Donne di corsa
Fibroma
Copyright by THEA 2004-2009
Il fibroma è un tumore (neoplasia) benigno del tessuto connettivale fibroso che si origina frequentemente nello stomaco, nell'intestino, nell'utero e nelle ovaie. Altrettanto comuni sono i fibromi ossei e quelli cutanei, che presentano una lenta crescita e possono essere completamente asportati con la terapia chirurgica. Per quanto riguarda la forma uterina, è più esatta la definizione di fibromioma, mentre per quella ovarica si parla di leiomioma, un tumore benigno che si sviluppa da fibre muscolari lisce. Quello più comune è sicuramente il fibroma uterino, che può assumere dimensioni variabili, da pochi cm fino a occupare tutto l'organo, e anche da posizioni diverse. Si distingue infatti il fibroma che si sviluppa solo sulla parete muscolare (intramurale), quello che tende a espandersi all'esterno, rimanendo attaccato alla parete con un solo filamento o peduncolo (fibroma sottosieroso peduncolato), e che, dalla parete, si espande all'interno (sottomucoso). Si tratta di una patologia molto frequente nella donna in età fertile in quanto la sua crescita può essere stimolata dall'azione ormonale ovarica. Spesso in menopausa le sue dimensioni si riducono. La presenza del fibroma può essere associata a una fibromatosi, ovvero la modifica della struttura del tessuto dell'organo in cui le fasce fibrose risultano prevalere su quelle muscolari.

I sintomi del fibroma

I principali sintomi sono possibili emorragie o perdite ematiche al di fuori del ciclo, dolore da compressione sugli organi vicini, specie la vescica e l'intestino, e dolore dovuto alla torsione, nel caso di fibroma peduncolato che si attorciglia su sé stesso. La diagnosi, oltre che dai sintomi che possono però essere molto lievi (non sempre è avvertito dolore) viene fatta grazie alla visita ginecologica, l'ecografia o tecniche endoscopiche (isteroscopia) in cui con un intervento esplorativo si introduce un sistema ottico per visualizzare l'interno della cavità uterina e, grazie a un sistema di trasmissione di immagini, si può avere una visione chiara della neoplasia e fare una diagnosi precisa.

La cura del fibroma

fibromaLa terapia farmacologica ha lo scopo di contrastare lo sviluppo del tumore e di ridurre gli episodi emorragici, molto spesso dolorosi. Si utilizzano generalmente progestinici, composti che hanno funzione o struttura analoga a quella del progesterone, l'ormone secreto dopo l'ovulazione dal corpo luteo dell'ovaia e dalla placenta.
La terapia chirurgica consiste nell'asportazione del tumore (miomectomia) o, nei casi più gravi, l'asportazione totale dell'utero (isterectomia), soluzione preferibile nel caso di dimensioni notevoli della neoplasia o per donne in età di menopausa. La tecnica chirurgica può essere più o meno invasiva, utilizzando la stessa isteroscopia usata però a scopo terapeutico e non solo diagnostico, oppure con intervento in laparoscopia o laparotomia (tecnica chirurgica tradizionale con l'apertura dell'addome). Recentemente è stata proposta una tecnica di radiologia interventistica (embolizzazione) consistente nel blocco dell'apporto ematico dell'utero.
La scelta della tecnica deve essere fatta accuratamente dal medico in base al tipo di fibroma, all'età della paziente e allo stato di avanzamento della neoplasia.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca