Bulimia
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La bulimia è una malattia che può avere cause di tipo organico oppure di tipo psicologico. Nel primo caso la bulimia è solamente uno dei sintomi di altre patologie come, per esempio, l'ulcera duodenale, l'ulcera gastrica, il diabete mellito, la gotta, l'ipertiroidismo, l'acromegalia, la sindrome ipoglicemica, la tenia ecc. Quando la causa della patologia dipende da fattori squisitamente psicologici si parla di bulimia nervosa.
La bulimia si manifesta con ripetuti accessi di fame che costringono il soggetto a ingurgitare frettolosamente grandi quantità di cibo (la classica abbuffata, soprattutto di cibi dolci e di una consistenza tale che permetta una facile assunzione). La persona affetta da bulimia di solito prova vergogna per questa scorretta abitudine alimentare e tenta di nasconderla consumando i propri smodati pasti il più segretamente possibile. Il soggetto ha generalmente l'impressione, durante le crisi bulimiche, di perdere il controllo della situazione, ovvero di non riuscire a fermarsi e resistere al desiderio di mangiare. L'attacco di bulimia è normalmente seguito da sensi di colpa, frustrazione e agitazione che portano a comportamenti compensatori al fine di prevenire uno sgradito incremento del peso corporeo.
In base ai comportamenti compensatori utilizzati è possibile distinguere la bulimia nervosa in due sottotipi:
- bulimia nervosa con condotte di eliminazione
- bulimia nervosa senza condotte di eliminazione.
Nella bulimia nervosa senza condotte di eliminazione, i comportamenti di tipo compensatorio sono rappresentati dal digiuno nei giorni seguenti l'abbuffata e dalla pratica eccessiva di esercizi di tipo fisico (l'aggettivo "eccessiva" vuole evidenziare il fatto che l'attività fisica viene praticata in modo non consono, in luoghi od orari inappropriati e senza riguardo al fatto che ci si trovi in condizioni fisiche non ottimali). In qualche raro caso si ricorre a sostanze in grado di accelerare il metabolismo (ormoni tiroidei) onde prevenire l'aumento ponderale.
La malattia presenta molte analogie con l'anoressia, come l'eccessiva
preoccupazione del peso, la continua ricerca di approvazione per il proprio
comportamento e aspetto fisico e l'idea ossessiva del cibo. L'alternanza di
una notevole ingestione di cibo e dei meccanismi compensatori è la reazione
per lo più a problemi emozionali, ovvero alla scarsa capacità di gestire le
emozioni sgradevoli.Talvolta la bulimia coesiste con altre patologie di tipo psichiatrico come l'autolesionismo, il disturbo bipolare, il disturbo ossessivo e i disturbi dissociativi dell'identità.
L'età di insorgenza della patologia è generalmente quella adolescenziale; la malattia colpisce prevalentemente, come nel caso dell'anoressia nervosa, i soggetti di sesso femminile (85-90% dei casi).
Generalmente la bulimia inizia con un tentativo di mettersi a dieta; in seguito, i meccanismi compensatori messi in atto sono percepiti come una soluzione per il controllo del peso e man mano si consolidano nel tempo fino a uscire completamente dal controllo del soggetto. Come accade nei soggetti anoressici, la concentrazione della persona sui problemi relativi alle fluttuazioni ponderali e al consumo degli alimenti le permettono una distrazione da altri problemi che vengono percepiti come insopportabili o non risolvibili consentendo un temporaneo sollievo.
Come l'anoressia, anche la bulimia è un disordine alimentare che trae origine dalla storia familiare del soggetto, dai suoi problemi psicologici e anche da una possibile tendenza alla depressione.
Le principali conseguenze sulla salute dei soggetti bulimici sono i traumi all'apparato gastroenterico, squilibri ormonali che portano, nelle donne, ad amenorrea (mancanza del ciclo mestruale), fino allo squilibrio elettrolitico, una grave carenza di potassio e sodio a causa dei meccanismi compensatori, che può portare ad aritmie cardiache e anche alla morte.
L'approccio terapeutico può essere sia di tipo psicologico sia di tipo farmacologico, in associazione o meno.
L'approccio di tipo psicologico si avvale di personale medico qualificato e può prevedere sedute di psicoterapia individuali, familiari o di gruppo; queste ultime sembrano essere quelle più efficaci, soprattutto nelle adolescenti e nelle donne giovani, ma anche nei giovani soggetti di sesso maschile. Le strutture sanitarie offrono, generalmente in modo gratuito, la possibilità di partecipare a gruppi di auto-aiuto. Il modello terapeutico più seguito è quello della terapia cognitivo-comportamentale (TCC), in molti casi associata a consulenze dietologiche a cure farmacologiche a base di farmaci antidepressivi (uno dei principi attivi più usati è la fluoxetina, nota sotto il nome commerciale di Prozac).
Le cure farmacologiche consistono generalmente, come accennato in precedenza, nell'assunzione di farmaci antidepressivi (la bulimia è spesso associata a depressione) oppure di farmaci riduttori dell'appetito come, per esempio, la sibutramina.
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