Allattamento
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- allattamento al seno esclusivo: solo latte materno
- allattamento al seno predominante: latte materno + liquidi non nutritivi
- allattamento complementare: latte materno + latte di formula.
- allattamento al seno (anche allattamento naturale)
- allattamento artificiale.
L'allattamento si dice invece artificiale quando il latte viene somministrato al bambino tramite poppatoi e tettarelle.
Nei casi in cui si renda necessario sopperire all'insufficienza del latte materno si assiste alla commistione dei due metodi.
In passato si è molto discusso sui presunti vantaggi di un metodo di allattamento rispetto all'altro. La discussione sembra ormai completamente superata grazie alle osservazioni e ai dati riportati da analisi mediche che sottolineano il sostanziale vantaggio dell'allattamento naturale sia per ciò che concerne le caratteristiche del latte (temperatura, composizione e presenza di anticorpi specifici per contrastare infezioni batteriche e virali), sia per un semplice fatto di comodità (l'allattamento naturale può infatti essere effettuato in qualsiasi luogo e momento senza bisogno di strumenti per la sterilizzazione e il riscaldamento del latte). Inoltre, per la donna l'allattamento rappresenta un valido stimolo per l'intero organismo e per una normalizzazione del sistema endocrino e, secondo recenti statistiche, costituirebbe una notevole protezione contro il cancro del seno.
Allattamento naturale
L'allattamento al seno è il metodo naturale di alimentazione di un bambino
dalla nascita allo svezzamento. Già dal momento successivo al parto, il
neonato è in grado di alimentarsi afferrando il capezzolo della madre e
sarebbe sempre consigliabile incentivare la suzione il prima possibile, sia
per stimolare la ghiandola mammaria a produrre latte sia per dare al
rapporto tra la madre e il figlio un'intimità fisica in grado di rafforzare
il loro legame. Poiché ogni neonato è in grado di regolarsi autonomamente in
relazione alla necessità di alimentarsi, si adotta sempre più spesso il
sistema di rooming in, ossia di allattamento a domanda. In questo caso il
bambino viene tenuto sin dalla nascita in una culla di fianco alla madre in
modo tale che venga alimentato ogni qualvolta lo richieda tramite il pianto,
evitando così di imporre quantità e orari per la poppata, ma anzi
assecondando i naturali ritmi biologici del lattante. Nei primi giorni di
vita il neonato va allattato al seno molto spesso (solitamente ogni 2 ore)
in modo da stimolare le mammelle e stabilire una produzione costante e
abbondante di latte (la cosiddetta montata lattea, raggiunta tra la terza e
la quinta giornata). Il liquido che viene assunto nei primi 4 giorni non è
latte vero e proprio, ma
colostro, ossia un insieme equilibrato di proteine,
anticorpi e sali minerali che nei giorni successivi si modifica sino a
diventare latte maturo. Nelle prime settimane il bambino dovrebbe essere
allattato ogni volta che lo richiede, diminuendo la periodicità man mano che
passa il tempo (da una ogni 2-3 ore a una ogni 3-4 ore sino ad arrivare a 4
poppate al giorno dal sesto mese in avanti), mantenendo così attiva la
produzione di latte. È inoltre consigliabile, durante l'allattamento, controllare sia la posizione che l'attacco al seno del poppante evitando di staccarlo prima che abbia terminato. Un'altra raccomandazione è quella di non somministrare al bambino liquidi diversi dal latte o cibi artificiali sia prima che egli inizi la poppata sia tra una poppata e l'altra; nel primo semestre infatti, quando il bambino ha sete si nutre con il cosiddetto primo latte (la cui composizione è più acquosa e zuccherina e meno lipidica), mentre quando ha fame resta attaccato al seno per un periodo di tempo più lungo arrivando a succhiare anche l'ultimo latte che è più ricco di lipidi.
Dopo ogni poppata non è necessario lavare il seno e inoltre è bene fare a meno di utilizzare unguenti o creme durante l'allattamento. È sufficiente un'ordinaria igiene e inoltre il seno è dotato di ghiandole che forniscono un'adeguata disinfezione dell'areola, la zona pigmentata che circonda il capezzolo.
Bisogna sottolineare che in certi casi è sconsigliabile ricorrere all'allattamento naturale per cause di origine materna o per problemi legati al neonato. Tra le cause materne vanno evidenziate le malattie infettive acute come l'epatite virale o la tubercolosi, facilmente trasmissibili al figlio, ma anche le forme di cardiopatie o di nefropatie acute o croniche (il necessario controllo alimentare rischia di alterare l'apporto proteico del bambino) e le gravi situazioni di alterazione psichica. In alcuni casi l'allattamento andrebbe sospeso, come nei casi di ipogalattia spiccata (scarsa produzione di latte) o di malformazione del capezzolo e inoltre quando si manifestino problemi come le ragadi o le infezioni alla mammella (mastiti). Altri motivi che dovrebbero sconsigliare l'allattamento naturale sono la sieropositività e il conseguente trattamento con farmaci antiretrovirali, l'utilizzo di sostanze stupefacenti e le terapie antineoplastiche come chemio- e radioterapia.
Le cause strettamente legate al bambino riguardano la malformazione della bocca o del naso, l'allergia al latte, l'ittero da latte materno e la galattosemia, una rara patologia metabolica a carattere ereditario che è causata dal malfunzionamento degli enzimi deputati alla metabolizzazione del galattosio; esistono tre tipologie di galattosemia: deficit galattosio-1-fosfato uridiltransferasi, deficit di galattochinasi e deficit dell'uridina difosfato galattosio 4-epimerasi.
Sono diversi i vantaggi che vengono riconosciuti con certezza all'allattamento al seno; per quanto riguarda i bambini è provato che l'allattamento al seno:
- diminuisce incidenza e durata delle gastroenteriti
- svolge una funzione protettiva dalle infezioni di tipo respiratorio
- diminuisce il rischio di sviluppare forme allergiche
- migliora lo sviluppo psicomotorio
- migliora lo sviluppo visivo
- migliora lo sviluppo intestinale
- diminuisce il rischio di occlusioni intestinali.
Per quanto riguarda i vantaggi per la madre, è provato che l'allattamento al seno svolge un'importante funzione nell'involuzione dell'utero, nel ridurre il rischio di emorragie, nel prolungare il periodo di infertilità post-partum, nel favorire il calo ponderale favorendo il ritorno al peso forma e nella riduzione del rischio di tumore al seno prima del periodo della menopausa.
Tra i vantaggi ipotizzati vi sono la riduzione del rischio di contrarre il tumore dell'ovaio e la diminuzione del rischio di malattia osteoporotica.
Una domanda che spesso molte neo-madri si pongono è relativa a quali farmaci possano essere assunti senza che sia necessario sospendere l'allattamento al seno; in linea generale si può rispondere che moltissimi farmaci sono compatibili con l'allattamento; comunque sia è sempre necessario discutere con il proprio medico curante o con lo specialista l'eventuale sospensione o meno dell'allattamento al seno nel caso si debba intraprendere una determinata terapia farmacologica. Nel nostro Paese è attivo, presso l'U.O. Tossicologia Clinica-Centro Anti Veleni Ospedali Riuniti di Bergamo (numero verde: 800 88 3300) un servizio di informazioni sull'utilizzo dei farmaci in gravidanza e durante l'allattamento.
Allattamento artificiale
L'allattamento artificiale è il comune metodo di alimentazione dei lattanti
che viene impiegato nei casi in cui, per varie ragioni, non sia possibile
ricorrere all'allattamento naturale. I motivi per i quali l'allattamento al
seno non è possibile o comunque è controindicato sono stati esposti nel
paragrafo precedente. In certi casi, tuttavia, la scelta di non utilizzare
l'allattamento al seno e ripiegare verso l'allattamento artificiale è dovuta
a motivazioni diverse, legate comunque alle esigenze della madre. Con
l'allattamento artificiale non esistono infatti fluttuazioni nella qualità e
nella quantità del latte ed è perciò possibile misurare e regolare
l'alimentazione del bambino senza la necessità della presenza materna. I
preparati che vengono somministrati al neonato sono generalmente a base di
latte vaccino modificato, poiché, in sé, risulterebbe inadeguato sotto molti
punti di vista, dall'eccessivo contenuto proteico e salino, possibili cause
di intolleranze alimentari, alla ridotta quantità di lattosio e di altre
importanti sostanze come la vitamina D, il ferro, il rame e lo iodio.
Risulta pertanto necessario trattare il latte vaccino secondo certe
procedure, come l'aggiunta di acqua oligominerale o bollente per la
diluizione (riducendo sali e proteine) e di principi integratori variabili
nel tempo, sempre che non si decida di ricorrere ad alcuni tipi di latte già
pronti per l'uso, liquidi o in polvere (da ricostituire secondo le
indicazioni), senza bisogno di aggiungere nulla. In Italia vengono impiegati
sempre più i tipi di latte "adattati", presenti in diverse tipologie a
seconda del contenuto, ma sempre utili da un punto di vista fisiologico e
dal sapore gustoso per il bambino. Sarebbe da evitare l'uso di latte vaccino
fresco nei primi mesi di vita e, dal sesto mese in poi, sarebbe comunque
raccomandabile ricorrere a quei tipi di latte che vengono definiti "di
proseguimento", dalla composizione lievemente diversa dal latte vaccino.Nel preparare il pasto del neonato occorre rispettare accuratamente alcune importanti regole di igiene poiché i batteri prosperano nel latte tiepido. Tutta l'attrezzatura che viene utilizzata per l'allattamento artificiale (poppatoi, tettarelle e coperchi) va pulita e sterilizzata secondo due metodi che possono essere scelti alternativamente. Il primo metodo consiste nella sterilizzazione asettica, immergendo l'attrezzatura in acqua bollente prima dell'uso e preparando il pasto con acqua bollente, che viene poi lasciata intiepidire. Altrimenti si può adottare la sterilizzazione finale, cioè quella del latte già preparato insieme ai poppatoi in una speciale apparecchiatura di sterilizzazione a vapore o in una pentola. Prima di essere somministrato, il pasto può essere riscaldato mettendo il poppatoio in una pentola di acqua bollente o in uno scaldabiberon elettrico. In certi casi viene utilizzato anche il sistema di sterilizzazione a freddo, basato su un metodo chimico di soluzioni disinfettanti a base di ipoclorito di sodio, ma che non sempre risulta efficace, pertanto si consiglia di sterilizzare tutto il materiale col calore almeno una volta al giorno.
La LLL (La Leche League)
Inseriamo questo breve paragrafo per presentare La Leche League, un'organizzazione a livello internazionale (è attiva in 68 Paesi) che è stata fondata per fornire informazioni e aiuto a tutte coloro che desiderano allattare naturalmente i propri figli.Quello che è sorto, usiamo le parole del sito web ufficiale, come un simpatico gruppetto di mamme, si è trasformato in un'organizzazione internazionale che ha aiutato milioni di mamme e di bambini in tutto il mondo in più di cinquant'anni.
L'organizzazione La Leche League rappresenta la nostra posizione sulla questione allattamento.
Per conoscere meglio questa importante organizzazione cliccare qui.
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