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Artrosi
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L'artrosi (anche osteoartrosi o, secondo la maggioranza degli autori anglosassoni, osteoartrite*) è una seria patologia degenerativa a carattere cronico caratterizzata da alterazioni delle cartilagine delle articolazioni sinoviali. L'artrosi dell'anca (coxoartrosi), l'artrosi del ginocchio (gonartrosi), l'artrosi delle articolazioni vertebrali (spondiloartrosi) e l'artrosi dell'articolazione alla base del pollice (rizoartrosi) sono le tipologie di artrosi più comuni. Si parla di artrosi generalizzata quando risultano colpite almeno tre diverse articolazioni.
L'artrosi è una malattia che si manifesta generalmente a partire dall'età di 40 anni, anche se può fare la sua comparsa molti anni prima; nessuno sembra esserne totalmente immune.
L'artrosi è una patologia che si sviluppa in modo molto lento e graduale e che colpisce con più frequenza i soggetti di sesso femminile e coloro che sono affetti da diabete, obesità, iperlipidemia, iperuricemia e varici.
Tra le patologie di tipo osteo-articolare, l'artrosi è sicuramente quella più frequente e il suo costo sociale risulta elevatissimo.
Nella prassi medica è decisamente comune fare un distinzione fra artrosi primaria e artrosi secondaria; la prima legata ad alterazioni primitive di tipo metabolico delle cartilagini articolari, la seconda legata a eventi o patologie diverse; tale distinzione è da sempre fonte di discussione fra gli autori in quanto, secondo alcuni, in essa sarebbero palesi diverse aree di incertezza.

Le cause delle artrosi

artrosiRiprendendo quanto accennato nel paragrafo precedente, si è soliti distinguere le artrosi in artrosi primarie (anche artrosi primitive) e artrosi secondarie.
Le cause dell'artrosi primitiva (che spesso è generalizzata) sono sostanzialmente sconosciute; si ritiene che alle sue origini possa esserci un terreno genetico che predispone alla patologia, tant'è che spesso viene osservata in più soggetti che appartengono allo stesso nucleo familiare.
L'artrosi secondaria riconosce fattori di tipo locale, generale e traumatico. Vengono comprese in questa categoria le artrosi secondarie a malformazioni che colpiscono lo scheletro (scoliosi, valgismo, varismo ecc.), le artrosi secondarie ad anomalie congenite di tipo articolare (displasie congenite articolari), le artrosi secondarie a patologie di tipo osteoarticolare (osteonecrosi asettica, spondiloartrite ecc.), le artrosi secondarie a patologie metaboliche ed endocrine (acromegalia, diabete, iperparatiroidismo, obesità ecc.), le artrosi secondarie a eventi di tipo traumatico (fratture, emartrosi, idrartrosi ecc.) e le artrosi legate a fattori occupazionali (professioni che costringono a un utilizzo eccessivo di una più articolazioni).
L'artrosi inizia a instaurarsi nel momento in cui, per i più disparati motivi, le cartilagini articolari –ovvero i tessuti la cui funzione è quella di ridurre l'attrito dei capi articolari- non riescono più a resistere in modo adeguato alle sollecitazioni cui vengono sottoposte. La cartilagine articolare è un tessuto costituito da una matrice extracellulare nella quale si trovano delle cellule dette condrociti; il processo fisiopatologico dell'artrosi viene scatenato nel momento in cui l'ambiente in cui vivono i condrociti viene a modificarsi. Con il passare del tempo le ossa si irrigidiscono e perdono la loro elasticità, possono verificarsi microfratture con susseguenti formazioni di calli ossei, ulteriore irrigidimento e altre microfratture. Man mano che l'osso perde elasticità, le sollecitazioni che vengono fatte sulle articolazioni sono ammortizzate dalla sola cartilagine; l'eccessivo sforzo che quest'ultima deve sopportare porta a ulcerazioni e assottigliamento. Man mano che il quadro peggiora si hanno, oltre alle alterazioni ossee e cartilaginee, anche alterazioni sinoviali e capsulari. Possono verificarsi processi infiammatori e, alla lunga, si assiste a una deformazione dei capi articolari.

Artrosi: i sintomi

L'artrosi riconosce sostanzialmente tre tipi di sintomi: dolore, limitazione funzionale e rigidità delle articolazioni.
L'artrosi è inizialmente caratterizzata da dolori lievi, più frequenti nelle ore che seguono il risveglio e in quelle che precedono il riposo. Il dolore non deriva dall'articolazione (che è priva di terminazioni nervose), ma dall'infiammazione della membrana sinoviale, da stiramenti dei legamenti e della capsula, da microfratture ossee ecc. I sintomi si acuiscono con il progredire della malattia, provocando sofferenza ininterrotta e riduzione o inibizione delle capacità motorie.
La limitazione funzionale è inizialmente dovuta alla volontà del soggetto di evitare il dolore e tale scopo viene raggiunto limitando l'escursione delle articolazioni; in seguito il problema è da attribuirsi anche dall'alterazione stessa dei capi articolari (ossificazione cartilaginea, riduzione dello spazio e del liquido intra-articolare ecc.). 
La rigidità delle articolazioni si presenta generalmente al risveglio oppure dopo un prolungato periodo di immobilità; il problema si attenua dopo breve tempo (30-40 minuti) con l'inizio dei normali movimenti.
Nelle fasi più avanzate dell'artrosi, un tipico sintomo è il rumore che viene avvertito durante il movimento delle articolazioni, un rumore che, nel caso di artrosi cervicale, viene descritto come "sabbia nel collo"; il rumore è dovuto allo sfregamento delle superfici delle articolazioni.

Diagnosi e trattamento dell'artrosi

artrosiLa concomitanza dei sintomi sopradescritti pone immediatamente il sospetto di artrosi, ma, ovviamente, la certezza diagnostica può essere ottenuta soltanto attraverso l'esame radiografico.
Il trattamento varia in relazione all'articolazione interessata e allo stadio raggiunto dalla patologia.
I casi più lievi possono trarre giovamento da fisiochinesiterapia e assunzione di farmaci antinfiammatori (soprattutto gli inibitori della Cox-2, come il celecoxib, che presentano meno effetti collaterali degli antinfiammatori classici) e analgesici; le infiltrazioni di cortisone e l'uso di lubrificanti articolari deve essere molto cauto perché nel tempo può aggravare il problema; nei casi più gravi, quando la malattia si trova in uno stadio molto avanzato, può essere necessario ricorrere all'intervento chirurgico, sostituendo una protesi all'articolazione danneggiata. I risultati delle protesi sono positivi sia per la durata (oltre il 90% di successo a 12 anni dall'intervento) sia per il recupero.
Oggi sta acquistando una sempre maggiore importanza la prevenzione con l'uso di antiossidanti e di sostanze come la glucosamina e l'acido ialuronico. Oltre all'età, fattori predisponenti sono l'obesità, il superlavoro (anche sportivo) dell'articolazione, i traumi, il sesso (dopo i 55 anni sono le donne le più colpite). Solo in una percentuale piccola di casi si individua una predisposizione ereditaria (difetto di produzione di collagene).

Artrosi cervicale

È una forma di artrosi che provoca varie manifestazioni neurologiche per la vicinanza di radici nervose che possono venire colpite, interessate, irritate o compresse dalle modificazioni patologiche indotte dal processo artrosico. I disturbi più frequenti sono le nevralgie cervicobrachiali provocate dalla compressione del plesso cervicale e le vertigini, causate dalla compressione dei nervi simpatici del collo che regolano la circolazione del sangue nel labirinto e nell'orecchio interno.
Approfondimenti ulteriori sono reperibili sul nostro articolo Artrosi cervicale.


* Gli autori anglosassoni preferiscono utilizzare il termine osteoartrite vista l'importanza della componente flogistica nell'evoluzione della malattia artrosica. Nel nostro Paese invece si continua a preferire l'utilizzo dei termini artrosi o osteoartrosi allo scopo di evitare confusioni con l'artrite reumatoide o con altre tipologie di artrite.


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