Vuoi sapere veramente tutto sugli esami clinici?
Prurito
Copyright by THEA 2006
Il prurito costituisce una tipica situazione di fastidio dermico, per cui viene spontaneo grattarsi la pelle, in certi casi eccessivamente, arrivando addirittura a creare delle vere e proprie ferite, possibili cause di infezioni. Generalmente il prurito è soggettivo, difficile da generalizzare, se non in alcuni casi ben specifici per i quali potrebbe essere un sintomo di malattie come le allergie, le dermatiti o alcune disfunzioni a livello epatico (fegato e cistifellea). Soprattutto le malattie della pelle sono associate alla sgradevole sensazione di prurito, siano esse dovute a eczemi, scottature o punture di insetti. In rari casi il prurito può non essere localizzato, ma generalizzato in tutto il corpo, come avviene durante gli stati di gravidanza o per particolari malattie, prevalentemente infantili, come la varicella o il morbillo. Sebbene non costituisca di per sé un problema serio, in caso di persistenza di prurito sarebbe meglio sottoporsi a un esame medico per evidenziare o escludere la presenza di malattie. Per questo il prurito, considerato solitamente in modo negativo, può tuttavia essere apprezzato come campanello d'allarme per eventuali patologie.
Il prurito come sintomo patologico – Ogni zona del corpo può essere soggetta a prurito e per la maggior parte dei casi si tratta di situazioni temporanee dovute a cause lievi, destinate comunque a scomparire in breve tempo. Tuttavia può capitare che esso perduri nel tempo, senza che si giunga a una naturale riduzione del fastidio, ma anzi peggiorando gradualmente. In questi casi bisogna immediatamente rivolgersi a un medico per indagare sulle sue possibili cause. Molto spesso gli esami evidenziano la presenza di particolari malattie della pelle (dermatiti) dovute per esempio a funghi, insetti o, nei casi più gravi, a psoriasi. In certi casi può avere un ruolo determinante l'alimentazione per l'assunzione di cibi particolari (pesce, fragole o alimenti con sostanze artificiali come i coloranti), ma il prurito può essere associato anche all'assunzione di alcuni farmaci o a disturbi psichici complessi (ansia, stress o stati di tensione). Tra le possibili patologie segnalate dal prurito vanno annoverate anche alcune forme di allergie, di cui l'orticaria è la più nota. Essa consiste in una lesione cutanea dovuta a trauma da sostanza tossica o a reazione di rigetto dell'organismo verso certe sostanze (come quelle iniettate da certi insetti). In questi casi il prurito funge da segnale primario della sua insorgenza. Esistono infine alcune malattie del fegato come la cirrosi o l'epatite in grado di provocare sensazioni di prurito a causa dell'errata concentrazione dei sali biliari nel sangue.
pruritoPossibili cure – Per eliminare, o quantomeno ridurre, la spiacevole sensazione di prurito, si deve ovviamente individuare con precisione la sua causa e solo successivamente intervenire nel modo più appropriato. Se la sua origine è dovuta a cause di tipo alimentare o farmacologico è necessario astenersi dai cibi o dalle sostanze in grado di scatenarne gli effetti. Quando si è invece in presenza di un eczema si deve ricorrere all'uso di una crema idratante, associata a risciacqui con acqua tiepida oppure a soluzioni emollienti a base di mentolo. In molti altri casi si può ricorrere all'uso di farmaci di varia natura come gli antistaminici (da prendere per via orale) o altri ancora. Quando la zona colpita da prurito è particolarmente circoscritta (punture d'insetto o scottatura solare), si possono applicare alcuni anestetici locali in spray preparati con lidocaina e benzocaina. Tuttavia, nei casi più fastidiosi da prurito intenso, è possibile utilizzare sostanze a base di corticosteroidi o cortisone. Generalmente le cure farmaceutiche contro il prurito non hanno particolari effetti collaterali, se non qualche rara forma di irritazione cutanea, per la quale si dovrebbe sospendere il trattamento.

Il prurito anale

Una delle forme più fastidiose di prurito riguarda quella che colpisce la zona dell'ano. È infatti piuttosto comune che si verifichino episodi nei quali il prurito in quest'area sia così intenso da non poter fare a meno di grattarsi. Molte possono esserne le cause, ma quasi mai la colpa è da attribuire alla mancanza di pulizia, che invece può costituire un problema se applicata eccessivamente una volta insorto il problema. I possibili fattori in grado di scatenare questo prurito sono la presenza di feci troppo umide (possibile sviluppo di batteri), un'alimentazione non sempre corretta che può irritare l'ultimo tratto intestinale, l'insorgere di parassiti intestinali, dermatiti, emorroidi, ragadi o infezioni anali e allergie. In tutti questi casi è raccomandabile non stimolare troppo l'area interessata con saponi o carta, ma applicare dolcemente (non sfregando!) un panno di cotone bagnato oppure delle garze, se non in certi casi delle polveri specifiche per mantenerla asciutta o dei farmaci specifici da applicare localmente. Sebbene si possano avere dei miglioramenti già nella prima settimana, solitamente i tempi richiesti per una guarigione completa si aggirano intorno alle 5 settimane, con trattamenti periodici e regolari.

Il prurito vulvare

Riguarda la zona genitale femminile. La causa più frequente è una vulvovaginite, di origine prevalentemente micotica, cioè causata da un fungo. Oltre al prurito si hanno in genere altri sintomi come bruciore, calore, fastidio, senso di secchezza e dolore durante i rapporti sessuali.
In circa la metà dei casi è presente un'infezione, mentre nell'altra metà la causa è allergica, traumatica, da agenti irritanti (farmaci come antibiotici, cortisonici ecc.) oppure secondaria ad altre malattie (AIDS, lupus, diabete, malattie ematologiche, disordini epatici, dermatosi sistemiche, disordini renali ecc.).
La vulvovaginite da Candida è una delle infezioni genitali più frequenti e va sempre tenuta in considerazione in caso di prurito vulvare (circa il 75% delle donne ha avuto almeno un episodio di candidiasi vulvovaginale nella sua vita e il 50% una recidiva).
Ovviamente il trattamento dipende dalla causa accertata, ma è possibile dare consigli generali:
  • l'abolizione di indumenti sintetici (che riducono la traspirazione) e colorati;
  • l'uso di deodoranti, creme o saponi che possono causare allergie.
Interessante anche l'aspetto psicologico del problema. In una percentuale non minima, il prurito è il sintomo di una forma psicogena, soprattutto se è presente un alto grado di stress o se la donna vive conflitti sessuali (frustrazioni, sensi di colpa ecc.); in quest'ultimo caso il prurito è associato spesso a frigidità.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca