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I denti del giudizio
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I denti del giudizio, o terzi molari, sono denti che compaiono di norma dopo i diciassette anni (da cui il nome popolare), ma non necessariamente riescono a crescere nella posizione corretta come gli altri denti. A volte addirittura non fuoriescono dalla gengiva e rimangono occlusi. Si tratta di un'eredità anatomica dell'uomo primitivo che aveva bisogno di denti stabili e mascelle salde per la sua dieta inizialmente basata su carne cruda. Nell'uomo moderno, venendo meno le esigenze di una masticazione così "cruenta", sono pressoché inutili e per questo difficilmente si sviluppano tutti e quattro. La pratica dentistica si divide tra due approcci antitetici: toglierli sempre o quasi, proprio perché inutili e potenziale fonte di problemi, oppure conservarli a tutti i costi e toglierli solo in caso diano effettivo fastidio o siano cariati. In realtà non esiste una regola che valga per tutti, in quanto occorre valutare caso per caso e soppesare attentamente vantaggi e svantaggi della loro eliminazione.
Quando occorre toglierli - Perché i denti del giudizio possono causare così tanti problemi, a differenza degli altri denti? La ragione sta proprio nella loro posizione: sono gli "ultimi" e spesso non esiste fisicamente lo spazio per la loro crescita, con una serie di possibili problemi:
crescono storti e/o parzialmente inclusi nell'osso e ciò può minare la stabilità dei denti vicini e/o causare una degenerazione dell'osso e una perdita della matrice ossea anche per i denti vicini;
possono essere in parte intrappolati nella gengiva, impedendo di fatto un'igiene accurata. Il dente del giudizio diventa una "falla" del sistema entro la quale possono penetrare i batteri dando origine a una seria malattia parodontale;
possono essere rotti e quindi possibile fonte di penetrazione di batteri al loro interno, di una possibile carie e di infezioni anche serie del cavo orale;
premendo sui denti vicini, possono dare fastidio alla masticazione e causare problemi all'articolazione della mandibola e anche dolori facciali con nevralgie.
Spesso i denti del giudizio vengono trascurati anche se danno piccoli fastidi (gonfiori passeggeri, dolore vago nella zona, difficoltà di una corretta masticazione), fino a che la situazione non degenera con un'infezione (gonfiore accentuato, dolore molto forte) o si scopre la compromissione dei denti vicini. Solo un dentista esperto e preparato può valutare e consigliare se i denti del giudizio che avete sono un vantaggio aggiuntivo che non tutti hanno oppure una fonte di problemi. In genere molti dentisti applicano un protocollo che mira alla riduzione delle sensazioni di dolore post operatorio e alla ripresa veloce di una corretta masticazione: l'estrazione degli ottavi inferiori a distanza di 15 giorni e di quelli superiori a distanza di 7 giorni. A volte però, valutando la complessità dell'intervento e la capacità di sopportazione del paziente, suggeriscono di toglierli anche a due a due (generalmente i due superiori assieme e i due inferiori assieme) o tutti assieme. A seconda della posizione e della complessità dell'intervento, potrebbero essere necessari dei punti di sutura. Un buon dentista, per valutare l'estrazione, sottopone il paziente alla radiografia o richiede un'ortopantomografia, per poter avere un quadro completo della situazione. 
radiografia dentalePrecauzioni da prendere prima e dopo l'intervento - Nei racconti di molte persone l'estrazione dei denti del giudizio è legata a ricordi terrificanti di un'esperienza dolorosa, per altri invece si è trattato di una semplice operazione di pochi minuti. In realtà si tratta di un vero e proprio intervento chirurgico e, come tale, la sua riuscita e le sue conseguenze dipendono fortemente dalle condizioni iniziali (in questo caso la situazione in cui si trovano i denti e anche la salute generale del paziente) e dalla preparazione e manualità del dentista. Sarebbe un errore tenersi i denti del giudizio anche in presenza di un parere (autorevole) contrario del dentista, solo per paura dell'operazione. Con le giuste precauzioni, ed essendo preparati ad affrontare le possibili complicazioni, anche l'estrazione del denti del giudizio può essere un investimento nella propria salute. Ecco le principali precauzioni da prendere:
dentiPrima dell'intervento:
  • l'igiene della bocca è fondamentale per prevenire possibili infezioni: nel caso nei mesi precedenti abbiate trascurato l'igiene dentale, conviene effettuare dei risciacqui con un collutorio a base di clorexidina (nella percentuale dello 0,20%) per eliminare eventuali cariche batteriche, a partire da 3-4 giorni prima dell'intervento e per altri 3-4 giorni dopo.
  • L'utilizzo di antibiotici prima dell'intervento è un argomento controverso; alcuni dentisti lo consigliano sempre, altri invece tendono a evitare un uso indiscriminato di antibiotici e non riconoscono l'efficacia di una terapia preventiva, ma solo successiva in presenza di eventuali infezioni. La terapia antibiotica viene anche prescritta in casi in cui il paziente abbia già debilitate o compromesse le capacità del sistema immunitario in presenza di particolari patologie, oppure nel caso di interventi molto invasivi a causa di posizioni particolarmente difficili dei denti da estrarre.
Dopo l'intervento:
  • in caso di persistenza del sanguinamento (peraltro normale nelle prime 12-24 ore), mordere delicatamente una garza sterile nella zona interessata.
  • Evitare di sciacquare la bocca per almeno 12 ore e risucchiare nella zona della ferita, per non rimuovere il tappo di fibrina che si forma sul "buco"; questo tappo (il coagulo) previene l'insorgenza di infezioni e la sua rapida costituzione accelera i tempi di guarigione.
  • Non consumare bevande o cibi caldi per qualche giorno, assumendo una dieta liquida o semiliquida (yogurt, gelato e budini sono ottimali) per evitare che cibi duri feriscano la zona interessata o, peggio ancora, particelle di cibo si inseriscano nel buco lasciato dal dente, con conseguente forte dolore ed elevatissimo rischio di infezione.
  • Non consumare bevande acide (succhi di frutta, spremute) che aumenterebbero inutilmente il dolore.
  • Non assumere farmaci con acido acetilsalicilico (la comune Aspirina e simili) perché ciò rallenterebbe la coagulazione e la cicatrizzazione della ferita.
  • Non fumare o masticare gomme nei primi due o tre giorni dopo l'intervento.
  • In caso di dolore, applicare ghiaccio sulla parte interessata e assumere farmaci antinfiammatori.
  • Curare particolarmente l'igiene orale, agendo con uno spazzolino molto morbido nella zona interessata e usando tutte le strategie corrette per le altre zone della bocca (filo interdentale e scovolino compresi). Per tenere pulita la ferita, si possono anche effettuare lavaggi con il collutorio o acqua e sale aiutandosi anche con una siringa sterile privata dell'ago.
  • Se nei giorni successivi compare gonfiore, applicare impacchi umidi (la classica borsa dell'acqua calda).
  • Nel caso di infezioni o interventi particolarmente difficili o invasivi, è consigliabile evitare l'attività fisica nei due-tre giorni seguenti.
Complicazioni dell'intervento - La principale e più comune complicazione è l'insorgere di un'infezione: i sintomi sono il dolore intenso e persistente anche dopo parecchi giorni, i linfonodi della bocca che si gonfiano e la possibile presenza di febbre. Nel caso di infezione è necessaria la terapia antibiotica, da effettuarsi per sei giorni. Nei casi più gravi, come per l'alveolite secca, l'infezione si origina proprio nel coagulo e l'alveolo rimane vuoto, ovvero rimane un "buco" che non si richiude; in questo caso è necessario rimuovere il coagulo per favorire una corretta cicatrizzazione (spesso usando il laser).
Altre complicazioni più gravi sono a carico dei muscoli elevatori della mandibola (trisma), dell'articolazione e del nervo della mandibola, con difficoltà ad aprire la bocca e a masticare. A volte sono problemi legati a un'infezione in atto, altre volte sono causati dal trauma fisico dell'estrazione. Rivolgendosi a un buon dentista, danni a carico delle strutture collaterali (muscoli, nervi e articolazioni) sono altamente improbabili, così come la frattura della mandibola, conseguenza estrema spesso legata a osteoporosi già in atto ed età avanzata del paziente.


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