Acufeni
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Il termine acufeni deriva dal greco dai temi delle parole udire e manifestarsi, mentre in latino e in inglese il termine è tinnitus); trattasi di un disturbo che in alcuni casi è così insopportabile che può minare la qualità della vita di una persona, portandola a vere e proprie alterazioni della psiche.
Gli acufeni possono essere provocati da numerosi possibili fattori, ma, fortunatamente, negli ultimi anni sono state sperimentate nuove tecniche e terapie in grado di limitarli. Sarebbe inoltre importante prevenire questo genere di patologie, soprattutto nei casi in cui le cause scatenanti possono essere tenute sotto controllo.
Acufeni: cause e fattori di rischio
Le cause principali degli acufeni possono essere ricondotte a numerosi fattori interessanti l'orecchio interno, il nervo acustico e alcune strutture anatomiche adiacenti, soggette frequentemente a stimoli esterni in grado di danneggiarle.Tra i fattori di rischio ritenuti come certi vi sono l'età, le patologie di tipo cardiovascolare, le malattie cerebrovascolari, l'assunzione di determinate sostanze (per esempio i salicilati, i FANS, alcuni farmaci ad azione antibiotica, i diuretici dell'ansa e alcuni chemioterapici), i processi infiammatori o infettivi a carico dell'orecchio, i traumi cranici e quelli del collo, disturbi tiroidei, esposizione prolungata al rumore, la sindrome di Menière, la presbiacusia, l'ipoacusia improvvisa, il neurinoma del nervo acustico e l'otosclerosi.
Tra i fattori di rischio per acufeni ritenuti come probabili troviamo l'assunzione di sostanze alcoliche o superalcoliche, gli stati ansiosi, la familiarità, l'obesità e il fumo.
Interessante l'associazione tra esposizione al rumore e acufeni; un'esposizione continua al rumore durante le ore di lavoro aumenta di 1,7 volte il rischio di acufeni; nei soggetti che hanno superato i 40 anni di età il rischio risulta leggermente aumentato (2 volte).
Classificazione degli acufeni
Sono vari i modi in cui possono essere classificati gli acufeni; una prima
distinzione è quella che divide gli acufeni due gradi categorie: acufeni
oggettivi e acufeni soggettivi. Acufeni soggettivi – Gli acufeni soggettivi molto più diffusi di quella oggettivi e si presentano in modo molto diversificato anche nel genere di sensazioni sonore percepite. Il fattore caratterizzante degli acufeni soggettivi riguarda la causa, che è sempre legata ad attività spontanee o patologiche connesse con l'apparato uditivo. A seconda della sede anatomica della lesione o della patologia gli effetti sono alquanto diversi, anche se è l'orecchio interno a essere maggiormente soggetto a questo tipo di affezione.
Orecchio esterno: causati dall'occlusione del condotto uditivo, queste forme lievi di acufeni, solitamente unilaterali, provocano un abbassamento dell'udito (ipoacusia), una sensazione di orecchio chiuso o anche il rimbombo della propria voce nell'orecchio (autofonia). Di solito basta la pulizia del condotto per risolvere il problema.
Orecchio medio: si tratta di ronzii auricolari provocati generalmente da otiti catarrali o stenosi tubarica (parziale chiusura delle tube di Eustachio). Gli effetti e le cure sono le stesse che vengono praticate per la cura degli acufeni relativi all'orecchio esterno.
Orecchio interno: sede principale dell'apparato uditivo, l'orecchio interno è anche l'organo più fortemente esposto ad acufeni. Questi sono dovuti sia a forti variazioni della pressione dei liquidi presenti all'interno del labirinto acustico o della loro composizione chimico-fisica, ma spesso la causa è dovuta a traumi esterni (a danno della scatola cranica) che si riflettono poi internamente. In alcuni casi anche sostanze come il chinino, i salicilati, l'arsenico o il tabacco possono causare ronzii, così come possono verificarsi problemi in caso di riassorbimento di sostanze tossiche da parte dell'organismo negli individui soggetti a malattie epatiche. Un ruolo importante spesso lo gioca l'ipertensione.Purtroppo però l'origine della maggior parte di questi acufeni non è sempre facilmente individuabile ed è anche per questo che i farmaci utilizzati sui vasi sanguigni (vasodilatatori e antiaggreganti), sede più accreditata delle loro cause scatenanti, non sempre risultano efficaci.
In tempi recenti è stata proposta una categorizzazione degli acufeni soggettivi: acufeni otici e acufeni somatici.
Gli acufeni otici sono provocati da disordini a carico dell'orecchio o del nervo acustico, mentre gli acufeni somatici sono causati da problemi non relativi a orecchio o nervo, anche se individuabili nella regione cranica o nel collo.
Acufeni oggettivi – Gli acufeni oggettivi sono decisamente più rari degli acufeni soggettivi; trovano la loro causa in rumori reali e spesso percepibili anche da osservatori esterni. Si distinguono sommariamente in quattro gruppi:
- acufeni di origine temporo-mandibolare: causati da lesioni di questa articolazione, adiacente all'orecchio e per questo in grado di trasmettergli ogni più piccolo fruscio delle proprie superfici.
- acufeni cavitari: in questo caso l'area danneggiata è la cavità dell'apparato uditivo.
- acufeni muscolari: provocati dalla contrazione dei muscoli di palato, faringe e della cassa timpanica.
- acufeni vascolari: dovuti a malattie o irregolarità dei vasi sanguigni vicini all'orecchio, sono gli acufeni oggettivi più diffusi e si manifestano frequentemente con effetto pulsante.
Vengono considerati audiogeni quegli acufeni in cui l'insorgenza deriva da un danno o da un malfunzionamento dell'apparato uditivo a livello di chiocciola o delle vie nervose dell'udito; vengono quindi definiti come endogeni perché, di fatto, l'orecchio registra e trasmette rumori che provengono in modo patologico dal suo interno.
Si definiscono invece acufeni non audiogeni quegli acufeni la cui origine deve essere ricercata in malattie o disfunzioni non relative all'apparato uditivo; determinati rumori quindi vengono percepiti dall'orecchio che si comporta alla stregua di un microfono che trasmette il segnale al sistema nervoso.
Alcuni autori considerano acufeni audiogeni quelli provocati dalla presenza e dal movimento delle secrezioni mucose che si trovano tra la tromba di Eustachio e la cassa del timpano, mentre altri li considerano acufeni esogeni perché la patologia che provoca tali secrezioni è originata al di fuori dell'apparato uditivo.
Acufeni: la diagnosi
La diagnosi di acufeni viene effettuata attraverso vari step. Prima di iniziare la visita vera e propria e dar corso agli esami, viene richiesto al soggetto che accusa il problema di compilare due questionari. Nel primo questionario si richiedono informazioni relative alla localizzazione, all'epoca e alle modalità di insorgenza del problema; altre domande riguardano il tempo di persistenza, l'intensità, il fastidio percepito e le conseguenze psicofisiche. Nel secondo questionario vengono richieste informazioni il più dettagliate possibile sugli effetti che gli acufeni hanno sul soggetto in questione. La compilazione dei questionari è ritenuta una fase molto importante, non solo per quanto riguarda l'aspetto informativo, ma anche per la valutazione che in seguito si farà degli effetti del trattamento terapeutico che verrà intrapreso.Dopo la compilazione dei questionari inizia la visita vera e propria; in prima battuta viene effettuato un esame al microscopio dell'orecchio esterno e del timpano; questa prima indagine ha lo scopo di rilevare l'eventuale presenza di patologie a carico dell'orecchio esterno e dell'orecchio medio; nel contempo e possibile effettuare una rimozione del cerume. Dopo l'esame microscopico vengono effettuate altre indagini tra le quali ricordiamo l'audiometria totale, l'audiometria vocale, l'impedenzometria, l'acufenometria (un esame che ha lo scopo di misurare in modo il più oggettivo possibile la frequenza e l'intensità degli acufeni), le prove di tollerabilità ai rumori forti e, infine, le fotoemissioni acustiche ad alta definizione.
Nel caso il medico lo ritenga opportuno possono essere richiesti altri esami fra i quali ricordiamo l'ABR (esame audiometrico a potenziali evocati), la risonanza magnetica, la TAC, esami ematochimici, esami posturali ecc.
Dopo l'esecuzione di tutti gli esami lo specialista dovrebbe essere in grado di formulare con una certa precisione un'ipotesi sulle cause che hanno portato alla generazione degli acufeni e, conseguentemente, di impostare un piano terapeutico. Le terapie degli acufeni possono avere durate non minimali ed è pertanto importante, durante questi periodi, effettuare varie visite di controllo durante le quali verranno compilati questionari ed effettuati test audiometrici.
Acufeni: il trattamento
Chi soffre di leggeri acufeni riesce a sopportarli quanto più riesce a
entrare in sintonia con essi, percependoli come rumori di sottofondo non
negativi, come il fruscio delle foglie oppure lo scorrere di un ruscello.
Diversa è la situazione per gli acufeni invalidanti.Da qualche anno è stato proposto di trattare il problema degli acufeni e dell'iperacusia con una nuova terapia definita TRT, acronimo di Tinnitus Retraining Therapy, terapia di riallenamento o di riprogrammazione dell'acufene. Il principio cardine di questa cura si basa sul fatto che tutti i segnali presenti nelle vie uditive sono sottoposti a un controllo interno prima di essere percepiti con coscienza. A seconda del suono, il nostro sistema di difesa è in grado di attenuarne o di amplificarne la sensazione nel caso in cui venga avvertita la potenziale pericolosità del suono. Questo avviene anche nel caso degli acufeni, anche se in sé gli acufeni non sono pericolosi ed è proprio su questo che lavora la TRT, andando a riprogrammare i filtri cerebrali, attenuando o addirittura eliminando completamente il problema. In pratica il paziente viene continuamente (per tutto il giorno) sottoposto a quello che viene definito "arricchimento sonoro", cioè una costante stimolazione del sistema uditivo tramite generatori di suoni ambientali, naturali e neutri, che vengono presto assimilati da chi li ascolta, andando così a risolvere gradualmente il problema. Il paziente deve essere seguito da un medico, che effettuerà visite periodiche per verificare l'adattamento all'apparecchio e alla terapia. Richiedendo un coinvolgimento piuttosto pesante del paziente, la terapia è indicata per gli acufeni invalidanti; nei pazienti che rispondono alla TRT, i tempi necessari affinché l'acufene possa essere accettato come un suono naturale e non più come una minaccia sono comunque piuttosto lunghi (12-18 mesi). Detto questo, la TRT funziona? Personalmente ritengo molto poco; se ci fosse una vera e concreta cura per gli acufeni, non sarebbero più un problema. Leggiamo, a mo' di esempio, la mail riportata alla fine dell'articolo.
Altre modalità di trattamento che vengono proposte per la cura degli acufeni sono la terapia farmacologica, la terapia chirurgica, la terapia con ossigeno iperbarico, i mascheratori, la dieta, la stimolazione elettrica ecc.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica c'è da rilevare che, al momento attuale, non esistono terapie considerate particolarmente efficaci per la risoluzione degli acufeni; in alcuni casi però l'assunzione di farmaci diventa necessaria in quei casi di acufeni altamente invalidanti che provocano al soggetto problemi di tipo psicologico; in questo caso quindi viene fatto ricorso a farmaci ansiolitici o, nei casi più gravi, a quelli antidepressivi. Gli acufeni che insorgono in modo brusco possono in qualche caso essere trattati efficacemente con il ricorso a quei farmaci che vengono prescritti nei casi di sordità improvvisa.
La terapia chirurgica, fatti salvi gli interventi di drenaggio e aerazione e quello conseguente a otosclerosi, trova raramente giustificazione in caso di acufeni.
La terapia con ossigeno iperbarico viene talvolta consigliata per il trattamento degli acufeni che spesso sono associati a improvvise perdite uditive; molti autori però manifestano diverse perplessità sull'efficacia di questo tipo di trattamento.
I mascheratori sono apparecchi che vengono posti all'interno dell'orecchio e che generano rumori ad alta frequenza che non interferiscono con l'udito. In linea generale i risultati dei mascheratori nel trattamento degli acufeni sono risultati alquanto deludenti.
La modifica della dieta viene consigliata in quei casi in cui si ipotizza che il problema sia relativo a allergie di tipo alimentare o all'assunzione di alimenti che potenzialmente sono responsabili dell'insorgenza degli acufeni. Una modifica del normale regime dietetico viene spesso consigliata nel caso in cui la responsabilità degli acufeni viene attribuita a idrope endolinfatico o alla sindrome di Menière.
La stimolazione elettrica si è dimostrata in alcuni casi di una certa efficacia nella riduzione e nell'abolizione temporanea degli acufeni; il problema principale è che, al momento attuale, non sono disponibili dispositivi esterni per stimolare indirettamente la coclea e che presentino la stessa efficacia della stimolazione diretta.
LA MAIL
Acufeni: la TRT funziona?Ma la TRT non funziona, assicuro!
È solo l'ennesimo business della medicina (medicina che, diciamolo francamente, è al 90% solo business). In effetti l'errore sta nel considerare i filtri inconsci come riprogrammabili secondo modelli di tipo informatico/algoritmico. In realtà l'inconscio, se avverte l'acufene come segnale di pericolo, riuscirà sempre a farlo distinguere al conscio dalla marea di suoni/rumori bianchi/ambientali a cui il paziente viene sottoposto. In effetti, in base a questo fatto, solo una piccola percentuale di pazienti guarisce con la TRT, mentre i più finiscono per doversi sottoporre nella maggioranza dei casi ad un intervento di microchirurgia (spesso perché l'acufene è generato da una "smielinizzazione" dei nervi dell'acustico).
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