Cocaina ed eroina
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La scelta di fare uso di cocaina ed eroina - Le sostanze psicotrope (cioè che agiscono sul sistema nervoso centrale) inducono dipendenza, ovvero il desiderio impellente di consumarne ancora non appena terminano gli effetti "piacevoli". Qualunque forma di dipendenza da una sostanza è una sconfitta esistenziale perché si verificano due situazioni:
- si demanda la propria soddisfazione fisica e psicologica alla chimica, ovvero la fonte del piacere è artificiale e dipende da una sostanza la cui ricerca diventa uno scopo primario.
- Si annulla quasi completamente la propria forza di volontà, il che impedisce di resistere alla dipendenza e al desiderio di consumare altra droga.
La
provenienza - Cocaina ed eroina sono entrambe di origine vegetale:
sono alcaloidi, ovvero composti organici azotati in grado di agire sul
sistema nervoso centrale. La cocaina si estrae dalle foglie della
Erythroxylon coca, una pianta coltivata da millenni nell'America
centrale. L'uso delle foglie di questa pianta risale addirittura al 2500
a.C. e, secondo un mito della civiltà Inca, sarebbe stato un dono fatto dal
re Sole all'umanità per alleviarne le sofferenze. La cocaina fu isolata però
solo nel 1890 da Albert Nieman e inizialmente fu utilizzata a scopi
terapeutici: lo stesso Freud esaltava i vantaggi del suo utilizzo. Tuttavia
in pochi anni divennero chiari anche gli effetti collaterali negativi e nel
1914 il suo uso fu considerato illegale e proibito. Anche ai fini
terapeutici si tende a non utilizzare più la cocaina, per gli effetti di
dipendenza che produce fin dalle prime assunzioni. Il crack è parente stretto della cocaina, in quanto è il cloridrato di cocaina con aggiunta di ammoniaca, che genera un prodotto cristallino (da cui il nome, in quanto quando si frantuma fa un rumore caratteristico). Il crack, più tossico della cocaina, garantisce effetti piacevoli solo per una decina minuti.
L'eroina proviene anch'essa da un vegetale, l'oppio, una sostanza lattiginosa estratta dai semi ancora acerbi di un particolare tipo di papavero (Papaver somniferum album). L'oppio era conosciuto per le sue proprietà euforizzanti già dai Sumeri (4000 a. C.) ed è in realtà un mix di sostanze alcaloidi e l'eroina (assieme a morfina e codeina) è uno dei derivati dell'oppio più comuni. Introdotto in Europa nel 1800, l'uso dell'oppio (in particolare di uno dei suoi principi attivi, la morfina, isolata nel 1804 da Armand Séquin) creò ben presto un enorme problema socio-sanitario dovuto alla dipendenza. Per questo gli studi si indirizzarono verso la ricerca di una sostanza che non inducesse dipendenza, ma conservasse gli stessi effetti euforizzanti dell'oppio. Nel 1898 la Bayer isolò la diacetilmorfina, comunemente detta eroina. Ma dopo poco si scoprì che anche l'eroina induce dipendenza, oltre ai medesimi effetti collaterali di altri oppiacei.
Come agiscono sul cervello - La cocaina agisce direttamente
su parti profonde del cervello, in un'area deputata a generare gli stimoli
del piacere (la regione conosciuta come Nucleus accumbens). Sotto
effetto di questo alcaloide, i neuroni di questa regione sono sollecitati a
produrre dopamina, che si propaga da neurone a neurone mediante i
collegamenti nervosi (sinapsi). La cocaina blocca la trasmissione della
dopamina, che quindi si accumula nelle sinapsi, e sembra che questo sia alla
base dell'euforia percepita. L'accumulo di dopamina provoca assuefazione, il
che significa che l'individuo deve assumere dosi sempre maggiori per poter
sperimentare piacere.Nel caso dell'eroina, la sostanza ha effetto simile alle endorfine, che il corpo umano è in grado di produrre autonomamente per piccoli periodi di tempo. Le endorfine producono una sensazione di sollievo del dolore e di benessere, ma l'uso degli oppiacei (e quindi anche dell'eroina) produce effetti quantitativamente molto più potenti delle endorfine naturali. L'effetto depressorio sul sistema nervoso centrale diventa ben presto causa dell'inibizione dei centri respiratori e dell'attività del cervello di tipo emozionale. Inoltre l'eroina interviene sul funzionamento delle endorfine naturali, alterando completamente la percezione del dolore e le capacità naturali di alleviarlo.
Scopi dell'utilizzo e benefici (a breve termine) - La cocaina, come le simili amfetamine, ha effetti stimolanti, ovvero aumenta l'attenzione, dà senso di fiducia nelle proprie capacità, crea un effetto di euforia e allegria, diminuisce la fatica mentale e fisica, aumenta il desiderio sessuale, la voglia di parlare e muoversi (iperattività). Per l'eroina, si ha una fase iniziale di pochi minuti di intenso piacere, seguito da una fase di apatia e di assenza di preoccupazioni.
Effetti negativi fisiologici - Per la cocaina, si hanno conseguenze negative sull'apparato respiratorio (broncospasmi e iperventilazione), sull'apparato cardio-circolatorio (aritmie e collasso), nausea, vomito, cefalea, tremori muscolari, ritenzione urinaria e, nell'uomo, assenza di eiaculazione. Nel periodo di crash e di craving si possono avere insonnia, inappetenza, sudorazione e brividi.
Per l'eroina, si hanno conseguenze sull'apparato respiratorio (riduzione della capacità polmonare e alterazione del ritmo di respirazione), sull'apparato digerente (rilassamento della muscolatura di stomaco e intestino, alterazione delle secrezioni gastriche) e riproduttivo femminile (interruzione dell'ovulazione, amenorrea).
Effetti negativi psicologici - Per quanto riguarda la cocaina, le principali conseguenze psicologiche sono, nella fase di flash, un deficit delle capacità critiche e di valutazione della realtà, allucinazioni visive e tattili e comportamenti bizzarri (come accatastare oggetti senza apparente motivo). Nelle fasi di crash e craving si hanno agitazione, sbalzi d'umore, stati di ansia e forte agitazione, rallentamento del linguaggio e della capacità di pensiero, sintomi depressivi con idee di suicidio. Nel caso dell'eroina, forte rallentamento dei movimenti e sonnolenza (nella fase di crash) e disorganizzazione del pensiero.
Danni permanenti conseguenti all'assunzione di cocaina ed eroina (complicanze e overdose) - Oltre agli effetti negativi fisiologici e psicologici riscontrabili nelle varie fasi di crash e craving, esistono anche danni permanenti o conseguenze dovute al consumo abituale. Si deve sottolineare come la dipendenza compaia fin dalle prime settimane di assunzione. Per la cocaina i danni di media gravità sono malnutrizione e perdita di peso, la riduzione dell'udito, dell'olfatto e del gusto, riniti, bronchiti e tracheiti (legati alla modalità di assunzione). Le conseguenze più gravi sono arresto respiratorio, ipertensione, infarto del miocardio, ictus e psicosi. In seguito a overdose si possono avere i danni dovuti dalla paralisi del sistema nervoso centrale, ovvero paralisi muscolare e respiratoria, con conseguente coma e morte.
Per quanto riguarda l'eroina, nella fase di astinenza, si possono avere nausea, brividi, insonnia, palpitazioni e crampi muscolari. In caso di overdose, si ha perdita di conoscenza, rallentamento della facoltà respiratoria fino alla morte. Poiché l'assunzione di eroina è prevalentemente per via endovenosa, possibili complicanze sono l'insorgenza di malattie infettive come, epatiti, setticemia, infezione alle valvole cardiache e HIV.
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