Insonnia
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Il sonno – Il sonno normale è uno stato fisiologico consistente nell'interruzione provvisoria del cosiddetto stato di veglia. Nell'uomo, ma in tutti gli animali in genere, il sonno è un irrinunciabile bisogno biologico, necessario per il riposo del corpo e per il ripristino delle normali funzioni fisiologiche. In esperimenti su cavie da laboratorio si è osservato che la privazione del sonno porta alla morte dell'animale. Le prove sull'uomo devono essere interrotte a causa dell'insorgere di numerosi disturbi fra cui delle serie alterazioni del comportamento. Il sonno è causa di numerose modificazioni sull'organismo, la pressione arteriosa si riduce, si abbassano sia la frequenza cardiaca sia la temperatura del corpo, c'è una riduzione della produzione di urina e dell'attività respiratoria, la muscolatura tende a rilassarsi ecc.; praticamente si ha un notevole abbassamento delle richieste metaboliche da parte dell'organismo.
Si è soliti suddividere il sonno in sonno REM (circa il 25% del totale) e sonno non-REM, anche N-REM (circa il 75%); REM è un acronimo che sta per Rapid Eye Movements, movimenti oculari rapidi, e indica quella parte di sonno che viene caratterizzata dalla presenza di movimenti involontari tra i quali quelli oculari rapidi. Il sonno N-REM viene solitamente suddiviso in quattro fasi (la fase 1 e la fase 2 sono le fasi del cosiddetto sonno leggero, la 3 e la 4 sono quelle del cosiddetto sonno profondo) che possono essere evidenziate nel tracciato della polisonnografia notturna (PSN), un esame che viene eseguito durante il sonno.
L'insonnia – Come accennato in precedenza, si può parlare
di insonnia quando si ha una riduzione qualitativa e/o quantitativa del
sonno caratterizzata dall'incapacità di iniziarlo o mantenerlo per un
periodo sufficiente per un adeguato riposo. Numerose sono le classificazioni
dell'insonnia. Una prima classificazione è quella relativa alla durata:
- insonnia di tipo transitorio (dura al massimo una settimana);
- insonnia a breve termine (dura da una a tre settimane);
- insonnia lungo termine (dura più di tre settimane).
L'insonnia a lungo termine (detta anche insonnia cronica) ha cause di insorgenza più difficili da rimuovere. Non è infrequente l'insonnia provocata da malattie di tipo psichiatrico oppure quella relativa alla tipologia di lavoro (tipica è l'insonnia dei cosiddetti lavoratori turnisti); l'insonnia cronica può dipendere anche dalla regolare assunzione di sostanze stupefacenti e/o eccitanti oppure da patologie di tipo neurologico; altre cause possono essere le malattie di tipo internistico e le situazioni di stress continuativo.
Un'altra classificazione è quella relativa alle cause; in questo caso si è soliti distinguere il disturbo in insonnia primaria (causata da fattori psicofisiologici individuali) e insonnia secondaria (causata da ambienti eccessivamente illuminati, rumorosi, assunzione di sostanze eccitanti ecc.).
L'insonnia viene classificata anche in base al momento notturno; si parla in questo caso di insonnia iniziale, centrale e terminale.
Cosa fare – Con una corretta igiene del sonno la latenza di addormentamento non dovrebbe superare i quindici minuti.
Tralasciando le patologie più gravi, la causa più comune dell'insonnia è molto spesso lo stress (sia per eventi negativi che positivi), l'ansia o la depressione e comunque l'incapacità di affrontare le situazioni quotidiane in modo sufficientemente distaccato. Anche situazioni fisiche che comportano un continuo stress organico possono facilitare l'insonnia. In definitiva l'insonnia è un indicatore che il soggetto non segue un buon stile di vita (in particolare si prestino attenzione ai punti 1, 2, 3, 8, 9 e 10).
In genere l'insonnia è curata con psicofarmaci leggeri (per periodi brevi, non superiori al mese, le benzodiazepine a emivita breve o le più recenti imidazopiridine che sembrano indurre un sonno più fisiologico; per impiego a lungo termine, fino a un anno, le pirazolopirimidine) o, per le forme più gravi, con ipnotici a eliminazione lenta, i cui effetti collaterali sono comunque fastidiosi. I farmaci contro l'insonnia generano dipendenza e prima di ricorrere a un sonnifero si dovrebbe esaminare attentamente la causa dell'insonnia e tentare di rimuoverla.
In particolare, prima di assumere farmaci è molto più saggio impegnarsi a migliorare il proprio stile di vita.
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