terapia non ha nessun pregio medico perché le abitudini del soggetto possono essere modificate senza la necessità di coinvolgere una terapia medica. In un soggetto non influenzabile psicologicamente la terapia non funziona.
La terapia sfrutta l'effetto contenimento - Provate a dare un'occhiata all'elenco delle patologie riportato nella sezione salute. Vedrete sorprendentemente che per alcune di queste (per esempio malattie infettive, dove si usano antibiotici) esiste una cura certa e veloce a prescindere dalla gravità della patologia, ma per moltissime altre la medicina attuale non può che proporre terapie di contenimento. Se per esempio non ci fosse la chirurgia che risolve molte situazioni, la medicina farmacologica e la medicina alternativa risolverebbero veramente poche patologie in modo certo e rapido: questa situazione è sottolineata dal fatto che moltissime persone non usano farmaci (il loro errore è però di ritenere che si potrebbe vivere senza farmaci, dando per scontato che non si verificherà mai la grave eccezionalità). Il paziente non guarisce, sta meglio, a volte solo leggermente, a volte decisamente, ma non è guarito.
I "trucchi precedenti" consentono di definire tre tipi di terapia:
  • inefficace
  • proponibile
  • valida

La terapia proponibile

Tralasciando il primo caso, una terapia è proponibile quando
  • "sembra" funzionare su un numero ristretto di casi oppure
  • "sembra" funzionare con tempi di intervento molto lunghi oppure
  • "sembra" funzionare perché produce miglioramenti parziali, spesso non definitivi.
Un esempio classico è rappresentato dalle pomate a uso non dermatologico, per esempio antinfiammatorio  o antirughe. La loro efficacia è attualmente veramente minima, nonostante l'enorme volume d'affari. Se le creme antirughe funzionassero veramente, ci sarebbe qualche sessantenne con la pelle di una trentenne! Se una crema antinfiammatoria fosse veramente efficace nel curare uno strappo o una brutta contrattura, dopo due o tre applicazioni il soggetto correrebbe, vispo e arzillo come prima: purtroppo applicarsele sulla parte dolorante è il tipico gesto del cane che si lecca la zampa rotta e dolorante sperando di curarla efficacemente.
L'indice di efficienza - Il concetto di terapia proponibile consente di definire l'indice di efficienza di una terapia.
  • Si considera un insieme di soggetti affetti dalla patologia sotto esame.
  • Si applica correttamente la terapia per un periodo ragionevolmente breve da evitare l'effetto tempo e l'effetto coincidenza; il periodo d'azione si definisce ragionevolmente breve se dura al massimo 30 gg. o comunque un tempo inferiore alla guarigione spontanea per tutte quelle patologie reversibili (che cioè guariscono da sé).
  • Al termine del periodo prefissato si verifica la percentuale di chi ha completamente rimesso i sintomi della patologia.
  • Si definisce indice di efficienza il rapporto fra il numero di soggetti in remissione e il numero totale.
È ovvio che per molte patologie remissione non significa guarigione totale, ma l'indice di efficienza vuole stabilire un rapporto causale fra terapia e remissione dei sintomi (cioè in parole povere la terapia ha fatto veramente qualcosa), non tanto la bontà in assoluto della terapia (che per esempio potrebbe essere solo sintomatica).
È però importante notare che l'indice di efficienza è estremamente basso per moltissime terapie alternative. Infatti:
  • Troppe terapie alternative vengono trascinate per mesi o per anni, convincendo il paziente che è un malato cronico e attribuendosi meriti ogni volta che ci sono occasionali miglioramenti.
  • Molti pazienti migliorano leggermente, ma non rimettono nemmeno temporaneamente i sintomi della patologia.
Sono stato più volte contattato da alternativi che si dicevano certi di curare il cancro. Andando a fondo della questione, scoprivo poi che si trattava di forme tumorali comunque facilmente controllabili anche con acqua fresca. Per esempio il tumore alla prostata colpisce un uomo su 6, ma solo uno su 32 muore di tumore alla prostata (cioè meno del 20% di chi ha contratto il tumore). Che significa? Che il cancro è spesso così lento che, anche non agendo, si muore prima di infarto o di un'altra patologia della vecchiaia, visto che colpisce uomini di età media abbastanza alta. Capito il trucco? Invento un intruglio o un rituale e poi posso dire che blocco il cancro alla prostata nell'80% dei casi!

La terapia valida

Per la definizione di terapia valida si può utilizzare la legge di guarigione totale (Albanesi, 2002):

una terapia è valida quando la patologia è guarita completamente nella quasi totalità dei casi in un tempo breve.

Una terapia valida è immune dai vari "trucchi". Un esempio è la somministrazione di vitamina C nello scorbuto o dei farmaci per il controllo dell'acido urico nella gotta. Scopo del medico è di trovare terapie valide e di non fermarsi a quelle proponibili che sono solo l'anticamera della piena comprensione della patologia (se per esempio una terapia proponibile funziona solo sul 50% dei pazienti, perché sull'altro 50% non funziona? Un medico serio si pone l'obbiettivo di capire meglio la patologia!).

L'inganno terapeutico

Per interessi commerciali chi è coinvolto nel business della salute (terapeuti e aziende) spesso ricorre all'inganno terapeutico:

far credere al potenziale paziente che una terapia proponibile sia valida!

"Stia tranquillo risolviamo il problema!"; "Eh, sì è proprio come pensavo"!", "Non più problemi con DirectlyFromGod!" ecc.
Ciò è veramente squallido soprattutto perché spesso chi tenta di contestare la terapia cade nell'errore di scendere sul piano teorico specifico, mentre la contestazione della validità diventa banale se si ha ben presente il concetto di terapia proponibile e l'indice di efficienza.

I COMMENTI

Guarigioni impossibili

Il trucco è sempre lo stesso: millantare guarigioni senza la certezza della malattia.
Un mio amico è convinto di essere guarito dalla leucemia con una cura alternativa. Quando sono andato a fondo della cosa, ho saputo che, a fronte di sintomi confusi che potevano far pensare anche alla leucemia, una cura alternativa è coincisa con la remissione dei sintomi. Da qui a stabilire che la cura alternativa cura il cancro ce ne passa. Lasciando perdere l'effetto coincidenza e supponendo che veramente la cura alternativa abbia eliminato quei sintomi, sarebbe come che:
a) ho il mal di testa
b) potrei avere un cancro al cervello
c) prendo un aspirina
d) il mal di testa mi passa
e) l'aspirina cura il cancro al cervello.

Ma quando mi daranno il Nobel??