Anestesia
Copyright by THEA 2006
L'anestesia organica – Si tratta di una patologia dovuta ad alcuni tipi di malattie o a forti traumi che possono agire sull'intero organismo, andando cioè a colpire tutti i livelli di sensibilità (tattile, termica, dolorifica e profonda) oppure, nei casi di anestesia dissociata, interessando solo alcuni di essi. Si parla di ipoestesia quando si ha una semplice attenuazione della sensibilità e di analgesia quando si verifica invece la perdita completa della sensibilità dolorifica. Tra le varie forme di anestesia organica si possono citare la termoanestesia (alterazione della sensibilità termica), l'astereognosia (perdita del senso stereognostico, ossia della facoltà di percepire e comprendere la forma e la natura degli oggetti mediante il tatto) e l'anestesia totale da lesione del talamo, con grave compromissione di tutte le forme di percezione sensoriale.
Anestesia artificiale o chirurgica – È la pratica mediante
la quale si induce l'anestesia con mezzi di diverso tipo, molto variabili a
seconda che si tratti di anestesia generale o
locale. Anestesia generale (o narcosi): viene praticata soprattutto per prevenire il dolore o il fastidio che possono insorgere durante un intervento chirurgico. Un tempo erano utilizzate sostanze naturali poco efficaci come l'alcool, l'oppio e la Cannabis indica, che procuravano un sollievo inadeguato e di breve durata. Successivamente vennero introdotte con successo in campo medico le tecniche basate sull'utilizzo dell'etere, del cloroformio e del protossido di azoto, tutti caratterizzati da notevoli proprietà anestetiche. Prima di procedere viene solitamente effettuato un trattamento farmacologico (preanestesia) per sedare il paziente, somministrando poi alcuni farmaci a effetto ipnotico (barbiturici) nella fase di induzione e infine sostanze in grado di rilasciare completamente la muscolatura (curarici) con l'abbinamento di gas anestetici. I mezzi attraverso i quali ottenere una narcosi completa dell'organismo sono essenzialmente tre:
- per inalazione: l'anestetico viene inalato al paziente, tramite una mascherina apposita, sotto forma di gas o liquidi volatili, raggiungendo, attraverso gli alveoli polmonari, i vasi sanguigni e i tessuti. Viene utilizzata negli interventi di media e grande chirurgia e ha una durata di 6-8 ore;
- per via endovenosa: in questo caso l'anestetico è iniettato direttamente in vena e la sua durata è di 1-6 ore (sempre per media e grande chirurgia);
- per via rettale: l'introduzione dell'anestetico avviene per mezzo di un clistere ed è praticata per interventi brevi come la chirurgia plastica del capo, del tronco o degli arti (1-3 ore).
L'anestesia peridurale nel parto - Il primo esperimento che affrontò il delicato problema dell'anestesia peridurale durante il parto fu di Sir James Young Simpson, il quale introdusse come anestetico l'uso del cloroformio, innescando forti polemiche. L'anestesia completa durante il parto vaginale ancora oggi è quasi impossibile perché prima di tutto causerebbe un rilassamento di tutta la muscolatura, causando l'arresto delle contrazioni dell'utero e impedendo lo svolgersi naturale del parto. Inoltre le dosi massicce d'anestetico sarebbero molto dannose per il fisico della donna per tutto il lungo periodo del travaglio, andando infine nel sangue materno con ripercussioni gravissime sul feto. In questo campo è stato messo a punto un importante metodo per la preparazione al parto, il metodo psicoprofilattico che aiuta la madre a sfruttare le sue forze naturali per facilitare il parto, riducendo notevolmente l'intensità delle doglie, ma non applicabile a donne con particolari problemi psichici o affette da nevrosi. Sono numerosi gli anestetici generali che normalmente si usano in ostetricia e che permettono nelle loro varie forme di ridurre il dolore. Esistono infine varie tecniche di anestesia locale riguardanti il parto, ossia l'anestesia a sella (iniezione tra la 3a e la 4 a vertebra lombare), che interessa il perineo, la parte interna delle cosce e la zona inferiore della parete addominale e l'anestesia paravertebrale, che blocca gli impulsi dolorosi prima che facciano il loro ingresso nel canale vertebrale, iniettando l'anestetico nelle vicinanze e davanti ai corpi vertebrali.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
