Blefarite
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- blefarite iperemica
- blefarite squamosa
- blefarite ulcerativa
Nella forma blefarite squamosa, a livello della zona d'impianto delle ciglia, sono riscontrabili delle sottili pellicole che sono facilmente asportabili ma, purtroppo, altrettanto facilmente tendono a riformarsi.
La blefarite ulcerativa è causata da un'infezione batterica (nella maggioranza dei casi la causa è lo stafilococco), generalmente si manifesta con la formazioni di ascessi che coinvolgono i follicoli ciliari e le ghiandole di Meibomio altrimenti dette ghiandole tarsali [ghiandole che si trovano all'interno della palpebra (tarso), la loro secrezione lipidica ha il compito di prevenire l'evaporazione delle lacrime permettendone così la stabilizzazione e favorendo la chiusura delle palpebre], detti ascessi hanno la tendenza ad aprirsi e a formare delle croste. Le tre forme di blefarite possono anche presentarsi contemporaneamente finendo per originare complicanze quali la cheratite e la congiuntivite.
Non è per niente semplice trattare
la blefarite che sovente
si ripete nel tempo e ha la tendenza a cronicizzare. Nei casi più gravi, ove
non si agisca correttamente, c'è il rischio di ulcerazione corneale,
formazione di cicatrici sulla palpebra e perdita delle ciglia. Cosa dobbiamo
fare in caso di blefarite? Prima di tutto è opportuno evitare di toccare o
sfregare gli occhi. Al mattino e alla sera le palpebre dovranno essere
accuratamente lavate, meglio se con acqua tiepida e salata. Anche gli occhi
dovranno essere lavati avendo l'accuratezza di asciugarli con un asciugamano
pulito. Consigliata anche, ogni 8-12 ore, l'applicazione di compresse di
garza imbevute in acqua tiepida. Le croste che eventualmente si sono formate
dovranno essere delicatamente rimosse con garze che prima avremo imbevuto di
una soluzione contenente bicarbonato di sodio (in ragione di un cucchiaino
per mezzo litro di acqua bollita). Il medico potrà prescrivere pomate
antibiotiche (cortisoniche o meno) da sole o in associazione a pomate a base
di ossido di zinco.
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