Colite
Con
il termine colite si indica, piuttosto
genericamente, un processo di tipo infiammatorio che può interessare
l'intero colon o solamente un suo segmento. Molte sono le forme di colite e
diversi sono i modi di classificarle. Una prima classificazione delle coliti
è quella che le distingue in coliti primitive e coliti
secondarie. Le prime sono quelle le cui cause esplicano nel colon la
loro attività di tipo patogeno; le seconde invece sono dovute a patologie
relative ad altri organi o apparati. Le coliti possono anche essere
suddivise in acute e croniche. Nelle coliti acute,
l'insorgenza è di solito improvvisa, con dolori addominali crampiformi,
stipsi o
diarrea; le coliti croniche possono essere conseguenti a forme di tipo
acuto oppure insorgere senza che vi sia una causa ben precisa. Il tipo di colite più diffuso è la cosiddetta sindrome dell'intestino irritabile. È la forma più comune e meno grave, causata da un colon facilmente irritabile con sintomi banali, ma spesso molto fastidiosi (dolori addominali, stipsi o, al contrario diarrea). È di questa condizione morbosa che tratteremo più diffusamente in questo articolo; ne analizzeremo le cause, la sintomatologia e le modalità di prevenzione e di cura. Prima di farlo, riteniamo opportuno fornire qualche informazione sull'anatomia e la fisiologia dell'organo interessato dalla patologia in questione, il colon.
Il colon è la parte più lunga (130 cm circa) dell'intestino crasso ed è composto da diversi tratti. Anatomicamente può essere suddiviso in tre porzioni: colon destro, colon trasverso e colon sinistro. Il colon destro è formato da cieco e colon ascendente mentre il colon sinistro comprende colon discendente, sigma (anche colon sigmoideo) e retto (anche colon retto). Lungo il decorso del colon sono presenti vari sfinteri, muscoli di forma circolare che contraendosi e rilasciandosi permettono o impediscono il passaggio di materiale lungo il canale intestinale. Sostanzialmente le funzioni del colon sono quelle di transito delle feci, di assorbimento di acqua e di elettroliti. Il transito fecale è un'operazione che può durare dalle 12 alle 36 ore; se il transito è eccessivamente veloce, l'assorbimento dell'acqua risulterà insufficiente e ciò causerà diarrea e disidratazione; ovviamente, se il transito è esageratamente lento si avrà un assorbimento eccessivo di liquidi che causerà secchezza delle feci e conseguente stipsi.
La sindrome del colon irritabile
Viene anche denominata colite spastica, colopatia funzionale o molto semplicemente, anche se impropriamente, colite. Come accennato in precedenza, la sindrome del colon irritabile (anche IBS, acronimo dei termini inglesi Irritable Bowel Syndrome) è un disturbo che colpisce circa il 15% della popolazione adulta (le donne in misura doppia rispetto agli uomini). Non è, in sé, una patologia grave, ma può compromettere molto pesantemente la qualità della vita di coloro che ne soffrono.Le cause – Le cause della sindrome del colon irritabile non sono ancora del tutto note. Poiché si tratta di una malattia dell'apparato digerente, molti ritengono che sia collegata solamente a cause alimentari. In realtà non è affatto così, anzi, il più delle volte questa patologia è legata a stress psichici e/o (più raramente) fisici. Tra le cause di insorgenza o di aggravamento della colite spastica possiamo inserire un regime alimentare scorretto (scarsa idratazione e scarsa assunzione di fibre), le mestruazioni (l'intestino presenta una certa sensibilità legata alle modificazioni ormonali indotte dal ciclo mestruale), le alterazioni della flora batterica e le infestazioni da parassiti.
I sintomi - All'inizio si osserva una modificazione delle feci, sia per quanto riguarda la consistenza sia per quanto riguarda il colore. I sintomi più frequenti sono rappresentati inoltre da dolori addominali che in genere si attenuano dopo la defecazione o in seguito all'espulsione di gas intestinali; si hanno poi irregolarità della frequenza dell'alvo (stipsi o diarrea o alternanza fra le due), espulsione delle feci a volte difficoltosa o non completa e talvolta associata a muco, flatulenza, gonfiore addominale; altri sintomi riscontrabili sono alitosi soggettiva, difficoltà nella deglutizione, nausea, sazietà precoce, borborigmi (suoni causati dal passaggio di gas nell'intestino), dolori anali e perineali ecc.
Si è soliti fare distinzione in sottotipi di questa sindrome a seconda della frequenza delle evacuazioni e della consistenza del materiale fecale. Si hanno infatti forme di IBS associate a stitichezza e altre a diarrea; altre forme sono dette di tipo misto (in questi casi si hanno evacuazioni di feci secche e molli nell'arco di uno o pochi giorni); vi sono poi forme di tipo alterno che sono caratterizzate da un'alternanza fra stipsi e diarrea, alternanza che può perdurare per settimane o addirittura per mesi. La forma più frequente è comunque quella associata a stipsi.
Non è per niente semplice diagnosticare con certezza la sindrome del colon irritabile perché i sintomi sopraesposti sono comuni a molte altre patologie (come per esempio l'intolleranza al lattosio, l'ulcera gastrica, la calcolosi biliare ecc.); la diagnosi certa si avrà quindi con l'esclusione della presenza di altre malattie. Data una certa correlazione tra stress psichici e sindrome del colon irritabile, il medico dovrà indagare in prima istanza in questo senso (verificando cioè se vi siano situazioni di stress, ansia, nervosismo ecc.); non è infrequente che la certezza della diagnosi porti diversi soggetti a un miglioramento generale del quadro; talvolta infatti i pazienti, a seguito della sintomatologia, pensano di essere affetti da patologie molto serie come, per esempio, i tumori del tratto gastrointestinale; l'essere rassicurati in tal senso porta molte volte a un alleviamento dei sintomi. Esiste anche la possibilità di confondere la sindrome del colon irritabile con la malattia celiaca ed è per questo che nei casi più problematici da curare è opportuno effettuare gli esami per l'individuazione di un'eventuale positività agli anticorpi anti-gliadina, anti-endomisio e anti-transglutaminasi. Altri esami che possono venire richiesti sono l'emocromo completo, la coprocoltura, la VES e la ricerca di parassiti fecali.
Se continuano a persistere dubbi il medico curante potrà richiedere al paziente di sottoporsi a colonscopia e a clisma opaco.
Prevenzione e cura – La sindrome del colon irritabile non richiede trattamenti curativi di tipo drastico (dove per drastico si intende o il ricovero in ospedale o il ricorso a operazioni chirurgiche). Quando la diagnosi è certa si deve, per prima cosa, intervenire sullo stile di vita del paziente, sia a livello psicologico sia a livello nutrizionale. Inizialmente, potrà essere d'aiuto anche un intervento con medicinali antispastici e ansiolitici, intervento che dovrà però essere gestito, senza eccezione alcuna, dal medico curante al fine di evitare "abusi" di tipo farmacologico non infrequenti nei trattamenti "fai da te". Nelle forme caratterizzate da stitichezza potrà essere utile aumentare l'introito giornaliero di cibi ricchi di fibre; ovviamente, per quanto riguarda quest'ultimo punto, si deve porre una certa attenzione a livello quantitativo in quanto, come noto, un eccessivo consumo di questa tipologia di alimenti potrebbe essere causa di sintomi fastidiosi quali flatulenza e diarrea. Utili consigli di tipo alimentare possono essere reperiti nel nostro articolo La dieta per la colite spastica. Quello che però teniamo a ribadire è che una cattiva alimentazione o determinati alimenti possono sì aggravare la sindrome del colon irritabile, ma non ne sono certamente la causa principale; il consiglio più sensato è quindi quello di migliorare la propria vita dal punto di vista psicologico, il fattore alimentare è di secondaria importanza, inoltre è importante notare che gli alimenti "negativi" non sono gli stessi per tutti i soggetti; il che comporta necessariamente un esame individuale della dieta proposta in quanto indicazioni generali spesso falliscono. Il paziente può cioè adottare una strategia simile a quella indicata per le intolleranze alimentari, escludendo e/o inserendo l'alimento incriminato e verificando la reazione personale. Un intervento di supporto che ci sentiamo di consigliare è il ricorso ai fermenti lattici con lo scopo di ripristinare al meglio la flora batterica.
Altre tipologie di colite
Tipologie più rare di colite sono le coliti infettive, le coliti ischemiche, le coliti da antibiotici o di origine chimica, le coliti pseudomembranose e le coliti ulcerose.Le coliti infettive sono provocate da un agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, yersinia, sighella, ameba, Cytomegalovirus, schistosomiasi ecc.
Le coliti ischemiche sono causate da un deficit dell'apporto di sangue al colon. Sono maggiormente diffuse tra gli anziani, a causa della notevole diffusione di patologie cardiovascolari tra questi pazienti.
La colite pseudomembranosa è causata da un germe, il Clostridiumm difficile, responsabile della produzione di una tossina, attivata dalla reazione a una terapia antibiotica che provoca la distruzione della flora intestinale.
La colite ulcerosa è una seria patologia di cui non sono ancora completamente note le cause. Alcune informazioni possono essere reperite nel nostro articolo La dieta per la colite ulcerosa.
