L'
ecstasy
è una sostanza sintetica psicoattiva, ovvero in grado di provocare effetti
allucinogeni e stimolanti, assai affine alle amfetamine. Al termine degli
anno Settanta si diffuse negli Stati Uniti, negli ambienti
underground. In Europa è giunta dieci anni dopo, passando dalle
feste
raves
inglesi e via via poi diffondendosi in tutto il continente. In Italia è
considerata sostanza stupefacente illegale dal 1990.
La scelta di fare uso di ecstasy - Anche l'ecstasy, come
tutte le sostanze stupefacenti, induce dipendenza e anche notevole
assuefazione, ovvero ogni volta è necessario assumere una dose maggiore per
provare gli effetti piacevoli legati alla funzione psicotica della sostanza.
Oltre alle considerazioni relative al fallimento esistenziale di chi ricerca
felicità artificiali effimere, già espresse a proposito di
cocaina ed eroina, l'ecstasy risulta forse
ancora più pericolosa per il consumatore occasionale perché è percepita come
una piccola trasgressione, grazie alla modalità assai semplice di assunzione
(in pastiglie). Inoltre le pastiglie contengono spesso, oltre al principio
attivo, altre sostanze che ne potenziano l'effetto, come anfetamine,
cocaina, caffeina, efedrina o anche farmaci per uso umano o veterinario.
Viene consumata in ambienti come discoteche o luoghi di ritrovo, e può
essere assunta quindi assieme ad alcol, il che complica ulteriormente il
quadro clinico degli effetti collaterali. Basta una sola dose quindi per
portare a conseguenze molto gravi, fino alla morte. Inoltre l'ecstasy può
interagire con alcuni farmaci, che ne rallentano l'eliminazione
dall'organismo e, di conseguenza, aumentano la sua tossicità. In
particolare, l'ecstasy interagisce negativamente per l'organismo con alcuni
farmaci antivirali e antidepressivi.
La provenienza - L'ecstasy è una sostanza di sintesi nata
dagli studi di psichiatria volti ad approfondire gli effetti della
mescalina, il principio attivo del Peyote. Sintetizzata nel 1914, il primo
suo utilizzo fu tra i soldati della prima guerra mondiale. Il suo nome
esteso è
3, 4 metilenediossimetamfetamina (
MDMA),
e sono presenti altre varianti della stessa classe, come l'MDEA (
Eve),
l'MDA (
Love drug), e l'MBDM (TNT).
Come agisce sul cervello - L'ecstasy aumenta a dismisura la
produzione di serotonina nel cervello, sostanza naturale coinvolta
nell'organismo nella regolazione del sonno, dell'appetito e in generale
dell'umore. Alcuni studi affermano anche un effetto neurotossico
dell'ecstasy, ovvero la capacità di danneggiare permanentemente i
neurotrasmettitori nel cervello e la capacità di produrre naturalmente la
serotonina e la dopamina. Questa ipotesi potrebbe essere confermata anche
dai danni permanenti dovuti al consumo abituale di ecstasy relativi
all'insorgere di depressioni (fino alle idee di suicidio), psicosi, attacchi
di panico e turbe permanenti della memoria.
Effetti positivi (a breve termine) - In seguito
all'assunzione di ecstasy aumentano le capacità sensoriali e percettive,
ovvero aumenta la capacità di sentire le emozioni, il senso di intimità con
gli altri e l'affettività. inoltre si percepisce euforia o senso di
spensieratezza e di pace con il mondo con una rimozione delle barriere
emotive che porta più facilmente a comunicare con gli altri. Questi effetti
hanno durata differente a seconda della sostanza assunta (l'ecstasy o MDMA o
sue varianti, MDEA, MDA o MBDM), da 4-6 ore a 8-12 ore, con gli effetti che
iniziano dopo venti-sessanta minuti.
Effetti negativi fisiologici - L'effetto più pericoloso è
l'aumento della pressione sanguigna, anche notevole, di per sé già
pericolosa, ma che può essere letale in soggetti con patologie già presenti
(problemi cardiaci, renali). Inoltre si ha un aumento della frequenza
cardiaca, tachicardia, disidratazione dovuta a intensa sudorazione, crampi e
svenimenti dovuti anche all'innalzamento notevole della temperatura corporea
(fino a 43 gradi). L'insorgere di problemi cardiaci e/o respiratori e il
surriscaldamento eccessivo del corpo possono essere causa di morte, anche in
seguito a una sola assunzione.
Effetti negativi psicologici - Accanto agli effetti
sensoriali piacevoli, a breve termine si ha quasi immediatamente un calo
notevole di serotonina che induce insonnia, perdita di appetito, scarsa
concentrazione e riduzione della capacità di giudizio. Queste ultime in
particolare sono molto pericolose per chi si mette alla guida di autoveicoli
dopo il consumo di ecstasy.
Danni permanenti conseguenti all'assunzione di ecstasy e sostanze
similari (complicanze e overdose) - Con l'assunzione di una dose
troppo alta (la dose media non dovrebbe superare i 2 mg per kg di peso,
anche se il consumatore non ha alcuna garanzia della composizione della
pastiglia assunta) si hanno immediatamente episodi di tachicardia,
svenimenti e sudorazione intensa, disturbi della vista e attacchi di panico.
Oltre alle interazioni con altri farmaci e agli effetti mortali che si
possono avere a causa di patologie già preesistenti (ipertensione, malattie
cardiache,renali o diabete), l'uso continuato di ecstasy può portare
all'insorgere di stati permanenti di depressione, paranoia, psicosi in
genere, distruzione dei muscoli scheletrici, insufficienze renale ed epatica
acute.