Amiloidosi
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I vari tipi di amiloidosi sono patologie rare, ma molto gravi, in cui il tasso di mortalità è decisamente elevato.
La distribuzione dell'amiloide può essere di tipo locale oppure di tipo sistemico; la diversità fra le varie tipologie di amiloidosi è dovuta essenzialmente alle diverse proteine che possono, per motivi tuttora sconosciuti, mutare la loro struttura e ai diversi punti in cui l'amiloide tende a concentrarsi; appare quindi ovvio che pur parlando genericamente di amiloidosi, si possono avere quadri clinici e sintomatologici alquanto differenziati; appare altrettanto ovvio che la diversità fra quadri clinici e sintomatologia è causa di notevoli difficoltà per quanto riguarda la tempestività della diagnosi, tempestività che viene considerata un elemento di notevole importanza per affrontare al meglio la patologia.
Amiloidosi: i gruppi principali
I gruppi più importanti di amiloidosi sono i seguenti: - amiloidosi primaria AL
- amiloidosi secondaria AA
- amiloidosi ereditarie.
Amiloidosi secondaria AA – L'amiloidosi AA è un tipo di amiloidosi che è secondario a diverse altre malattie. La proteina che caratterizza questo tipo di amiloidosi è la SAA (Serum Amyloid A), una proteina che viene prodotta durante le fasi acute di patologie croniche come, per esempio, l'artrite reumatoide.
In alcuni casi, il trattamento della patologia primaria può rallentare, o addirittura bloccare, la progressione dell'amiloidosi.
In questo tipo di amiloidosi, gli organi generalmente interessati in modo più serio sono i reni la cui sofferenza può manifestarsi con proteinuria, sindrome nefrosica e insufficienza renale. Altri organi che possono essere interessati, seppur meno pesantemente, da questo tipo di amiloidosi, sono fegato e milza. In casi molto rari può esserci anche un coinvolgimento dell'organo cardiaco.
Amiloidosi ereditarie – Nelle amiloidosi ereditarie sono diverse le proteine interessate; la mutazione di queste ultime origina diverse tipologie di amiloidosi ereditarie. Fra i diversi tipi di amiloidosi ereditaria, la più frequente è l'amiloidosi da transtiretina (amiloidosi TTR, MIM 176300). La transtiretina (TTR) è una proteina che viene secreta principalmente dall'organo epatico ed è deputata al trasporto di ormoni tiroidei (tiroxina e RBP, proteina legante il retinolo). Clinicamente, in questo tipo di amiloidosi, sono generalmente il sistema nervoso periferico e quello autonomo a essere maggiormente coinvolti. Nell'amiloidosi TTR, la modalità di trasmissione è di tipo autosomico dominante (si ha il 50% di probabilità che la patologia venga trasmessa ai figli; se i figli non ereditano la patologia, non sussiste il rischio che questi ultimi la trasmettano ai propri figli). L'amiloidosi TTR presenta alcune similitudini con l'amiloidosi AL, ma, a differenza di quest'ultima, è una patologia con minore aggressività e in cui le probabilità di sopravvivenza risultano maggiori.
Un'altra tipologia di amiloidosi ereditaria è l'amiloidosi da apolipoproteina A-I (AApoAI, MIM 107680). In questa tipologia di amiloidosi, l'accumulo di amiloide riguarda generalmente cuore, fegato e reni; ciò porta a quadri di cardiomiopatia, epatopatia e nefropatia.
I sintomi dell'amiloidosi
Com'è facilmente intuibile da quanto esposto in precedenza, la variabilità della sintomatologia è notevole. I sintomi dell'amiloidosi dipendono infatti dai diversi organi interessati dai depositi di amiloide. Nelle amiloidosi di tipo sistemico, le manifestazioni che si verificano con più frequenza sono legate al coinvolgimento del rene e dell'organo cardiaco; possono quindi verificarsi edemi agli arti inferiori, difficoltà respiratorie (soprattutto quando si compiono sforzi di una certa intensità), affaticabilità ecc. Il coinvolgimento del rene può dar luogo ad alterazioni dei valori di creatininemia e colesterolemia; può inoltre verificarsi proteinuria. Altri sintomi di amiloidosi possono essere epatomegalia, ipotensione, svenimento, mancanza di appetito, calo ponderale, diarrea, alterata sensibilità a mani e piedi ecc. Come si vede, questi sintomi sono comuni a numerosissime altre patologie ed è per questo che la diagnosi di amiloidosi non risulta particolarmente agevole.Possono essere d'aiuto alcuni segni che, pur presentandosi poco frequentemente, sono caratteristici dell'amiloidosi; fra questi ricordiamo la comparsa di macchie rosso-porpora sul volto e l'ingrossamento della lingua.
Diagnosi di amiloidosi
Per diagnosticare l'amiloidosi è necessario identificare i depositi di amiloide attraverso una specifica colorazione su un campione di tessuto; generalmente, a tale scopo, si esegue un ago aspirato peri-ombelicale, un esame ambulatoriale semplice e indolore la cui sensibilità, nelle forme sistemiche di amiloidosi, si aggira attorno all'80%.Se l'ago aspirato non porta alla diagnosi di amiloidosi, ma si sospetta ancora la presenza della patologia, è possibile fare ricorso alla biopsia di una ghiandola salivare labiale minore. A seconda dei casi può rendersi necessario un esame bioptico degli organi che si pensa possano essere interessati dall'amiloidosi.
Se la presenza di amiloide viene confermata dagli esami diagnostici, si rende necessario stabilire quale tipologia di amiloidosi ha colpito il soggetto; si deve cioè identificare la proteina che causa i depositi. L'identificazione della proteina è un passaggio fondamentale per quanto riguarda il trattamento, dal momento che quest'ultimo varia al variare del tipo di amiloidosi.
Il trattamento dell'amiloidosi
Per la stragrande maggioranza di amiloidosi esistono trattamenti terapeutici di una certa efficacia. Gli obbiettivi che ci si pongono con il trattamento delle amiloidosi di tipo sistemico sono quelli di arrestare, o perlomeno rallentare, l'eccessiva produzione della proteina che origina i depositi di amiloide. Le metodologie variano al variare del tipo di amiloidosi e sono strettamente legati al tipo di proteina che provoca l'accumulo di amiloide.Se si riesce a ridurre il processo produttivo della proteina in questione, si ha una rapida diminuzione del materiale occorrente alla formazione di nuovi depositi; ciò porta a un arresto, o a una riduzione, del processo che ha portato alla patologia; si può avere un riassorbimento dei depositi di amiloide e, se non vi sono stati danni irreversibili, può esserci un completo recupero delle funzioni degli organi coinvolti dall'amiloidosi.
Da quanto detto, si intuisce perché la precocità della diagnosi è considerata fondamentale; infatti, quanto prima si interviene con il trattamento, tanto più vi è la possibilità di ripristinare appieno la funzionalità degli organi coinvolti dalla patologia.
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