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Forfora
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La forfora, conosciuta anche con il nome latino Pityriasis capitis, è un tipico disturbo del cuoio capelluto che consiste nella sua frequente desquamazione dovuta prevalentemente a una disfunzione fisiologica dell'organismo. Sebbene il processo di desquamazione sia assolutamente naturale per l'epidermide, quando si parla di forfora ci si riferisce a una manifestazione piuttosto evidente per la quale il cuoio capelluto produce squame piuttosto grandi e, oltre a un evidente disturbo estetico, provoca anche disagio fisico, soprattutto se accompagnata da seborrea (eccessiva secrezione sebacea), prurito e arrossamento. 

I tipi di forfora

La forfora secca è più frequente nei mesi invernali, nel sesso maschile e in genere non è collegata a caduta dei capelli. Sintomo frequente è il prurito (da cui il grattamento).
La forfora grassa è caratterizzata dalla presenza di un'intensa seborrea che tende a trattenere le squame furfuracee, impedendone l'allontanamento dal cuoio capelluto. Spesso la forfora grassa evidenzia una dermatite seborroica ed è frequente la caduta dei capelli

Le cause della forfora

Entrambi i tipi di forfora sono caratterizzati dalla presenza di focolai infiammatori, costituiti da gruppi di cellule che, probabilmente richiamate da microrganismi, rilasciano sostanze che contrastano l'infezione. Tali sostanze (mediatori chimici dell'infiammazione) alterano l'ambiente del derma e originano una maggiore desquamazione.
Il problema sta nel capire cosa genera le infiammazioni locali, cioè la causa prima della forfora.
PityrosporumSecondo molti dermatologi la causa sarebbe un lievito del genere Pityrosporum (vedi immagine a fianco), scoperto da Malassez più di cento anni fa. Normalmente questo microrganismo costituisce il 45% della flora residente sul cuoio capelluto dei soggetti normali. In caso di forfora la sua presenza sale fino al 75%. Non è chiaro però se l'aumento della percentuale causa l'infiammazione locale o ne è una conseguenza.
Restano pertanto valide le altre ipotesi, dalle disfunzioni delle ghiandole sebacee in fase di secrezione a diversi fattori legati all'alimentazione, da problemi connessi alla digestione e al metabolismo dei grassi sino ai classici disturbi psicologici quali stress o ansia.
Per quanto riguarda l'alimentazione, se è vero che è spesso trascurata e non sempre in linea con le necessità dell'organismo, è altresì vero che difficilmente una causa unisex può spiegare un problema che colpisce in misura maggiore i maschi. 
Ricordiamo altre possibili cause secondarie legate all'igiene dei capelli, come l'impiego di shampoo non ottimali o l'eccessivo uso che si fa dell'asciugacapelli o di lozioni e gel che possono alterare l'equilibrio fisiologico dello strato cutaneo.
Probabilmente la forfora ha cause diverse e si deve pertanto considerare più un sintomo che una patologia. R. Albanesi (1999) ha per esempio notato che curiosamente soggetti trattati con cortisonici (per patologie ortopediche) hanno avuto periodi di remissione dalla forfora; ciò può spiegarsi con l'azione antinfiammatoria del cortisonico, ma anche con una causa autoimmune del problema forfora. 

La cura della forfora

forforaIn linea di massima si possono suggerire alcuni accorgimenti in grado quantomeno di limitare la forfora. Innanzitutto sarebbe bene lasciare liberi i capelli, evitando l'uso di cappelli o foulard, spazzolarli quando possibile senza eccedere con troppa violenza, che può causare danni al cuoio capelluto (pericolo di infezioni), impiegare shampoo contenenti sostanze come lo zolfo o il catrame, ottimi antibatterici e rigeneranti cutanei (basti pensare all'uso che si fa dello zolfo nella cosmetica) e lozioni a base di acido salicilico e retinoico, entrambi coinvolti nella rimozione delle squame.  
I prodotti antiforfora in commercio - Come detto esistono in commercio una quantità enorme di prodotti antiforfora, da valutare sempre con molta attenzione poiché molti di questi sono generici e non in grado di soddisfare chi necessita di esigenze più specifiche. Alcuni shampoo contengono infatti sostanze funzionali germicide come il ketoconazolo, che svolge un'azione antimicotica (mentre i composti piridinici hanno un effetto citostatico e antiproliferativo), in grado di annientare batteri o microrganismi (come il fungo sopra citato) che si nutrono delle cellule morte del cuoio capelluto. Per combattere meglio la forfora, si ricorre spesso a principi come i tensioattivi, che svolgono una funzione detergente, rimuovendo lo sporco endogeno (le squame) ed esogeno (dovuto a fattori ambientali esterni) dallo strato lipidico superficiale. Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato una serie di prodotti che si trovano prevalentemente in farmacia e che vengono definiti oli-shampoo. Il sistema che sta alla base di questi speciali antiforfora è diverso da quello degli shampoo semplici, infatti è fondato sul concetto di detergenza per affinità. La presenza di uno strato lipidico artificiale provoca una sostituzione con quello naturale appartenente all'individuo, eliminando dunque la desquamazione cutanea. Sebbene siano ben tollerati dall'organismo, non sono molto amati dal consumatore per i costi, la minore accessibilità rispetto a uno shampoo classico (che si trova anche al supermercato) e la scarsa schiumosità del prodotto. Esistono inoltre alcuni prodotti che mirano a eliminare direttamente le cellule morte tramite sostanze cheratolitiche, limitando la desquamazione cutanea e quindi la forfora. Va infine ricordato che esistono patologie più serie di quelle citate, come la psoriasi o la dermatite seborroica che non possono essere risolte con i metodi appena elencati per combattere la forfora, ma che richiedono necessariamente l'intervento di un medico dermatologo.  


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