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Diarrea
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Diarrea - Disturbo della defecazione caratterizzato dall'emissione di feci liquide o semiliquide che appaiono alterate sia per quanto riguarda la quantità sia per quanto riguarda la qualità.
 
In linea di massima si parla di diarrea quando coesistono queste due condizioni:
  • l'emissione delle feci è frequente (almeno 4-5 volte al giorno)
  • le feci non sono formate (in genere piuttosto liquide).

I meccanismi fisiopatologici della diarrea

Facendo riferimento ai meccanismi fisiopatologici si distinguono cinque tipi di diarrea:
  • diarrea osmotica
  • diarrea secretoria (anche diarrea infiammatoria)
  • diarrea motoria
  • diarrea da riduzione globale della superficie
  • diarrea da alterato assorbimento attivo.
Si ha diarrea osmotica quando nel lume intestinale viene a verificarsi un eccessivo accumulo di soluti non assorbiti e attivi osmoticamente; ciò porta a un abnorme richiamo di acqua nel lume dell'intestino. I tipici casi di diarrea osmotica sono quelli che si verificano in conseguenza a disturbi quali l'intolleranza al lattosio o altri casi di maldigestione. Possono provocare diarrea osmotica anche i cosiddetti lassativi osmotici (fra i più noti si ricordano quelli a base di lattulosio, sali di magnesio, sorbitolo, mannite ecc.).
La diarrea secretoria (o diarrea infiammatoria) è dovuta a uno stimolo che causa un'ipersecrezione di acqua ed elettroliti da parte della mucosa dell'intestino. È il tipico caso delle diarrea da infezioni. Quando lo stimolo è a carico della parete dell'intestino tenue si ha una produzione fecale diarroica decisamente più elevata rispetto a quella che può verificarsi nel caso di una stimolazione a livello del colon. Dal momento che siamo in presenza di un processo di tipo infiammatorio, le feci, generalmente molto liquide, contengono notevoli quantità di proteine, pus e sangue, tant'è che si può parlare di dissenteria.
Si parla di diarrea motoria quando il problema è dovuto a un incremento di motilità e velocità del transito intestinale (condizione definita come iperperistaltismo, ovvero aumento delle contrazioni delle anse intestinali). Con l'aumento della peristalsi viene a diminuire il tempo a disposizione per il processo digestivo, si ha quindi una riduzione dell'assorbimento e conseguente diarrea. Questo tipo di diarrea si verifica spesso nei soggetti affetti da sindrome del colon irritabile e in coloro che sono affetti da sindrome da carcinoide con iperproduzione di 5-idrossitriptamina.
Nel caso di diarrea da riduzione globale della superficie, il problema è relativo alla riduzione della superficie intestinale di assorbimento; ciò provoca malassorbimento e, conseguentemente, diarrea. Questo tipo di diarrea è tipico di patologie quali il morbo celiaco o la sprue tropicale (una patologia caratterizzata da anemia megaloblastica e malassorbimento intestinale). Questo tipo di diarrea può verificarsi anche in seguito a notevoli resezioni chirurgiche a carico dell'intestino tenue oppure in seguito all'inserimento di by-pass ileali.
Si ha diarrea da alterato assorbimento attivo quando si verificano alterazioni a livello delle pompe attive di assorbimento degli elettroliti. Questo tipo di diarrea è caratterizzato da scariche fecali iperacide e alcalosi metabolica nei bambini.

Classificazione della diarrea

diarreaEsistono diverse modalità di classificazione della diarrea. Uno dei più utilizzati distingue tale disturbo nel seguente modo:
  • diarrea ricorrente
  • diarrea acuta
  • diarrea cronica.
Le diarree ricorrenti sono normalmente causate da allergie, dalla sindrome del colon irritabile, da errori alimentari o da situazioni psicologiche (stress). Sono quelle che riguardano il maggior numero di casi e per questo motivo le trattiamo per prime. Si deve inoltre rilevare che molto spesso sono quelle gestite (proprio perché ricorrenti) senza l'intervento del medico. Per questo è fondamentale leggere il paragrafo Cosa fare in caso di diarrea ricorrente.
Le diarree acute possono durare da poche ore fino a un massimo di trenta giorni e, normalmente, hanno una causa infettiva, tossinfettiva o iatrogena. Le diarree acute infettive possono essere causate da agenti infettivi quali l'Escherichia coli, il Vibrio cholerae, Salmonelle etc., quelle tossinfettive da microrganismi quali, per esempio, lo Staphylococcus aureus, e il Clostridium perfringens mentre le diarree acute iatrogene sono il risultato di effetti collaterali e indesiderati dovuti a terapie mediche, sono moltissimi farmaci che possono causare questo tipo di diarrea acuta: gli antibatterici, i FANS, i farmaci per l'artrosi, quelli per l'apparato cardiovascolare ecc. Un caso particolare di diarrea acuta è la cosiddetta diarrea del viaggiatore, disturbo che coglie sovente coloro che per turismo o per lavoro visitano i Paesi con clima caldo, specialmente quelli in cui le condizioni igienico-sanitarie sono carenti; può essere utile in questi casi assumere per qualche giorno (sia prima della partenza sia durante il soggiorno) fermenti lattici che hanno la funzione di ristabilire l'equilibrio della flora batterica intestinale; dovrebbero inoltre essere seguite alcune regole fondamentali come per esempio quella di evitare il consumo di cibi crudi e di bere l'acqua di rubinetto se prima non è stata bollita o disinfettata. Anche i denti andrebbero lavati con acqua minerale.
Si parla di diarree croniche quando la loro durata supera le quattro settimane. Molteplici (e anche molto gravi) possono essere le cause: tumorali (per esempio il carcinoma del colon retto, una delle neoplasie più diffuse nel mondo occidentale), infiammatorie (la rettocolite ulcerosa, la malattia di Crohn), endocrine, parassitarie, malassorbimento (per esempio la celiachia) ecc.

Diarrea: come si manifesta

La diarrea può manifestarsi in modo isolato oppure essere accompagnata da disturbi più o meno lievi; i più frequenti sono i dolori all'addome, i bruciori all'ano, perdite ematiche, flatulenza. Alcune volte, anche se non frequentemente, compaiono anche febbre e vomito. La diarrea può essere particolarmente pericolosa quando ne sono colpiti i bambini e le persone anziane a causa del rischio, non così infrequente, di disidratazione.

Diarrea acuta: cosa fare

Quando ci troviamo di fronte a casi di diarrea acuta (i più frequenti) si deve, per prima cosa, prevenire e trattare la deplezione dei liquidi e degli elettroliti. Se la disidratazione si presentasse particolarmente grave si rende necessario il ricovero ospedaliero. Ci sono poi i farmaci che inibiscono la motilità intestinale e sono particolarmente importanti in quanto alleviano la sintomatologia della diarrea acuta. Si deve tener presente che questo tipo di farmaci non è indicato nel trattamento della diarrea acuta dei bambini. Anche se la causa della diarrea è batterica di norma non è necessario ricorrere agli antibiotici perché di solito questo tipo di disturbo ha una risoluzione spontanea in tempi brevi. Se questo non accadesse si dovrà ricorrere a un esame coproculturale per individuare gli agenti eziologici specifici responsabili del disturbo e poter adottare la cura antibiotica più adeguata.

Cosa fare in caso di diarrea ricorrente

Innanzitutto si deve essere certi che si tratti effettivamente di un episodio di diarrea. Molte persone sono ossessionate dal sintomo e scambiano una normale defecazione con feci non formate come episodio di diarrea. Perché si possa parlare di diarrea devono valere entrambi le condizioni esposte a inizio articolo.
È consigliabile evitare di utilizzare farmaci antidiarroici in modo abituale, senza prima aver appurato la causa del problema. Tali farmaci vanno infatti utilizzati in parallelo all'eliminazione della causa, causa che deve essere attentamente indagata.
Tamponare il singolo episodio con i noti consigli alimentari: molti liquidi, pasti leggeri, evitando frutta, verdura, latticini, alcol e caffè.

Diarrea: le eventuali complicanze

dolori da diarreaLe eventuali complicanze che possono verificarsi in seguito a diarrea sono legate in particolar modo alla disidratazione, agli squilibri idroelettrolitici e a quelli acido-base. Possono ovviamente verificarsi seri problemi anche in seguito alle eventuali perdite ematiche e proteiche.
La disidratazione che può venirsi a verificare a causa delle perdite di acqua che si verificano normalmente nei casi di diarrea può essere abbastanza grave nei pazienti meno autonomi, come per esempio le persone anziane non autosufficienti e i bambini molto piccoli; le perdite di acqua che si verificano devono essere reintegrate se non si vuole correre il rischio di problemi quali ipotensione, tachicardia, ipoperfusione renale, oliguria ecc.
In caso di diarrea si verificano perdite a livello salino; la perdita di sodio, con conseguente iposodiemia soprattutto quando la reintegrazione dei liquidi viene fatta soltanto con acqua, può portare a una riduzione del senso di sete con conseguente peggioramento del quadro clinico.
Anche la perdita di potassio con conseguente ipopotassiemia può essere causa di aritmie cardiache. La perdita di potassio non deve essere trascurata perché nel caso che essa sia particolarmente severa e può portare a una nefropatia kaliopenica con danno tubulare e poliuria ipotonica.
Altre complicanze legate alla diarrea sono l'acidosi metabolica (quando si ha una perdita di bicarbonato dall'intestino), alcalosi metabolica (in caso di diarrea da alterato assorbimento attivo), anemia e ipoalbuminemia (nel caso di diarree caratterizzate da perdite ematiche e proteiche) e coliche renali da acido urico o da ossalati nel caso di diarree croniche.


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