Vuoi migliorare la tua vita?
Insonnia
Copyright by THEA 2008
Il termine insonnia (anche agripnia, anipnia, asonnia, iposonnia) deriva dal latino insomnia (da insomnis, termine composto da in che significa non e somnis che significa sonno). L'insonnia è uno dei disturbi del sonno più frequenti. Generalmente i disturbi del sonno vengono suddivisi in due grandi categorie: le dissonnie e le parasonnie. L'insonnia appartiene alla prima categoria. Le dissonnie in generale e l'insonnia in particolare sono disturbi che provocano una modificazione, ovviamente peggiorativa, della quantità e/o qualità del sonno.
Il sonno – Il sonno normale è uno stato fisiologico consistente nell'interruzione provvisoria del cosiddetto stato di veglia. Nell'uomo, ma in tutti gli animali in genere, il sonno è un irrinunciabile bisogno biologico, necessario per il riposo del corpo e per il ripristino delle normali funzioni fisiologiche. In esperimenti su cavie da laboratorio si è osservato che la privazione del sonno porta alla morte dell'animale. Le prove sull'uomo devono essere interrotte a causa dell'insorgere di numerosi disturbi fra cui delle serie alterazioni del comportamento. Il sonno è causa di numerose modificazioni sull'organismo, la pressione arteriosa si riduce, si abbassano sia la frequenza cardiaca sia la temperatura del corpo, c'è una riduzione della produzione di urina e dell'attività respiratoria, la muscolatura tende a rilassarsi ecc.; praticamente si ha un notevole abbassamento delle richieste metaboliche da parte dell'organismo.
Si è soliti suddividere il sonno in sonno REM (circa il 25% del totale) e sonno non-REM, anche N-REM (circa il 75%); REM è un acronimo che sta per Rapid Eye Movements, movimenti oculari rapidi, e indica quella parte di sonno che viene caratterizzata dalla presenza di movimenti involontari tra i quali quelli oculari rapidi. Il sonno N-REM viene solitamente suddiviso in quattro fasi (la fase 1 e la fase 2 sono le fasi del cosiddetto sonno leggero, la 3 e la 4 sono quelle del cosiddetto sonno profondo) che possono essere evidenziate nel tracciato della polisonnografia notturna (PSN), un esame che viene eseguito durante il sonno.
insonniaL'insonnia – Come accennato in precedenza, si può parlare di insonnia quando si ha una riduzione qualitativa e/o quantitativa del sonno caratterizzata dall'incapacità di iniziarlo o mantenerlo per un periodo sufficiente per un adeguato riposo. Numerose sono le classificazioni dell'insonnia.
Una prima classificazione è quella relativa alla durata:
  • insonnia di tipo transitorio (dura al massimo una settimana);
  • insonnia a breve termine (dura da una a tre settimane);
  • insonnia lungo termine (dura  più di tre settimane).
L'insonnia transitoria e quella a breve termine hanno, generalmente, cause facilmente identificabili come per esempio i disturbi da jet-lag (tipici dei lunghi viaggi in aereo); la modifica di situazioni ambientali (sistemazione in albergo, notevole variazione dell'altitudine, brusche modifiche della temperatura); l'assunzione di farmaci che alterano il normale ritmo sonno-veglia; l'assunzione di determinate sostanze alimentari (aglio, cipolla, bevande alcoliche o superalcoliche, caffè, tè ecc.); momentanei periodi di stress (preparazione a esami, colloqui di lavoro ecc.). Questi tipi di insonnia sono, come dicono i termini stessi, destinati a scomparire nel giro di poco tempo, non appena venga rimossa la causa o non appena ci si sia adattati alla nuova situazione.
L'insonnia a lungo termine (detta anche insonnia cronica) ha cause di insorgenza più difficili da rimuovere. Non è infrequente l'insonnia provocata da malattie di tipo psichiatrico oppure quella relativa alla tipologia di lavoro (tipica è l'insonnia dei cosiddetti lavoratori turnisti); l'insonnia cronica può dipendere anche dalla regolare assunzione di sostanze stupefacenti e/o eccitanti oppure da patologie di tipo neurologico; altre cause possono essere le malattie di tipo internistico e le situazioni di stress continuativo.
Un'altra classificazione è quella relativa alle cause; in questo caso si è soliti distinguere il disturbo in insonnia primaria (causata da fattori psicofisiologici individuali) e insonnia secondaria (causata da ambienti eccessivamente illuminati, rumorosi, assunzione di sostanze eccitanti ecc.).
L'insonnia viene classificata anche in base al momento notturno; si parla in questo caso di insonnia iniziale, centrale e terminale.
Cosa fare – Con una corretta igiene del sonno la latenza di addormentamento non dovrebbe superare i quindici minuti.
Tralasciando le patologie più gravi, la causa più comune dell'insonnia è molto spesso lo stress (sia per eventi negativi che positivi), l'ansia o la depressione e comunque l'incapacità di affrontare le situazioni quotidiane in modo sufficientemente distaccato. Anche situazioni fisiche che comportano un continuo stress organico possono facilitare l'insonnia. In definitiva l'insonnia è un indicatore che il soggetto non segue un buon stile di vita (in particolare si prestino attenzione ai punti 1, 2, 3, 8, 9 e 10).
In genere l'insonnia è curata con psicofarmaci leggeri (per periodi brevi, non superiori al mese, le benzodiazepine a emivita breve o le più recenti imidazopiridine che sembrano indurre un sonno più fisiologico; per impiego a lungo termine, fino a un anno, le pirazolopirimidine) o, per le forme più gravi, con ipnotici a eliminazione lenta, i cui effetti collaterali sono comunque fastidiosi. I farmaci contro l'insonnia generano dipendenza e prima di ricorrere a un sonnifero si dovrebbe esaminare attentamente la causa dell'insonnia e tentare di rimuoverla.
In particolare, prima di assumere farmaci è molto più saggio impegnarsi a migliorare il proprio stile di vita.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca