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Alcolismo
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Il video - L'alcol e i perdentiL'alcolismo può essere definito, dal punto di vista clinico, come una dipendenza fisiologica dall'alcol. Tale dipendenza è causata da un consumo continuato ed eccessivo di bevande alcoliche. L'alcolismo provoca numerosi danni all'organismo, danni causati principalmente dall'azione dell'alcol etilico. Dopo l'ingerimento di una bevanda alcolica, l'alcol etilico viene assorbito in modo molto rapido e, attraverso la circolazione sanguigna, si diffonde in tutto l'organismo, in particolar modo nel fegato e nel cervello. La velocità di assorbimento è influenzata dalla presenza o meno di cibo nello stomaco; in un soggetto a digiuno, l'alcol viene assorbito molto più rapidamente. L'eliminazione dell'alcol dall'organismo avviene soprattutto (90%) tramite ossidazione, viene degradato nel fegato ad acetaldeide dall'alcol-deidrogenasi, poi ad acetato dall'acetaldeide-deidrogenasi e infine ad acetil-CoA che entra nel ciclo di Krebs; il restante 10% viene eliminato attraverso la cute, i reni e i polmoni. 
L'alcol etilico è normalmente presente nel sangue, ma in quantità che non hanno alcun significato dal punto di vista clinico (1 mg/100 ml) e che sono nettamente inferiori rispetto a quelle rilevabili nelle bevande alcoliche la cui tossicità è direttamente proporzionale alla loro gradazione alcolica (espressione che, per quanto ancora comunemente usata, è stata sostituita da quella di titolo alcolometrico).
In un individuo normale, i segni di intossicazione da alcol compaiono quando la concentrazione ematica arriva ai 200 mg/100 ml; tali segni si aggravano quando la concentrazione va dai 250 ai 450 mg/100 ml; nel caso di alcolemia superiore (500-700 mg/100 ml) si corre il rischio di morte. Queste soglie sono diverse per un soggetto affetto da alcolismo cronico dal momento che il suo organismo può sopportare alcolemie ben più elevate (1.000-1.200 mg/100 ml). È doveroso distinguere l'intossicazione alcolica acuta da quella cronica. Nel primo caso infatti i disturbi scompariranno quando l'alcol sarà stato completamente eliminato dall'organismo, mentre, nel caso di intossicazioni croniche, alcuni disturbi non potranno essere completamente rimossi, nemmeno a seguito dell'eliminazione dell'alcol dall'organismo e di astinenza prolungata.
Per chi non fosse convinto che un consumo continuo di vino è dannoso, ricordiamo che oltre ai danni epatici (epatite e cirrosi), l'alcol può essere causa di gastriti, ulcera gastrica e duodenale, insufficienza pancreatica, miocardiopatie, miopatie, alcune forme di cancro (carcinoma all'esofago), disturbi nervosi (sindrome di Korsakov, malattia di Marchiafava-Bignami), osteoporosi.
alcolismoCome si misura il danno? - Il danno epatico si misura banalmente con il livello della gamma-GT (gammaglutamiltranspeptidasi). Chi non beve ha livelli inferiori a 20, chi beve mezzo litro di vino al giorno supera mediamente i 40-50. Chi beve un litro di vino al giorno da trent'anni arriva a 200 e ha il fegato spacciato.
La quantità di alcol accettabile - Un individuo sano metabolizza 7 g di etanolo all'ora. Tale quantità corrisponde a 75 ml di vino a 12 gradi (per eliminare completamente 0,75 l di vino occorrono 10 ore il che equivale a dire che bevendo circa 1,2 l di vino al giorno si ha teoricamente sempre alcol nel sangue nelle 16 ore che si è svegli) o a circa 25 ml di un liquore a 40 gradi. Rifacendosi alla quantità di 1,2 l di vino a 12 gradi (definita come soglia etanolica; corrisponde per esempio a 0,4 l di un superalcolico a 40 gradi), R. Albanesi ha dato una definizione più pratica che psicologica di alcolista:

alcolista è chi assume giornalmente una quantità di alcol uguale o superiore alla soglia etanolica.

Senza voler demonizzare il vino e i liquori, appare ragionevole definire accettabile una quantità giornaliera massima di vino di 240 ml (un quinto della soglia etanolica), avente come tempo di smaltimento quattro o cinque ore. Ovviamente occorre considerare anche gli altri contributi alcolici della giornata (birra, aperitivi, digestivi, superalcolici ecc.). Se sono presenti, la quantità accettabile di vino spesso è nulla o non supera il bicchiere.
La strategia giusta - Vista la quantità accettabile, si comprende immediatamente che la strategia giusta è quella dei veri intenditori:

bere poco, ma bene.

Il difficile è proprio bere poco...

Consumo di alcol nel mondo: i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Sono i moldavi i maggiori consumatori di alcol al mondo. Secondo il Global status report on alcohol and health dell'OMS, con dati riferiti al 2005, abitanti con più di 15 anni) ogni abitante della Moldavia si è bevuto l'equivalente di 19,2 litri di alcol puro. La media mondiale è di 6,1; l'Italia è a 10,7 litri. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità sono due milioni e mezzo i morti legati all'abuso di alcol, più di quelli causati dall'Aids e dalla tubercolosi.

I dati dell’uso e abuso di alcol, paese per paese

Il consumo dell'alcol

I COMMENTI

L'alcol libera?

Fra le mail più "tristi" della giornata, quella di una ragazza, peraltro abbastanza normale, che scrive: sono dell'idea che l'alcol libera dalle inibizioni non che porti a compiere gesti a caso.
Come dire: se vogliamo essere veramente noi stessi, liberi, beviamo!
Sono convinto che questo sia il pensiero di moltissimi giovani che si ubriacano il sabato sera.
Da ragazzo, andava di moda fumare: una sigaretta ti faceva sentire grande, forte, capace di affrontare le avversità della vita (era usuale il quadro del padre che, fuori dalla sala parto, fumava nervosamente decine di sigarette). Con il buon senso che per fortuna non mi è mai mancato, a chi mi offriva una sigaretta rispondevo: "scusa, ma se ho bisogno di fumare per sentirmi forte, vuol dire che sono messo malissimo e che sono solo un bluff". Ogni offerta cessava.
Purtroppo oggi va di moda l'alcol, ma il ragionamento è sempre valido: se ho bisogno di sentirmi su di giri, un po' brillo per liberarmi dalle inibizioni, per sentirmi libero, beh, allora sono messo malissimo e passo da un padrone all'altro, dalle inibizioni alla bottiglia. Non sarebbe meglio imparare a liberarmi dalle inibizioni che ho, magari un retaggio della mia educazione? Non è meglio diventare grandi e liberi per davvero? Sì, perché la palla che tutti hanno delle inibizioni è buona solo come alibi di chi non vuole liberarsi delle proprie. L'alternativa è attaccarsi alla bottiglia per "sentirsi più liberi", per "sentirsi meglio"; poi si passa alla pillola per l'ansia o a quella per la depressione. Si finisce per sopravvivere.

Un brindisi alla nostra salute
  
bere vino...Molti amici mi hanno chiesto un commento su una ricerca dell'Università Cattolica di Campobasso (che naturalmente ha fatto il giro dei media) che afferma che il consumo di piccole (?) quantità di alcol riduce il rischio di mortalità del 18%.
Una tale ricerca è priva di ogni spessore scientifico e non meriterebbe nemmeno di figurare su Novella 2000. Che cosa  significa "piccole quantità di alcol"? Che significa "18%"*? In un bambino, in un adulto di 40 anni, in un ottuagenario? Un quarantenne ha una probabilità di morte comunque molto bassa ed è praticamente impossibile correlare i dati derivanti dalle mille potenziali cause di morte; per esempio la ricerca prende come "non bevitori" anche soggetti quarantenni che per gravi motivi di salute non possono bere! Ricordiamo il limite di queste ricerche: in genere persone molto gravi sono messe nello stesso insieme dei soggetti sani e salutisti!!!
Personalmente queste ricerche non le commento più perché sono piene di inesattezze e genericità che rivelano la partigianeria di chi le pubblica. Sarebbe così difficile fare una ricerca il cui prodotto finale non è un discorso privo di qualunque spessore scientifico perché basato su unità di misura che non esistono (dose, bicchiere ecc.), ma una semplice curva che correla l'eventuale beneficio (in ordinate) alla quantità (in ascisse). Io per esempio mi sono assunto la responsabilità** di dire che il limite dell'eventuale beneficio (la mia posizione è che superato il limite sicuramente fa male, ma prima non è detto che faccia bene, potrebbe essere semplicemente ininfluente) è 240 ml di vino, circa un quarto di litro al giorno (non assumendo altri alcolici). Se i ricercatori avessero il coraggio di usare numeri chiari e curve, la popolazione scoprirebbe che nel 90% dei casi è in zona rossa, di pericolo, e il commercio del vino ne risentirebbe pesantemente.
 
*  (Ved. articolo sul trucco delle percentuali relative)
** (Ved. articolo sull'indice alcolico)
 
La magica bevanda di Orgosolo
  
Riceviamo da Francesco:
 
la magica bevandaStavolta la ricerca (stranamente inglese: loro non dovrebbero avere interessi di parte) parla esplicitamente di vino e non di sostanze in esso contenute. La fonte è www.dica33.it, quindi TEORICAMENTE autorevole.
"Le procianidine potrebbero essere il fattore che rende il vino rosso cardioprotettivo. A questa conclusione sono giunti scienziati britannici intenzionati a definire perché il vino rosso possa interferire con la salute del cuore e la longevità. Per definirlo hanno coltivato cellule endoteliali vascolari e le hanno esposte a 165 differenti vini per definire quali fossero i più potenti polifenoli vasoattivi, attraverso la cromatografia liquida ad alte prestazioni identificando le procianidine oligomeriche come il costituente fenolico responsabile dell'effetto. Ecco perché, osservano i ricercatori, le persone che risiedono nella provincia di Nuoro e nel sud della Francia hanno una vita media più lunga, visto che i vini di queste regioni sono ricchi di quel componente. Ecco perché ulteriori ricerche su vini e cibi ricchi in procianidine oligomeriche potranno spiegare meglio come la funzionalità vascolare possa essere preservata al meglio.
fonte: Corder R et al. Oenology: Red wine procyanidins e vascular health. Nature, 566 * 30 novembre 2006
".
 
Beh, anche le altre ricerche alla fine parlano sempre di vino. Per esempio il resveratrolo è stato magnificato da almeno dieci anni e con esso il vino. Ora che l'uso del vino per integrare tale sostanza è stato smontato con argomentazioni scientifiche, se ne propongono altre. Non so se hai notato, ma la ricerca smentisce sé stessa!
Se è vero che "le persone che risiedono nella provincia di Nuoro e nel sud della Francia hanno una vita media più lunga" (non è così, a Nuoro esistono molti centenari, ma la vita media non è maggiore di quella nazionale) perché "i vini di queste regioni sono ricchi di procianidine", vuol dire che gli altri vini di tutto il resto del mondo ne sono privi o ne hanno dosi non sufficienti e allora è inutile berne per evitare i danni epatici. O no?
Che la ricerca sia sponsorizzata dai produttori nuoresi (o francesi)?


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